venerdì 19 maggio 2017

GIOVANI IN EQUILIBRIO PRECARIO - Il Rapporto Giovani 2017 della Fondazione Toniolo

“Se vogliamo ancora sperare in un futuro migliore non dobbiamo considerare i giovani come i “perdenti” da proteggere in un mondo diverso dal passato, ma le risorse principali per contribuire a cambiare il mondo nella direzione auspicata – ha detto Alessandro Rosina, docente di Demografia e Statitistica Sociale all Università Cattolica e curatore dell’indagine del Toniolo.
Di fronte alle grandi trasformazioni demografiche, alle sfide poste dalla globalizzazione e dall’innovazione tecnologica – destinate a produrre un grande impatto sulle vite dei singoli, sull’organizzazione sociale, sulla crescita economica – è cruciale, anzi vitale, aiutare le nuove generazioni a produrre nuove mappe della realtà che muta e individuare i percorsi più promettenti per raggiungere obiettivi condivisi. Il rischio è altrimenti quello per i giovani di perdersi e per la collettività di impoverirsi e veder aumentare diseguaglianze generazionali e sociali. “

Fotografato dal Rapporto Giovani 2017 dell’Istituto Toniolo il mondo giovanile svela le aspettative, le ansie e le delusioni delle nuove generazioni italiane.
Il tema del LAVORO risulta sempre più legato al mondo giovanile italiano dal quale emerge forte la preoccupazione nei confronti di una condizione di difficoltà che non fa intravedere sbocchi lavorativi e che risulta accentuata da una crisi economica che ha colpito molti paesi e tutte le fasce d’età. Ma le nuove generazioni sono anche il “nuovo che produce nuovo”. Non vengono per essere uguali alle generazioni dei genitori e dei nonni. Sono quindi il modo attraverso cui una società costruisce e INNOVA il proprio futuro cercando di compiere con successo il percorso di transizione alla vita adulta nonostante il rischio di impoverimento materiale, frustrazione psicologica e disagio sociale. Tutto questo in un contesto sempre più legato alla coscienza della necessità di un investimento personale nella FORMAZIONE grazie alla quale si preparano alla vita oltre che al mondo del lavoro.

È questo il quadro che emerge dal RAPPORTO GIOVANI 2017(RG2017) dell’Istituto Toniolo realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Cariplo . Il RG2017 si è basato su un campione di oltre 9.000 giovani tra i 18 e i 32 anni.
L’ intera indagine è raccolta nel volume “La condizione giovanile in Italia – Rapporto Giovani 2017”  edito da Il Mulino,  disponibile nelle librerie .

La fotografia del RG2017 del mondo giovanile italiano ci presenta una generazione in equilibrio precario tra rischi da cui difendersi e opportunità a cui tendere, con freni culturali e istituzionali alla messa pienamente in campo di tutto il proprio potenziale, troppo spesso misconosciuto e sottoutilizzato. Il 92,2% degli intervistati dichiara di non essere riuscito a realizzare i propri desideri formulati l’anno passato di uscire dalla famiglia di origine.
Sotto la lente d’ingrandimento del RG2017 gli snodi principali della transizione alla vita adulta: la formazione, il lavoro, l’autonomia e le scelte di vita a partire dalla scuola. In tale ambito il RG2017 restituisce il punto di vista dei giovani del contesto scolastico, non solo sulla sua capacità di essere luogo di apprendimento, ma anche su come incide sul benessere individuale e relazionale, oltre che sulle ricadute rispetto agli altri ambiti di vita. Oltre tre quarti del campione complessivo concorda nel sostenere che l’istruzione scolastica serve in primo luogo ad attrezzare la persona, accrescendone le abilità e le conoscenze (80,5%), promuovendo la capacità di ragionamento (75,9%) e di stare con gli altri (75,3%). Sei intervistati su dieci sono convinti che l’istruzione sia anche una risorsa utile per affrontare la vita (60,5%).



"SE MI AMATE......" Il Vangelo di domenica 21 maggio

Il giogo leggero dei comandamenti del Signore 
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi.
 
Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
 
La prima parola è «se»: se mi amate. Un punto di partenza così libero, così umile, così fragile, così fiducioso, così paziente. Non dice: dovete amarmi. Nessuna minaccia, nessuna costrizione, puoi aderire e puoi rifiutarti in totale libertà. Ma, se mi ami, sarai trasformato in un'altra persona, diventerai come me, prolungamento dei miei gesti, eco delle mie parole: se mi amate, osserverete i comandamenti miei.
 
Non per dovere, ma come espansione verso l'esterno di ciò che già preme dentro, come la linfa della vite a primavera, quando preme sulla corteccia dura dei tralci e li apre e ne esce in forma di gemme e foglie. In questo passo del Vangelo di Giovanni, per la prima volta, Gesù chiede esplicitamente di essere amato. Il suo comando finora diceva: Amerai Dio, amerai il prossimo tuo, vi amerete gli uni gli altri come io vi ho amato, ora aggiunge se stesso agli obiettivi dell'amore.
 
