domenica 23 dicembre 2018

NATALE, LA GIOIA DI ESSERE SANTI!

Papa Francesco: " .... Il Natale è per eccellenza una festa gioiosa, ma spesso ci accorgiamo che la gente, e forse noi stessi, siamo presi da tante cose e alla fine la gioia non c’è, o, se c’è, è molto superficiale. Perché?
         Mi è venuta in mente quella espressione dello scrittore francese Léon Bloy: «Non c’è che una tristezza, […] quella di non essere santi» (La donna povera, Reggio Emilia 1978, p. 375; cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 34).               Dunque, il contrario della tristezza, cioè la gioia, è legata all’essere santi. Anche la gioia del Natale. Essere buoni, almeno avere il desiderio di essere buoni.
        Guardiamo il presepe. Chi è felice, nel presepe? Questo mi piacerebbe chiederlo a voi bambini, che amate osservare le statuine… e magari anche muoverle un po’, spostarle, facendo arrabbiare il papà, che le ha sistemate con tanta cura!
      Allora, chi è felice nel presepe? La Madonna e San Giuseppe sono pieni di gioia: guardano il Bambino Gesù e sono felici perché, dopo mille preoccupazioni, hanno accolto questo Regalo di Dio, con tanta fede e tanto amore. Sono “straripanti” di santità e quindi di gioia. E voi mi direte: per forza! Sono la Madonna e San Giuseppe! Sì, ma non pensiamo che per loro sia stato facile: santi non si nasce, si diventa, e questo vale anche per loro.
     Poi, pieni di gioia sono i pastori. Anche i pastori sono santi, certo, perché hanno risposto all’annuncio degli angeli, sono accorsi subito alla grotta e hanno riconosciuto il segno del Bambino nella mangiatoia. Non era scontato. In particolare, nei presepi c’è spesso un pastorello, giovane, che guarda verso la grotta con aria trasognata, incantata: quel pastore esprime la gioia stupita di chi accoglie il mistero di Gesù con animo di fanciullo. Questo è un tratto della santità: conservare la capacità di stupirsi, di meravigliarsi davanti ai doni di Dio, alle sue “sorprese”, e il dono più grande, la sorpresa sempre nuova è Gesù. La grande sorpresa è Dio!
         Poi, in alcuni presepi, quelli più grandi, con tanti personaggi, ci sono i mestieri: il ciabattino, l’acquaiolo, il fabbro, il fornaio…, e chi più ne ha più ne metta. E tutti sono felici. Perché? Perché sono come “contagiati” dalla gioia dell’avvenimento a cui partecipano, cioè la nascita di Gesù. Così anche il loro lavoro è santificato dalla presenza di Gesù, dalla sua venuta in mezzo a noi.
        E questo ci fa pensare anche al nostro lavoro. Naturalmente lavorare ha sempre una parte di fatica, è normale. Ma io nella mia terra conoscevo qualcuno che non faticava mai: faceva finta di lavorare, ma non lavorava. Non faceva fatica, si capisce! Ma se ciascuno riflette un po’ della santità di Gesù, basta poco, un piccolo raggio – un sorriso, un’attenzione, una cortesia, un chiedere scusa – allora tutto l’ambiente del lavoro diventa più “respirabile”, non è vero? Si dirada quel clima pesante che a volte noi uomini e donne creiamo con le nostre prepotenze, le chiusure, i pregiudizi, e si lavora anche meglio, con più frutto.
      C’è una cosa che ci rende tristi nel lavoro e fa ammalare l’ambiente del lavoro: è il chiacchiericcio. Per favore, non parlare male degli altri, non sparlare. “Sì, ma quello mi è antipatico, e quello…”. Guarda, prega per lui, ma non sparlare, per favore, perché questo distrugge: distrugge l’amicizia, la spontaneità. E criticare questo e quello. Guarda, meglio tacere. Se tu hai qualcosa contro di lui, vai e dillo direttamente. Ma non sparlare. “Eh padre, viene da sé, di sparlare…”. Ma c’è una bella medicina per non sparlare, ve la dirò: mordersi la lingua. Quando ti viene la voglia, morditi la lingua e così non sparlerai.
         Anche negli ambienti di lavoro esiste “la santità della porta accanto” (cfr Gaudete et exsultate, 6-9). Anche qui in Vaticano, certo, io posso testimoniarlo. Conosco alcuni di voi che sono un esempio di vita: lavorano per la famiglia, e sempre con quel sorriso, con quella laboriosità sana, bella. È possibile la santità. È possibile. Questo è ormai il mio sesto Natale da Vescovo di Roma, e devo dire che ho conosciuto diversi santi e sante che lavorano qui. Santi e sante che vivono la vita cristiana bene, e se fanno qualche cosa brutta chiedono scusa. Ma vanno avanti, con la famiglia. Si può vivere così. È una grazia, ed è tanto bello. Di solito sono persone che non appaiono, persone semplici, modeste, ma che fanno tanto bene nel lavoro e nei rapporti con gli altri. E sono persone gioiose; non perché ridono sempre, no, ma perché hanno dentro una grande serenità e sanno trasmetterla agli altri. E da dove viene quella serenità? Sempre da Lui, Gesù, il Dio-con-noi. È Lui la fonte della nostra gioia, sia personale, sia in famiglia, sia sul lavoro.
        Allora il mio augurio è questo: essere santi, per essere felici. Ma non santi da immaginetta, no, no. Santi normali. Santi e sante in carne e ossa, col nostro carattere, i nostri difetti, anche i nostri peccati – chiediamo perdono e andiamo avanti –, ma pronti a lasciarci “contagiare” dalla presenza di Gesù in mezzo a noi, pronti ad accorrere a Lui, come i pastori, per vedere questo Avvenimento, questo Segno incredibile che Dio ci ha dato. Cosa dicevano gli angeli? «Ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo» (Lc 2,10). Andremo a vederlo? O saremo presi da altre cose?
        Cari fratelli e sorelle, non abbiamo paura della santità. Vi assicuro, è la strada della gioia. Buon Natale a tutti!"



