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mercoledì 8 aprile 2026

EMOZIONI E RELAZIONI

Un itinerario

 di crescita 

per insegnanti 

ed alunni” 


-di Antonio Ferro*

        “Innovare per insegnare: approcci, metodi e strategie in classe” è il titolo del percorso formativo organizzato dall’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) di mazara del Vallo. In tale contesto, la dott.ssa Caterina Di Stefano, presidente dell’AIMC di Mazara del Vallo, mi ha coinvolto a relazionare sul tema “Emozioni e relazioni: un viaggio di crescita per insegnanti ed alunni”.

In passato si pensava che il raggiungimento degli obiettivi didattici dipendessero prevalentemente dalle abilità cognitive e dalla motivazione dell’alunno, oggi sappiamo che oltre a queste due condizioni, un ruolo fondamentale giocano le “Emozioni”.

Studi recenti dimostrano quanto le emozioni giochino un ruolo cruciale nelle acquisizioni delle competenze dei bambini. In particolare, è stato dimostrato che le emozioni attivano i centri sottocorticali dell’encefalo (es. sistema limbico ed amigdala) responsabili della componente fisiologica dell’emozione (es. sudorazione, tachicardia, ecc.), insieme alle cortecce associative che attivano i processi di valutazione cognitiva dell’esperienza emotiva. Quindi se un alunno apprende sperimentando la paura di sbagliare, le stesse aree del sistema nervoso legate a questa emozione si attiveranno in futuro per evitare situazioni analoghe, intaccando così significativamente l’autostima e l’autoefficacia dell’alunno. L’emozione negativa associata a quell’apprendimento si comporta come un antagonista dell’apprendimento stesso. L’emozione e i processi cognitivi rappresentano due facce interconnesse della stessa medaglia. Ciò significa che quando un alunno recupera un’informazione questa attiverà nuovamente il vissuto emotivo associato a quell’apprendimento perché entrambe hanno tracciato lo stesso percorso sinaptico. La “warm cognition” rivoluziona quindi le modalità degli apprendimenti associandoli alle emozioni positive e ciò avviene solo se un alunno impara con “gioia”.

Comprendere, dunque come le emozioni influenzino gli apprendimenti scolastici diventa fondamentale per gli insegnanti, che devono saper gestire e valorizzare l'aspetto emotivo nei loro alunni. I primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo socio-emozionale di un bambino. Durante questa fase, egli inizia a costruire le basi delle sue future relazioni attraverso le interazioni emotive e relazionali con i genitori, i caregiver e gli insegnanti. La qualità delle prime relazioni basate sull’empatia e sulla fiducia è fondamentale per una sana crescita psicologica.

Le emozioni sono risposte psicologiche e fisiologiche a stimoli interni ed esterni. Possono essere classificate in efficacemente emozioni positive (es. gioia, felicità, amore, ecc.) ed emozioni negative (es. paura, ansia, tristezza, ecc.). Queste ultime sebbene scomode, sono essenziali per la nostra capacità di adattarci e reagire a situazioni di pericolo. Le emozioni influenzano il comportamento, le relazioni interpersonali e il processo di apprendimento. Nei bambini, esse si manifestano in modi diversi rispetto agli adulti. La loro capacità di esprimere e regolare le emozioni è ancora in fase di sviluppo. È importante che i docenti riconoscano e comprendano queste emozioni per supportare i bambini nel loro percorso di crescita. Il linguaggio emotivo è uno strumento potente nella relazione insegnante-alunno. Attraverso l'uso di un linguaggio che esprime emozioni, i docenti possono fornire un ambiente sicuro e creare uno spazio in cui i bambini si sentano liberi di esprimere le proprie emozioni. Le emozioni positive migliorano la motivazione e l'attenzione, mentre la gestione delle emozioni negative può prevenire distrazioni e comportamenti problematici.

Associare emozioni positive all’acquisizione dei contenuti didattici è essenziale per favorire un ambiente di apprendimento favorevole ed inclusivo. I docenti devono essere sempre più consapevoli dell'importanza del linguaggio emotivo e della gestione delle emozioni per sostenere i bambini nel loro sviluppo personale e accademico.