Non detta regole, si fa mendicante d'amore, rispettoso e generativo. Non rivendica amore, lo spera. Ma amarlo è pericoloso. Infatti il brano di oggi riporta sette versetti, in cui per sette volte Gesù ribadisce un concetto, anzi un sogno: unirsi a me, abitare in noi. E lo fa con parole che dicono unione, compagnia, incontro, intimità, in una divina monotonia, umile e sublime: sarò con voi, verrò presso di voi, in voi, a voi, voi in me io in voi.

Gesù cerca spazi, spazi nel cuore, spazi di trasformazione: se mi ami diventi come me! Io posso diventare come Lui, acquisire nei miei giorni un sapore di cielo e di storia buona; sapore di libertà, di mitezza, di pace, di forza, di nemici perdonati, e poi di tavole imbandite, e poi di piccoli abbracciati, di relazioni buone e feconde che sono la bellezza del vivere.

Quali sono i comandamenti miei di cui parla Gesù? Non l'elenco delle Dieci Parole del monte Sinai; non i comandi esigenti o i consigli sapienti dettati in quei tre anni di itineranza libera e felice dal rabbi di Nazaret. I comandamenti da osservare sono invece quei gesti che riassumono la sua vita, che vedendoli non ti puoi sbagliare: è davvero lui. Lui che si perde dietro alla pecora perduta, dietro a pubblicani e prostitute, che fa dei bambini i principi del suo regno, che ama per primo, ama in perdita, ama senza aspettare di essere ricambiato.

«Come ho fatto io, così farete anche voi» (Gv 13,15). Lui che cinge un asciugamano e lava i piedi, che spezza il pane, che nel giardino trema insieme al tremante cuore della sua amica («donna, perché piangi?»), che sulla spiaggia prepara il pesce sulla brace per i suoi amici. Comandamenti che confortano la vita. Mentre nelle sue mani arde il foro dei chiodi incandescenti della crocifissione.


(Letture: Atti 8,5-8.14-17; Salmo 65; 1 Pietro 3,15-18; Giovanni 14,15-21)
 
 
Ermes Ronchi 
 

(tratto da www.avvenire.it)


giovedì 18 maggio 2017

NON DARSI BOTTE IN TESTA PER DIALOGARE CON GLI ALTRI. Questa è la vera rivoluzione culturale!

Il compito vero – nei giorni che ad ognuno è dato di vivere – è intendersi con gli altri “senza darsi botte in testa reciprocamente”: Bonhoeffer ne era convinto. Oggi solitudine e isolamento incombono e si rischia di invecchiare e morire prima ancora di crescere. La situazione non ammette semplici spettatori di lotte altrui.
È davvero urgente ricostruire la tessitura della società attraverso una rivoluzionaria cultura del dialogo. Superare la soglia dello specchio e imparare ad arricchirsi della diversità dell’altro è possibile; scoraggiarsi è la più grande tentazione. Non ci sono ricette o facili scappatoie. Si tratta di mettere in dialogo tutte le forze vive, non di vincere sugli altri.
Rispetto a quanto siamo abituati a fare, vera rivoluzione è solo un impegno umile, deciso a pensare, cercare, provare e trovare la propria strada per un confronto reale. Nella trasparenza della fraternità è possibile e anche facile riconoscere semplicemente i propri passi falsi. Purtroppo però è altrettanto facile prenderli a pretesto per discernere quelli degli altri. Così succede che il confine fra lo spirito cordiale e l’ironia è indefinito e raggela il sorriso.
Eppure i rapporti difficili si possono curare. Parola d’ordine evangelica è: “Apriti!” (Mc 7,31-37), lascia che attraverso le tue orecchie entrino in te le voci e i suoni del mondo, le armonie e le dissonanze, le parole e i silenzi… Chiediti che cosa provi e perché. Cerca di capire quello che provano gli altri e perché… E il nodo che ti porti dentro, pian piano, comincia a sciogliersi. Diventa più chiaro dare un nome alle proprie e altrui emozioni e realistico imparare a gestirle in un ‘parlarsi,, che sia via alla fraternità. Vita in realtà è comunicare con la sofferenza e la gioia delle persone; accogliere ciò che chi ‘mi’ vive accanto pensa, sente, desidera…
Se nel rapporto interpersonale si vuole sempre e solo luce, chiarezza, certezza assoluta, forse si vuole dominare più che comunicare. Perché il dialogo autentico non è un caffè istantaneo e non dà effetti immediati. Ma se si parte dalla vita e dalle esigenze dell’altro, qualche strada nuova si apre. Anche nelle situazioni più buie e contraddittorie della storia – ci ha insegnato il cardinal Martini – lo Spirito è all’opera e pone segnali di bene, che chiedono di essere riconosciuti per fondarvi la speranza che non delude.
Mettere la maiuscola all’Altro, significa prendere sul serio le persone, la loro alterità umana, uscire insomma dalle prigioni del narcisismo… Allora nascono i più bei progetti: fragili, reali, sempre aperti al cambiamento…

Non praticheremo mai a sufficienza questo orizzonte profetico nel quale si accolgono le differenze come parte di un cammino comune. Mettersi in condizione di parità con l’altro e non di distanza rende, comunque, possibile offrire – con verità e umiltà – parole che aprono, abbracciano, facilitano, aiutano a sollevare lo sguardo da se stessi.

