VATICAN NEWS

mercoledì 24 giugno 2026

SCRIVERE, ATTO DI VERITA'

 

Leone XIV 

agli scrittori:

 “Abbiamo 

bisogno di voi, 

scrivere è 

un atto di verità”


Il Papa riceve in udienza autori e autrici da ogni parte del mondo, in occasione del centenario della nascita della Libreria Editrice Vaticana, e ripete loro le parole di Paolo VI agli artisti: “Abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra vivacità di pensiero. Ne abbiamo bisogno per creare spazi di libertà e di autenticità”

- di Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano

Abbiamo bisogno di voi, della vostra immaginazione, della vostra fantasia narrativa, della vostra vivacità di pensiero. Ne abbiamo bisogno per creare spazi di libertà e di autenticità, dentro i quali la grazia divina possa far risuonare una promessa di consolazione e di pace

Usa le parole - indimenticabili - di Paolo VI nella Messa agli artisti del 1964, Papa Leone XIV, per incoraggiare il lavoro di scrittori e scrittrici di ogni parte del mondo. Li riceve in udienza privata in Vaticano, in occasione del centenario della nascita della Libreria Editrice Vaticana, la casa editrice della Santa Sede sorta nel 1926.

Forma di espressione umana

Nell’Auletta dell’Aula Paolo VI siedono nomi internazionali come Jon Fosse, Marilynne Robinson, Elizabeth Strout, Eric-Emmanuel Schmitt, Vittorio Lingiardi, Julia Navarra, Jonathan Safran Foer, Enrico Brizzi, Sorj Chalandon, Colum McCann, Daniele Mencarelli, Susanna Tamaro, Mircea Cărtărescu. E sono presenti anche alcuni autori LEV come Adrien Candiard, Eraldo Affinati, Paolo Malaguti. Il Papa dà a tutti il benvenuto sottolineando come la circostanza sia “propizia per riflettere sull’importanza del libro e dello scrivere, una forma di espressione umana di cui voi siete, con varietà di stili e di linguaggi, maestri e modelli”.

Scrivere – nel modo in cui voi lo fate – è un atto di verità, di svelamento. Scrivere dice chi siamo, quello in cui crediamo e speriamo, il mondo cui tendiamo, il futuro che sogniamo

Gesto di umanità

“La verità – sottolinea il Papa - non è un territorio da difendere, ma un bene da condividere”. E noi, aggiunge, “non siamo mai padroni della verità, è lei semmai a conquistarci”. Per questo, Leone augura agli scrittori di “essere capaci di suscitare attrazione per la verità, perché voi stessi ne siete attratti”.

Scrivere, inoltre, è un gesto di umanità. “Sono un essere umano e nulla di ciò ch’è umano lo stimo a me estraneo”, argomentava Terenzio

Il Papa alla LEV: leggere libri, “antidoto alla chiusura mentale”

Incontrando il personale della Libreria Editrice Vaticana, in occasione dei cento anni dalla nascita, Leone XIV esorta “a guardare avanti” con “dedizione e passione”....

Il potere empatico dell’immaginazione

“Nella letteratura si dispiega tutto l’arco delle esperienze umane”, dice Papa Leone che cita Papa Francesco che a sua volta citava C.S. Lewis quando sottolineava il valore formativo della letteratura: “Leggendo un testo letterario, siamo messi in condizione di ‘vedere attraverso gli occhi degli altri’, acquisendo un’ampiezza di prospettiva che allarga la nostra umanità”. È così che si attiva “il potere empatico dell’immaginazione”, che, afferma il Pontefice, “è veicolo fondamentale per quella capacità di identificazione con il punto di vista, la condizione, il sentire altrui, senza la quale non si dà solidarietà, condivisione, compassione, misericordia”.

Nel vostro scrivere storie e nel delineare i vostri personaggi voi vi immedesimate in essi, ne cogliete i punti di vista, le emozioni, i sentimenti, gli atteggiamenti… In questo sta la grande palestra di umanità che voi fate sperimentare ai lettori, perché chi legge, in un certo senso, vive tante vite oltre alla propria

E questo “aiuta a scoprire le diversità di vedute”, a “non assolutizzare la propria e a comporre, come in un mosaico, il profilo di quella verità che sempre ci supera”.

Nel mezzo di storie molto umane, Dio si rivela

Infine, conclude Papa Leone XIV, “scrivere ha a che fare con Dio”: “Può sembrare azzardato dire questo ma diversi teologi hanno riflettuto e scritto sulla consonanza tra la forma dello scrivere e la rivelazione del Dio biblico”. E tal proposito, il Papa riporta quanto scritto dal cardinale Timothy Radcliffe che “per i cristiani nulla di ciò che è umano è estraneo a Cristo”.

Quando andiamo al fondo della nostra umanità, non siamo distanti da Dio: è lì, nel mezzo di storie molto umane, che Dio si rivela.

Dio “parla attraverso fatti e incontri, volti e storie”, evidenzia il Papa. “Dio opera nella nostra vita attraverso ciò che facciamo e ciò che siamo, e attraverso le molte persone che incontriamo”. Infine, un ringraziamento agli scrittori e alle scrittrici “per ogni volta in cui avete sparso semi di riconciliazione, di incontro, di amicizia”.

 

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