sabato 22 dicembre 2018

UN CORPO MI HAI PREPARATO. Vangelo della IV domenica di Avvento

Vangelo: Lc 1,39-45
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.   Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Commento di don Alberto Brignoli
Viviamo in una società che ha il culto del corpo. Palestre, piscine, personal trainers, drastiche cure dimagranti, ritocchini estetici, beauty farm, tatuaggi, ricerca esasperata dell'efficienza fisica... sono tutte cose che fino a pochi anni fa non conoscevano un boom così esagerato come in questi ultimi tempi. E tutto ciò, nonostante la grave crisi economica dalla quale, ancora, si fatica a uscire. Pensate che nel 2017, gli italiani hanno speso per il benessere e la cura del corpo qualcosa come dieci miliardi di euro, che, rapportati al numero di abitanti, non sarebbe neppure molto (circa 170 € a testa l'anno), ma se escludiamo i minori che ci auguriamo siano fuori da questo giro, la spesa è notevole.
Premesso che io sono un paladino della libertà dei figli di Dio (anche di quella libertà che porta l'uomo a peccare e allontanarsi da Dio, perché è Dio stesso che ha deciso di crearci liberi), per cui ognuno può fare dei propri soldi ciò che vuole, purché non leda i diritti degli altri e non crei disuguaglianze; premesso, altresì, che per quanto ci si dia da fare per mantenere l'efficienza fisica, “zucche e meloni - come dice il proverbio - hanno le proprie stagioni”: è bene che teniamo presente anche un'altra cosa, che entra in evidente contrasto con quanto detto finora, ossia che non esiste solo una cura eccessiva del corpo, ma anche un attacco frontale al nostro corpo, cioè alla salute fisica e mentale proveniente dalle molte dipendenze cui ci sottoponiamo.
Prendiamo anche solo due dei vizi più diffusi in Italia: tabacco e alcolici. Sempre nel 2017, gli italiani hanno speso qualcosa come 43 miliardi di euro per fumo e alcool, vale a dire, mantenendo le proporzioni di prima, qualcosa come 715 € a testa l'anno. È agghiacciante pensare che spendiamo 170 euro per sistemare il nostro corpo e 715 per distruggerlo... Se a questo aggiungiamo che le spese delle famiglie italiane per l'istruzione e la cultura ammontano a poco più di 12 miliardi di euro l'anno, arriviamo a scoprire che, a testa, la cultura vale 200 euro l'anno, mentre alcol, fumo e cura del corpo ne valgono complessivamente quasi 1000... Contraddizioni spaventose, per di più - è proprio il caso di dirlo - fatte sulla nostra pelle, nel vivo della nostra carne...
E il nostro Dio ha, nonostante tutto, il coraggio di preparare un corpo al suo unigenito Figlio che sta per venire nel mondo? Ebbene sì, lo fa. E lo fa anche lui con tutta una serie di contraddizioni che ci vengono narrate dalla Liturgia della Parola di oggi.
Perché non è del tutto logico che una ragazzina poco più che quattordicenne (l'età in cui le nostre ragazze si fanno portare fuori dal cancello della scuola in macchina da mamma e papà...) si faccia a piedi in fretta e furia - e per di più in dolce attesa - 150 km per andare da Nazareth ad Ain Karim a fare visita a una parente pure lei in stato interessante, nonostante la non più giovanissima età: ed era talmente di fretta che ha preso la scorciatoia della regione montuosa... quasi non stesse più nella pelle di andare a vedere quello che Dio stava operando in sua cugina, e di comunicarle a sua volta quello che stava per accadere pure a lei. Ma anche qui, gli schemi della logica saltano, e non solo perché Maria, entrando nella casa di Zaccaria, se ne fa un baffo del padrone di casa e saluta direttamente Elisabetta, ma perché quest'ultima aveva già capito tutto, come se già sapesse (e vi ricordo che WhatsApp ha iniziato le proprie comunicazioni nel 2009, quando Elisabetta era scomparsa già da almeno 2000 anni...). Chi gliel'avrà detto? Suo marito muto? Non penso proprio... Certo, lo Spirito Santo, il grande protagonista di tutte queste vicende prenatalizie: il quale parla a Elisabetta attraverso una danza, un movimento quasi illogico di un feto di sei mesi che balla di gioia al sentire la voce di Maria; un nascituro che è testimone della grandezza di Dio già da un momento - quello della gestazione - in cui la nostra società, con tutta la sua scienza, a volte ha il coraggio di dire che non è ancora vita finché non è nata, per cui - se ti è apparsa in grembo in maniera indesiderata e inattesa - puoi anche benissimo sbarazzartene.
Ma Dio non ci sta, e alle nostre contraddizioni contrappone le sue: fa nascere vita da un grembo sterile e da una ragazza che conserva la propria verginità; al figlio di una classe sacerdotale dona lo spirito dei profeti (con i quali, si sa bene, i sacerdoti non è che andassero più di tanto d'accordo), e invece che nel tempio lo fa predicare nel deserto; invece di donare al popolo un Messia discendente dalla stirpe regale della famiglia regnante di Giudea, come avrebbe dovuto essere, lo prende da una famiglia di falegnami della Galilea, regione non certo tra le più raccomandabili, sia dal punto di vista della sicurezza che della fedeltà a Gerusalemme.
Così fa Dio: contraddice la storia degli uomini facendosi uomo lui stesso, prendendo un corpo come il nostro, senza l'assillo di farne oggetto di culto, donandoci vita laddove tutto sembrava ancora assopito (come nel grembo di Maria) o definitivamente perduto (come nel ventre di Elisabetta).
Non ci resta che accoglierlo: oramai è qui con noi.


