agli scrittori:
“Abbiamo
bisogno di voi,
scrivere è
un atto di verità”
Il Papa riceve in udienza
autori e autrici da ogni parte del mondo, in occasione del centenario della
nascita della Libreria Editrice Vaticana, e ripete loro le parole di Paolo VI
agli artisti: “Abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, della vostra
fantasia narrativa, della vostra vivacità di pensiero. Ne abbiamo bisogno per
creare spazi di libertà e di autenticità”
- di Salvatore Cernuzio –
Città del Vaticano
Abbiamo bisogno di voi,
della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra
vivacità di pensiero. Ne abbiamo bisogno per creare spazi di libertà e di
autenticità, dentro i quali la grazia divina possa far risuonare una promessa
di consolazione e di pace
Usa le parole -
indimenticabili - di Paolo VI nella Messa agli artisti del 1964, Papa Leone
XIV, per incoraggiare il lavoro di scrittori e scrittrici di ogni parte del
mondo. Li riceve in udienza privata in Vaticano, in occasione del centenario
della nascita della Libreria Editrice Vaticana, la casa editrice della Santa
Sede sorta nel 1926.
Forma di espressione
umana
Nell’Auletta dell’Aula
Paolo VI siedono nomi internazionali come Jon Fosse, Marilynne Robinson,
Elizabeth Strout, Eric-Emmanuel Schmitt, Vittorio Lingiardi, Julia Navarra,
Jonathan Safran Foer, Enrico Brizzi, Sorj Chalandon, Colum McCann, Daniele
Mencarelli, Susanna Tamaro, Mircea Cărtărescu. E sono presenti anche alcuni
autori LEV come Adrien Candiard, Eraldo Affinati, Paolo Malaguti. Il Papa dà a
tutti il benvenuto sottolineando come la circostanza sia “propizia per
riflettere sull’importanza del libro e dello scrivere, una forma di espressione
umana di cui voi siete, con varietà di stili e di linguaggi, maestri e
modelli”.
Scrivere – nel
modo in cui voi lo fate – è un atto di verità, di svelamento. Scrivere dice chi
siamo, quello in cui crediamo e speriamo, il mondo cui tendiamo, il futuro che
sogniamo
Gesto di umanità
“La verità – sottolinea
il Papa - non è un territorio da difendere, ma un bene da condividere”. E noi,
aggiunge, “non siamo mai padroni della verità, è lei semmai a conquistarci”.
Per questo, Leone augura agli scrittori di “essere capaci di suscitare attrazione
per la verità, perché voi stessi ne siete attratti”.
Scrivere, inoltre, è un
gesto di umanità. “Sono un essere umano e nulla di ciò ch’è umano lo stimo a me
estraneo”, argomentava Terenzio
Il
Papa alla LEV: leggere libri, “antidoto alla chiusura mentale”
Incontrando il personale
della Libreria Editrice Vaticana, in occasione dei cento anni dalla nascita,
Leone XIV esorta “a guardare avanti” con “dedizione e passione”....
Il potere empatico
dell’immaginazione
“Nella letteratura si
dispiega tutto l’arco delle esperienze umane”, dice Papa Leone che cita Papa
Francesco che a sua volta citava C.S. Lewis quando sottolineava il valore
formativo della letteratura: “Leggendo un testo letterario, siamo messi in
condizione di ‘vedere attraverso gli occhi degli altri’, acquisendo un’ampiezza
di prospettiva che allarga la nostra umanità”. È così che si attiva “il potere
empatico dell’immaginazione”, che, afferma il Pontefice, “è veicolo
fondamentale per quella capacità di identificazione con il punto di vista, la
condizione, il sentire altrui, senza la quale non si dà solidarietà,
condivisione, compassione, misericordia”.
Nel vostro scrivere
storie e nel delineare i vostri personaggi voi vi immedesimate in essi, ne
cogliete i punti di vista, le emozioni, i sentimenti, gli atteggiamenti… In
questo sta la grande palestra di umanità che voi fate sperimentare ai lettori,
perché chi legge, in un certo senso, vive tante vite oltre alla propria
E questo “aiuta a
scoprire le diversità di vedute”, a “non assolutizzare la propria e a comporre,
come in un mosaico, il profilo di quella verità che sempre ci supera”.
Nel mezzo di storie molto
umane, Dio si rivela
Infine, conclude Papa
Leone XIV, “scrivere ha a che fare con Dio”: “Può sembrare azzardato dire
questo ma diversi teologi hanno riflettuto e scritto sulla consonanza tra la
forma dello scrivere e la rivelazione del Dio biblico”. E tal proposito, il
Papa riporta quanto scritto dal cardinale Timothy Radcliffe che “per i
cristiani nulla di ciò che è umano è estraneo a Cristo”.
Quando andiamo al fondo
della nostra umanità, non siamo distanti da Dio: è lì, nel mezzo di storie
molto umane, che Dio si rivela.
Dio “parla attraverso
fatti e incontri, volti e storie”, evidenzia il Papa. “Dio opera nella nostra
vita attraverso ciò che facciamo e ciò che siamo, e attraverso le molte persone
che incontriamo”. Infine, un ringraziamento agli scrittori e alle scrittrici
“per ogni volta in cui avete sparso semi di riconciliazione, di incontro, di
amicizia”.
Nessun commento:
Posta un commento