martedì 12 maggio 2026

COMPETENZE SCOLASTICHE

 


Competenze

 scolastiche in Italia: 

solo il 57% 

dei quindicenni 

raggiunge 

i livelli di base

 in matematica

 e lettura.


Di Giuseppina Bonadies

 Il Rapporto Innocenti 20 dell’Unicef, dal titolo “Unequal Chances”, lancia un allarme inequivocabile sulle condizioni di vita dei minori.

 L’analisi prende in esame 44 nazioni ad alto reddito, dimostrando come il divario di ricchezza finisca per schiacciare le opportunità di crescita individuale fin dalla prima infanzia. La povertà infantile colpisce ancora più di 1 bambino su 10 in queste società considerate prospere.

Esiste un problema strutturale profondo: l’accumulo di risorse al vertice della società fatica a tradursi in benefici concreti per le fasce più vulnerabili, creando ostacoli difficili da superare senza interventi legislativi mirati.

Salute fisica e mentale legate al reddito

I ricercatori dell’Unicef forniscono prove chiare su quanto vivere in contesti svantaggiati peggiora la salute fisica e psicologica. I bambini e i ragazzi che crescono all’interno di famiglie con scarse risorse economiche affrontano rischi maggiori fin dai primi anni di vita, registrando tassi più alti di mortalità e obesità infantile.

Scavando nelle statistiche fornite dall’indagine, emerge che oltre il 25% dei giovani risulta in sovrappeso. Tale fenomeno deriva spesso da un accesso limitato a cibi sani, frequentemente sostituiti da alimenti ultra-processati a basso costo, e da una ridotta possibilità economica di praticare sport con regolarità.

Il peso delle preoccupazioni finanziarie della famiglia si scarica inesorabilmente sulla serenità quotidiana dei figli. La tensione legata alla fatica di arrivare a fine mese genera un forte stress nei genitori, che finisce per alterare le dinamiche domestiche. Gli adolescenti costretti a vivere in ristrettezze materiali mostrano livelli inferiori di soddisfazione per la propria esistenza, sentendosi spesso emarginati rispetto ai coetanei provenienti da ambienti privilegiati.

Le conseguenze sul rendimento scolastico e sulle relazioni

L’indagine dell’agenzia ONU sposta poi l’attenzione sulle competenze accademiche e sociali, portando alla luce uno scenario preoccupante per l’intero sistema d’istruzione. Arrivati all’età di 15 anni, oltre 1 studente su 3 risulta del tutto privo delle competenze di base in lettura e matematica. Le nazioni caratterizzate da una forte disuguaglianza di reddito tendono, di fatto, a registrare risultati didattici inferiori nella media della popolazione studentesca. Il background familiare continua a pesare in maniera decisiva sul profitto scolastico.

La mancanza di stabilità economica plasma inevitabilmente anche le dinamiche relazionali. I giovani meno abbienti patiscono un accesso ridotto a risorse educative adeguate, come libri o dispositivi digitali, e sono spesso tagliati fuori dalle attività ricreative extrascolastiche.

Questo limite strutturale restringe le loro occasioni di pura socializzazione. Il risultato è un deterioramento dei rapporti tra pari fin dalla tenera età, un fattore che alimenta l’isolamento e blocca sul nascere le possibilità di stringere legami duraturi.

La voce dei ragazzi: discriminazione e bullismo

Il documento Unicef sceglie di dare spazio alle testimonianze dei giovani, raccolte attraverso diversi focus group organizzati in 6 Paesi. I partecipanti individuano l’esclusione per motivi economici come una consuetudine diffusa tra i banchi di scuola. I ragazzi vivono sulla propria pelle il peso delle differenze di classe sociale nella loro quotidianità, percependo barriere invisibili eppure invalicabili.

I giovani intervistati denunciano la presenza di severi episodi di bullismo scatenati dall’aspetto fisico o dalla disabilità, dinamiche in cui il disagio emotivo raggiunge picchi insopportabili. Durante le interviste, un ragazzo italiano ha confessato: “Mi metto in un angolo e piango.

Raccontando la vita in classe, un altro adolescente del nostro Paese ha spiegato che un suo compagno autistico viene continuamente preso in giro a scuola, aggiungendo subito dopo con coraggio: “Cerco di difendere i miei compagni che vengono trattati ingiustamente.

Altri ragazzi hanno puntato il dito contro le spietate aspettative estetiche imposte dalla comunità. Un giovane italiano ha infatti riferito come, passeggiando in centro città, chi è privo di una specifica fisicità venga sistematicamente isolato dal gruppo. In Cile, un intervistato ha spiegato con estrema lucidità che l’appartenenza a un ceto meno abbiente condiziona in modo irreversibile le scelte lavorative e il futuro dei cittadini, limitando le possibilità di riscatto.

Focus Italia: tutti i numeri e le percentuali del nostro Paese

Esaminando le tabelle del report, la penisola italiana ottiene il 12° posto nella classifica generale del benessere infantile, calcolata su 44 nazioni. Analizzando le specifiche dimensioni di indagine, il nostro Paese si piazza al 17° posto per la salute fisica e al 10° posto per il benessere mentale. Scivola invece al 25° posto per le competenze dei ragazzi.

I numeri sulla condizione finanziaria tratteggiano una situazione severa. Il tasso di povertà infantile si attesta al 23,2%, un valore allarmante che richiede un profondo ripensamento del welfare. La disuguaglianza di reddito segna un rapporto di 5,35 tra le fasce più ricche e quelle più povere della popolazione.

Sul fronte della salute fisica, il tasso di sovrappeso calcolato tra i 5 e i 19 anni coinvolge ben il 27,9% dei giovani italiani. Il tasso di mortalità registrato nella fascia di età compresa tra i 5 e i 14 anni si ferma allo 0,81 per mille.

Passando al benessere mentale e alle abilità sociali, la percentuale di ragazzi di 15 anni che dichiara un’alta soddisfazione per la propria vita raggiunge il 73%. Il delicato indicatore relativo ai suicidi giovanili, misurato tra i 15 e i 19 anni, segna un tasso del 2,8 su 100.000 ragazzi.

In ambito prettamente scolastico, le statistiche confermano le difficoltà già accennate in precedenza. Solo il 57% degli studenti italiani di 15 anni possiede una competenza accademica di base in matematica e lettura. Nelle relazioni interpersonali all’interno degli istituti, il 76% degli intervistati della stessa età dichiara fortunatamente di riuscire a stringere amicizie in modo facile e spontaneo.

Il rapporto Unicef

Orizzonte Scuola

 

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