ISTRUZIONE. PRIORITA' POLITICHE PER IL 2019

Sono undici le priorità politiche del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per l’anno 2019, contenute nell’Atto di indirizzo firmato dal Ministro Marco Bussetti e pubblicato oggi sul sito del MIUR.
Edilizia scolastica. Inclusione scolastica e contrasto alla dispersione scolastica. Ampliamento dei percorsi formativi ITS e ridefinizione dell’alternanza scuola-lavoro. Revisione e miglioramento del sistema di reclutamento e formazione del personale della scuola di ogni ordine e grado. Attività sportive scolastiche. Politiche per garantire e accrescere il diritto allo studio. Valorizzazione della formazione superiore e della ricerca, con particolare riferimento al capitale umano. Internazionalizzazione della formazione superiore e della ricerca. Valorizzazione del sistema di valutazione nazionale: studenti, scuole, docenti, dirigenti scolastici. Prevenzione della corruzione e trasparenza. Attuazione delle politiche di coesione e dei programmi comunitari nel settore istruzione. Questi gli ambiti di intervento per i quali sono state definite precise linee di azione.
“Si tratta di temi su cui stiamo lavorando sin dal mio insediamento con pragmatismo e responsabilità e rispetto ai quali vogliamo imprimere un’ulteriore accelerazione – dichiara Bussetti -. Sono questioni centrali nei settori di competenza di questo Ministero. È nostra intenzione impegnarci per trovare soluzioni attese da anni o per migliorare il sistema, soprattutto dove presenta criticità e punti di debolezza. Su scuola, università, Alta formazione artistica musicale e coreutica, ricerca, stiamo predisponendo un piano strategico di interventi che porterà risultati positivi in termini di qualità ed efficacia. E che metterà finalmente ordine in questi mondi, anche rispetto alla legislazione di riferimento, attraverso una revisione o la definizione dei relativi dei Testi Unici”.