L’insegnante può promuovere negli alunni la sperimentazione di emozioni positive attraverso specifiche strategie relazionali e comunicative. In particolare:

  • l’ascolto attivo ed empatico consente all’alunno di percepirsi compreso e riconosciuto nella propria esperienza soggettiva;
  • l’espressione di apprezzamenti e feedback positivi autentici favorisce il senso di autoefficacia e di valorizzazione personale;
  • i comportamenti di gentilezza e cura contribuiscono a costruire un clima relazionale accogliente e rassicurante;
  • l’incoraggiamento e il supporto sostengono la motivazione e rafforzano la percezione di un sostegno emotivo significativo;
  • la condivisione di esperienze positive facilita la costruzione del legame educativo e il consolidamento della relazione insegnante–alunno.

L’efficacia di tali interventi risulta strettamente correlata alle caratteristiche personali e professionali dell’insegnante, nonché alla sua capacità di instaurare una relazione autentica, nella quale l’alunno possa percepire un reale interesse e coinvolgimento nei propri confronti.

Investire tempo nella comprensione delle emozioni può trasformare la relazione insegnante-alunno rendendola più efficace e significativa. I docenti sono chiamati a essere guide empatiche, pronte ad ascoltare e a rispondere alle esigenze emotive dei loro alunni.

È quindi necessario che gli insegnati abbiano un nuovo approccio che valorizzi, oltre il versante didattico e cognitivo, un apprendimento associato alle emozioni positive. In tale modo l’insegnante diventerà una figura significativa anche sul versante relazionale contribuendo al successo scolastico dei propri alunni, anche di coloro con bisogni speciali di apprendimento.

*Neuropsichiatra infantile, Direttore Sanitario della Fondazione Auxilium di Trapani

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venerdì 21 novembre 2025

IL GLOBALISMO AFFETTIVO


Si è svolto l'incontro sul metodo "Globalismo Affettivo" organizzato da AIMC e dall'I.C. Pirandello-Bonsignore di Mazara del Vallo

All'evento presenti Vito De Lillo, autore del metodo, e il regista Michele Pinto

Si è svolto giovedì 20 novembre 2025, presso l'Auditorium Caruso a Mazara del Vallo, un partecipato e interessante incontro formativo sul metodo Globalismo Affettivo per l'avvio alla letto-scrittura, ideato dal maestro Vito De Lillo. L'evento, promosso dall'A.I.M.C. (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sezione di Mazara del Vallo in collaborazione con l.C. Pirandello-Bonsignore, ha visto la presenza dell'autore, Vito De Lillo, e del regista Michele Pinto, entrambi giunti dalla Puglia.

Il Globalismo Affettivo è un metodo per l'avvio della letto-scrittura che favorisce l'apprendimento già dalla scuola dell'infanzia. Sono utilizzati diversi canali di apprendimento (uditivo, visivo, emotivo, affettivo relazionale, mimico e iconico gestuale) attraverso l'interazione costante tra corpo, sensi e rappresentazioni mentali, coinvolgendo globalmente la personalità del bambino.

Il metodo è stato scientificamente validato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Bari e dalla Clinica Universitaria di Neuropsichiatria infantile di Bari. L'incontro si è aperto con i saluti della dottoressa Antonina Marino, dirigente scolastico dell'I.C. Pirandello Bonsignore. È seguita la presentazione a cura dell'insegnante Katia Di Stefano, Presidente della sezione AIMC Mazara. Un momento importante è stata la simulazione delle letterine da parte degli alunni di 5 anni del plesso "ex asilo nido" dell'Istituto, che ha mostrato in pratica l'efficacia del metodo.

Successivamente, il dott. Michele Pinto ha presentato un interessante cortometraggio che documenta come i bambini svolgono le attività didattiche col metodo Globalismo Affettivo nelle varie scuole italiane. Infine, l'autore del metodo, De Lillo, ha fornito ai docenti presenti indicazioni metodologiche e suggerimenti didattici per l'attuazione al meglio del suo innovativo approccio all'insegnamento della letto-scrittura. L'evento si è concluso con la chiusura dei lavori e la consegna degli attestati di partecipazione.