NON DARSI BOTTE IN TESTA PER DIALOGARE CON GLI ALTRI. Questa è la vera rivoluzione culturale!

mercoledì 17 maggio 2017

STOP AL CYBERBULLISMO! La camera approva la proposta di legge.

L’Aula della Camera, il 17 maggio,approva definitivamente la proposta di legge C. 3139-B: Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo (già approvata dal Senato, modificata dalla Camera e nuovamente modificata dal Senato).


Cyberbullismo, Fedeli: “Tema molto serio, bene approvazione della legge. Miur già al lavoro per dare immediata attuazione”

      “Il cyberbullismo è un tema serissimo. Ritengo per questo molto importante l’approvazione di una legge specifica per il contrasto di questo fenomeno. Il Parlamento ha fatto un lavoro che era necessario: finalmente si affronta pienamente e in modo deciso un problema che non può essere sottostimato. Ringrazio i colleghi parlamentari, in particolare la Senatrice Elena Ferrara, per l’impegno profuso nel raggiungere questo obiettivo. Il Ministero è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione”.

     Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, commenta la definitiva approvazione alla Camera della legge sul cyberbullismo.
     “Con questo provvedimento – sottolinea Fedeli – mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.
     Nei giorni scorsi il Ministero ha già riunito la Conferenza dei coordinatori regionali degli Uffici scolastici sul bullismo per attivare immediatamente la ricognizione delle docenti e dei docenti in ciascuna istituzione scolastica, così come richiesto dalla legge appena approvata. I referenti, spiega il provvedimento, coordineranno le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

martedì 16 maggio 2017

BUONA SCUOLA - PUBBLICATI IN G.U. I DECRETI ATTUATIVI

Pubblicati nel Supplemento Ordinario n° 23 alla Gazzetta Ufficiale n° 112 del 16 maggio 2017 i decreti legislativi di attuazione dell’articolo 1, commi 180 e 181, della legge 13 luglio 2015, n. 107

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 59
Riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera b), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00067)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 60
Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creativita’, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00068)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 61
Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonche’ raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00069)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 62
Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 63
Effettivita’ del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonche’ potenziamento della carta dello studente, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera f), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00071)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 64
Disciplina della scuola italiana all’estero, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera h), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00072)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65
Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00073)

DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 66

Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilita’, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00074)


lunedì 15 maggio 2017

EDUCARE ALLA CITTADINANZA. Famiglia, Chiesa, Scuola, Istituzioni in interazione per costruire il bene comune..

LA FAMIGLIA, LA CHIESA, LA SCUOLA E LE ISTITUZIONI
PER L’EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA


Lunedì 22 Maggio 2017
PALERMO
Palazzo Reale
Sala Pier Santi Mattarella      Piazza Parlamento
                                                          
 «La Famiglia è il primo nucleo di relazioni. La scuola è la prima società che integra la famiglia.
        La famiglia e la scuola non vanno mai contrapposte.
 Per educare un figlio ci vuole un villaggio»
                                                                                  Papa Francesco


Nel Ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino


In collaborazione con
AGe – AIMC – CEI –  CISS Palermo - Don Bosco "Ranchibile" - FIDAE – FISM - FORAGS SICILIA- MIEAC – UCIIM - Ufficio Scolastico Regionale  -  Uffici di Pastorale della Educazione, della Scuola, della Università, della Cultura -  Ufficio di Pastorale della Famiglia -  Ufficio di Pastorale delle Comunicazioni - Ufficio I.R.C.


Ore 16:30

Introduce – Maurizio Nobile – Presidente Regionale A.GE.S.C.
Saluti – Giuseppe Lupo - Vice Presidente dell’ARS
Saluti – Barbara EvolaAssessore Scuola e Realtà dell’Infanzia  Comune di Palermo
Saluti – Rino La Placa – Presidente Associazione ex Deputati ARS
Modera
StefaniaMacaluso – Coordinatrice della Pastorale Scolastica

Relatori
Roberto Gontero – Presidente Nazionale A.GE.S.C.
Giovanni Salonia – Psicoterapeuta dell'Istituto di Gestalt HCC
Pasquale D’Andrea–Garante dei diritti dell’infanzia e per l’adolescenza del  Comune di Palermo
Valentina Chinnici – Presidente CIDI Palermo
Fiorella Palumbo–Dirigente Tecnico USR
Interventi Programmati
Lucia La Fata – Responsabile Pastorale Scolastica e Università
Chiara Di Prima – Presidente Regionale UCIIM
Salvatore Mangiapane – Presidente Regionale FIDAE
Giuseppe Re – Responsabile Pastorale della Famiglia
Dario Cangialosi – Presidente FISM Regionale Sicilia
Giovanni Perrone – Presidente Provinciale AIMC di Palermo
Peppino Russo – Presidente Regionale AGE
Giovanni Milazzo – Presidente Diocesano MIEAC

Antonio Costanza – Coordinatore FORAGS Sicilia e Presidente  ANFFAS di Palermo