venerdì 21 dicembre 2018

2019. ARRIVANO GLI ALTOPARLANTI ... INTELLIGENTI !

I nuovi maggiordomi digitali 
un Grande Fratello senza Dio
di Gigio Rancilio
Il 2019 sarà l’anno dell’invasione globale degli «smart speaker», gli altoparlanti intelligenti di Amazon, Google, Apple e altri, che rispondono a (quasi) tutte le nostre domande
Li chiamano 'maggiordomi digitali'. Sono apparecchi che, per poche decine di euro, possono darci l’illusione che ogni nostro ordine venga esaudito. Strumenti così comodi da non farci intuire immediatamente quali e quanti problemi porteranno. Ma andiamo con ordine. Gli esperti non hanno dubbi: il 2019 sarà l’anno dell’invasione globale degli smart speaker. Sono quegli altoparlanti 'intelligenti' (dotati di microfono) che, grazie ai cosiddetti assistenti digitali, ci permettono di comandare la casa (accendendo luci e apparecchi predisposti) o di avere a disposizione musica, notizie, previsioni del tempo e molto altro semplicemente impartendo comandi vocali. Amazon è stato il pioniere del mercato con il suo Amazon Echo e la sua Alexa, lanciati nel 2014. Nel 2016, è stata la volta di Google con Google Home e Google Assistant. Infine, Apple ha tirato fuori il suo HomePod, con al suo interno la veterana Siri (la prima assistente approdata nei cellulari). Oggi ce ne sono molti altri. Ma il mondo degli smart speaker è di fatto in mano ad Amazon e Alphabet (Google). Già in questo 2018 il mercato degli smart speaker ha avuto una crescita enorme (+187%). Secondo una ricerca pubblicata da Nielsen, quasi un terzo delle famiglie americane possiede già uno smart speaker. Il mercato si sta allargando sempre di più (Italia compresa) e entro fine anno il numero di altoparlanti intelligenti presenti nel mondo dovrebbe toccare i 100 milioni di pezzi.
Secondo Deloitte, società top nelle analisi dei mercati, quello degli smart speaker nel 2019 varrà 7 miliardi di dollari, con 164 milioni di unità vendute. Se queste previsioni saranno confermate, i 'maggiordomi digitali' saranno i dispositivi connessi con il più rapido tasso di crescita al mondo: tra 12 mesi ce se saranno in circolazione oltre 260 milioni. Come sottolinea l’esperto Toni Fontana «l’assistenza vocale sta aprendo Internet ad una immensa massa di persone che oggi sono escluse dalle infrastrutture di connessione. In Colombia e in altri paesi del Sud America, per esempio, Google ha istituito un servizio che si chiama MyLine, un numero di telefono da chiamare, senza connessione dati, e al quale risponde Google Assistant. L’assistenza vocale in questo caso scavalca Internet a piè pari e si propone come primo contatto a persone senza alcuna cultura digitale». Tutto bello, ma al momento cosa possiamo fare davvero con un assistente vocale? L’azione più intrapresa tra i suoi possessori è usarlo per riprodurre musica. Ma possiamo anche usarli per tenerci informati con le ultime notizie, fare domande di qualunque genere (il numero e la qualità delle risposte varia da dispositivo a dispositivo), chiedere che ore sono, fare chiamate telefoniche, leggere o inviare messaggi, chiedere consigli di cucina, cambiare canali in Tv, accendere le luci, chiedere conferma degli appuntamenti presi, utilizzarli come un cronometro,
comandare l’aspirapolvere robotizzato (e presto tutti gli altri elettrodomestici di nuova generazione), creare liste di cose da fare, trovare un negozio nelle vicinanze, ordinare del cibo, segnare appuntamenti e anniversari sul calendario, acquistare prodotti di vario genere in negozi come Amazon, acquistare biglietti del cinema e tanto altro.