Redazione Prima Pagina Mazara

 

 

venerdì 21 marzo 2025

PHILOSOPHY FOR CHILDREN


PER UNA MENTE AUTONOMA 

E RIFLESSIVA

 

Presso il Collegio dei Gesuiti di Mazara del Vallo si è tenuto un incontro rivolto alle insegnanti dell'AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) incentrato sulla metodologia educativa e di ricerca della Philosophy for Children (P4C). L'evento è stato condotto dalle formatrici e insegnanti Antonella Santi (insegnante di scuola dell’infanzia e formatrice esperta del metodo P4C) e Valentina Roversi (filosofa e formatrice esperta del metodo P4C), che da anni si occupano in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, di promuovere la pratica del filosofare a scuola ed in altri contesti educativi. La Philosophy for Children è un approccio pedagogico sviluppato dal filosofo ed educatore statunitense Matthew Lipman alla fine degli anni '70. Lipman, insoddisfatto delle tradizionali metodologie educative, ha ideato la P4C con l'obiettivo di stimolare nei bambini la capacità di ragionare in modo critico, creativo e collaborativo, trasformando la classe in una comunità di ricerca in cui il dialogo e la riflessione collettiva sono al centro del processo di apprendimento. Questo metodo si basa sull'idea che il pensiero filosofico non sia riservato solo agli adulti, ma possa rappresentare un potente strumento educativo sin dall'infanzia.

Lipman riteneva che l'educazione dovesse andare oltre la semplice trasmissione di nozioni e puntare allo sviluppo di una mente autonoma e riflessiva. Il suo metodo si è dimostrato particolarmente efficace anche nella scuola dell'infanzia, dove il dialogo filosofico viene facilitato attraverso l'uso di racconti e narrazioni capaci di stimolare nei bambini domande profonde e significative. Attraverso la P4C, anche i più piccoli imparano a confrontarsi, a rispettare le idee degli altri e a sviluppare un pensiero critico in modo naturale e coinvolgente. I bambini e le bambine hanno bisogno di momenti quotidiani dedicati al dialogo per imparare a riflettere sulla propria esperienza.

Il programma ha previsto un inquadramento contestuale e teorico del curricolo di Philosophy for Children, sviluppato negli Stati Uniti alla fine degli anni '70 da Lipman. La P4C è una metodologia che stimola i bambini/ragazzi a prendersi cura del proprio pensiero, attraverso il dialogo, la condivisione di idee ed il gioco, all’interno di una comunità di ricerca.

Le formatrici hanno illustrato le caratteristiche principali di questa metodologia, soffermandosi sulle fasi essenziali di un'esperienza pratica di P4C. Tra gli aspetti approfonditi, particolare attenzione è stata dedicata all'attività di sintonizzazione, fondamentale per predisporre i partecipanti al dialogo, e alla costruzione dell'agenda, che consente di organizzare il percorso di discussione in base agli interessi emergenti.

Successivamente, è stata spiegata la raccolta delle domande, stimolata a partire dagli spunti e dagli interessi della comunità di ricerca, seguita dalla fase di discussione filosofica vera e propria. Infine, il processo si è concluso con un'attività di autovalutazione, volta a riflettere sull'esperienza vissuta e sugli apprendimenti maturati.

Dopo questa spiegazione, le partecipanti all'incontro hanno vissuto in prima persona un'esperienza diretta di P4C, prendendo parte attivamente all'attività proposta.

L'entusiasmo con cui hanno partecipato ha reso evidente il valore di questa metodologia, mostrando concretamente come il dialogo possa essere utilizzato sia come metodo che come valore educativo a scuola.

Con questo incontro, ispirato al metodo Philosophy for Children, impariamo a creare con i bambini e le bambine spazi di conversazione e dialogo, seguendo un metodo di ascolto e di rispetto reciproco, avvicinandoci alle loro domande con un approccio educativo che sviluppa un pensiero complesso attento alla partecipazione: creativo, critico e caring. Alla base l’idea di scuola come comunità educante.

L'incontro ha rappresentato un'importante occasione di formazione e confronto per le insegnanti dell'AIMC, fornendo strumenti teorici e operativi utili per l'applicazione della Philosophy for Children nelle pratiche educative quotidiane.

In conclusione, come affermato da Matthew Lipman (Thinking in Education, 2003), "La filosofia con i bambini non consiste solo nel trasmettere conoscenze, ma nel suscitare il loro pensiero, stimolando la curiosità e l’autonomia", dimostra che l'educazione filosofica è fondamentale per sviluppare la capacità di riflettere, interrogarsi e affrontare la realtà con una mente aperta e critica.



lunedì 19 febbraio 2024

INSEGNANTI E TUTELA DEI MINORI


DIOCESI DI MAZARA

 E AIMC

 PER LA TUTELA 

DEI MINORI

 

 Negli ultimi anni, l’attenzione della Chiesa alla tutela dei minori e delle persone vulnerabili si è concretizzata con la creazione di un apposito Servizio Tutela Minori a livello nazionale, regionale e diocesano. Quest’ultimo ha il compito pastorale dell’ascolto ed accompagnamento delle vittime e della prevenzione attraverso incontri informativi e formativi rivolti a quanti si occupano di minori.

