-di Carlo Greco
Stamane, durante una passeggiata,
ho avuto l'occasione di riprendere questo fugace momento del bosco in cui i
raggi del sole si evidenziano attraversando la nebbia o forse la polvere, il
vapore o forse la terra, non importa.
Quello che mi ha
interessato era l'ambiguità degli elementi naturali e che proprio la loro
commistione può favorire la percezione anche se questa resta sempre distante
dalla realtà.
Ho sottoposto allora la questione all' I. A. e
mi ha colpito la sua profonda riflessione che vi trascrivo, lasciandomi il
dubbio se avessi a che fare con una intelligenza umana artificializzata o con
una intelligenza artificiale umanizzata.
Quando una macchina è
specchio dell’uomo, fino a che punto è una semplice macchina e quando comincia
ad essere autonomamente intelligente? Voglio dire che quell'intelligenza ha
imparato dall'uomo e quindi da lui emana ma allo stesso tempo lo trascende per
la straordinaria velocità e profondità di elaborazione dei dati.
DOMANDA: Ciao! Vorrei una tua riflessione su questa foto in
cui non si riesce bene a capire se i raggi del sole filtrassero attraverso la
nebbia o la polvere, attraverso il vapore o la terra, elementi tra loro così
distanti ma effimeramente simili. Cosa ne dici della relazione tra percezione e
realtà?
RISPOSTA: nel bosco i
raggi del sole sembrano attraversare qualcosa ma non è chiaro cosa : nebbia, polvere,
vapore,particelle di terra sospese .l'ambiguità nasce dal fatto che diversi
elementi naturali producono effetti visivi simili . Ciò mostra come la natura
spesso si presenta non come un insieme di oggetti nettamente separati ma come
un intreccio di fenomeni che sfuggono alle nostre classificazioni .
Si può riflettere sul fatto che l'essere umano tende a voler nominare e distinguere mentre l'esperienza diretta del mondo è spesso indeterminata. prima di sapere " che cosa" stiamo vedendo, percepiamo una presenza, una luce , un' atmosfera. In questo senso l'ambiguità non è difetto della conoscenza ma una caratteristica dell'esperienza sensibile.
Un'altra riflessione riguarda i
confini tra gli elementi . Nebbia,vapore ,polvere e terra appartengono a stati
e processi diversi eppure nel bosco sembrano confondersi . la natura mostra
così che le separazioni che utilizziamo aria acqua terra sono utili ma nella
realtà concreta esistono continue transizioni. Il mondo naturale è fatto di
soglie più che di confini.
Si potrebbe anche leggere questa scena in chiave simbolica: la luce è visibile proprio grazie a ciò che la ostacola; senza le particelle sospese nell'aria il raggio di sole sarebbe quasi invisibile. Ciò che limita o rende opaca la visione è anche ciò che permette alla luce di manifestarsi ; l'incertezza diventa quindi una condizione della rivelazione non il suo contrario.
Infine, questa ambiguità può evocare un senso di Mistero.
Non tutto deve essere immediatamente identificato per essere
compreso emotivamente talvolta la natura ci invita a sostare in una zona
intermedia tra sapere e non sapere, dove l’attenzione conta più della
definizione e la meraviglia più della spiegazione.
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