A dare una spinta sostanziale al mercato degli smart speaker saranno anche i servizi delle aziende. Il colosso cinese Alibaba ha presentato al NIPS (Neural Information Processing Systems), il più importante appuntamento internazionale sull’intelligenza artificiale, il proprio assistente vocale (già utilizzato nel servizio clienti della sua società di logistica) e ha stupito per la capacità di dialogo del mezzo. È solo l’inizio. Secondo una ricerca di Capgemini, nel giro di tre anni il 40% dei consumatori userà un assistente vocale invece di una app o un sito web per relazionarsi con un’azienda e il 31% lo farà invece di recarsi in un punto vendita.
Secondo la società ComScore, invece, entro il 2020 (cioè, fra pochissimo) la metà delle ricerche digitali sarà vocale. E questo potrà rendere in parte obsoleti i siti web come li cono- sciamo oggi. Oltre al boom degli smart speaker contribuirà anche il cambiamento in atto nel nostro modo di fare ricerche con gli smartphone. Sono i telefonini, infatti, con Siri di Apple ad avere portato per primi gli assistenti vocali nelle nostre vite. E ormai non esiste smartphone che non ne sia dotato.
Per scoprire quale sia il più intelligente tra gli assistenti vocali attualmente disponibili sul mercato, l’agenzia statunitense Stone Temple ha testato la loro capacità di rispondere correttamente a 5.000 domande di cultura generale. Google Assistant per smartphone ha registrato le migliori prestazioni con un tasso di risposta del 77,2%, di cui oltre il 95% era corretto. L’assistente vocale Siri è stato in grado di rispondere solo al 40% delle domande, ma con l’80% di risposte corrette. Google Assistant per Google Home ha risposto al 66,2% delle domande, con un tasso di risposte corrette pari all’87,5%. Alexa di Amazon ha risposto al 53,7% delle domande, con un tasso di risposte corrette pari all’82,6%.
invasione degli smart speaker porta con L’sé anche domande e dubbi di natura etica. I 250 milioni di apparecchi che entreranno nelle case entro il 2019, sono dotati anche di altrettanti microfoni in grado di registrare tutto quello che viene detto nella nostra intimità. Come sottolinea l’esperto Toni Fontana «la questione riguarda tutti, perché l’assistenza vocale entra ed entrerà nelle case di tutti (foss’anche la casa di un vostro amico di cui siete ospiti)». Proprio per la sua capacità di captare e registrare ciò che avviene nelle case dov’è collocato, un assistente digitale (di Amazon) potrebbe diventare un teste chiave in un caso di omicidio. Un giudice del New Hampshire ha chiesto infatti al gruppo di Jeff Bezos di consegnare le registrazioni effettuate da un loro dispositivo collocato non lontano da dove due donne sarebbero state uccise. Secondo le indagini, l’apparecchio potrebbe avere (più o meno volontariamente) registrato qualcosa. Amazon, per ora, ha rifiutato. Per protegge la privacy del cliente ma soprattutto per proteggere la propria immagine. Chi infatti comprerebbe uno di questi apparecchi sapendo che ciò che viene registrato a sua insaputa può essere reso pubblico? Già lo scorso maggio, una donna di Portland ha scoperto di essere stata registrata da uno smart speaker mentre discuteva con il marito. Non solo. La conversazione è stata inviata dal sistema ad alcuni suoi contatti WhatsApp. Amazon si è giustificata dicendo che, a volte, gli smart speaker possono scambiare rumori e parole per i comandi che attivano la registrazione. È quindi molto probabile che sui server del gruppo ci sia molto di più di quanto gli utenti pensino. Q uindi, chi garantirà la nostra privacy? E ancora: visto che pochi setteranno in maniera precisa questi strumenti, chi garantirà le voci 'minoritarie' (e tra queste ormai ci sono anche quelle cattoliche) in campo informativo e culturale? E che ne sarà delle domande sulla religione, sulla morale o sulla cultura visto che al momento le risposte attingono a enciclopedie molto generiche? Per capirci, oggi alla domanda: Dio esiste? La risposta di Alexa è: ognuno ha la sua opinione al riguardo. Come dire: risposte sì, ma in alcuni casi più di maniera che di senso vero.
da AVVENIRE