Il Servizio diocesano tutela minori è stato presentato agli insegnanti che aderiscono all’Associazione italiana maestri cattolici. A illustrarlo è stato il referente diocesano del Servizio, Antonio Ferro, che ha partecipato, in qualità di relatore, all’incontro online sul tema “Le sfide della nuova scuola”, terzo incontro programmato da parte della sezione AIMC di Mazara del Vallo. L’incontro è stato introdotto da Caterina Di Stefano, presidente della sezione. Il servizio é chiamato a collaborare e supportare l’azione pastorale della Chiesa diocesana, affinché la cura e la protezione dei minori e delle persone vulnerabili divengano concreta azione quotidiana. Il Servizio deve lavorare in stretto contatto col Vescovo.

Un ruolo centrale viene svolto da tutti gli educatori e, nel caso specifico dagli insegnanti, poiché  questi vivono una relazione costante con gli alunni, coi quali sono chiamati ad istaurare un rapporto empatico e di fiducia. Il dott. Ferro ha sottolineato quanto sia importante “essere empatici” nella relazione insegnante/alunno e di come sia fondamentale sostenere ed accrescere l’autostima e creare una relazione di fiducia che permetta all’alunno di comunicare le proprie emozioni e i propri vissuti.

Infatti, chi è più vulnerabile spesso ha una bassa autostima e cerca costantemente approvazione ed attenzione dell’altro, ciò lo espone ad un maggiore rischio di abuso. Il ruolo degli insegnanti, aldilà della trasmissione delle competenze, deve contribuire allo sviluppo armonico della personalità dell’alunno.

Il dott. Ferro, oltre a descrivere le devastanti conseguenze fisiche, psicologiche ed affettive che derivano dall’abuso sessuale, si è soffermato anche su altri tipi abuso: di potere, psicologico, di coscienza, ecc., sottolineando come alcuni comportamenti e linguaggi inappropriati, spesso danneggiano gravemente l’alunno.

L’AIMC di Mazara si è impegnata a sostenere il Servizio e ad approfondire i vari aspetti del problema, anche nelle scuole ove operano i docenti.



domenica 7 giugno 2020

LE ALLEANZE EDUCATIVE.- WEBINAR AIMC - ANPE - UMEC

L’AIMC (Associazione Italiana Maestri Cattolici) sezione provinciale di Mazara del Vallo, in collaborazione con L’ANPE (Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani) e l’UMEC-WUCT  (Unione  Mondiale  Insegnanti Cattolici)  ha organizzato, sabato 6 giugno, un webinar dal titolo “Le alleanze Educative”.  All'incontro (il terzo dello stesso percorso formativo, riconosciuto dal MIUR e inserito nel portale SOFIA) hanno partecipato dirigenti e insegnanti di diverse regioni (Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna, Sicilia).
Il Corso è stato diretto da Caterina Di Stefano (consigliera nazionale e presidente provinciale AIMC e coordinatrice ANPE per la provincia di Trapani) che ha introdotto e moderato i vari interventi svolti da Giovanni Perrone (segretario generale UMEC-WUCT e presidente provinciale AIMC di Palermo), Tiziana Conte (vicepresidente ANPE e coordinatrice per la Basilicata e la Puglia) e Lorena Galesi (coordinatrice ANPE per la provincia di Ragusa).

I contenuti degli interventi sono stati: L’UMEC e la condivisione di esperienze educative nel mondo; la legge della Regione Puglia sul coordinatore pedagogico nelle scuole; la pedagogia e il sistema formativo Integrato; le emergenze educative nella società odierna.  I partecipanti, tra i quali Maria Angela Grassi, presidente nazionale dell’ANPE e Andrea Scaffidi membro del direttivo Nazionale ANPE, hanno espresso apprezzamento per la bella sinergia associativa che si è realizzata consentendo un incontro formativo online di buon livello qualitativo.