giovedì 20 dicembre 2018

TUTTOMONDO CONTEST - LA PACE OLTRE LA GUERRA

CONCORSO PER GLI STUDENTI

      Nell’ambito della collaborazione che vede impegnati Save the Children e il MIUR nella realizzazione di attività in materia di tutela dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, si intende promuovere la VI Edizione del Concorso dal titolo “TuttoMondo Contest – Edizione speciale Englantyne Jebb”. 
     Nel 2019 ricorrerà il centenario di Save the Children, l’organizzazione internazionale nata all’indomani della prima guerra mondiale su iniziativa di una donna coraggiosa, Eglantyne Jebb, che dal 1919 lotta per salvare la vita di milioni di bambini che vivono in paesi in conflitto e ai quali vengono negati i diritti fondamentali. 
      A 100 anni dalla sua nascita, l’organizzazione combatte ancora lo spettro della guerra che minaccia l’umanità e lavora ogni giorni per garantire ai bambini un futuro. 
      Per celebrare il centenario Save the Children dedica ai bambini di tutto il mondo la campagna globale dal titolo: Stop the War on Children che si prefigge di creare una grande mobilitazione, coinvolgendo soprattutto i ragazzi e le scuole. 
       A tal fine, si invitano le scuole di ogni ordine e grado a partecipare al concorso artistico dal titolo TuttoMondo Contest – La pace oltre la guerra. ...

Per iscriversi e partecipare ai percorsi didattici e ricevere il kit è necessario registrarsi entro il 20 gennaio 2019. 
Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo email: educazione@savethechildren.org