lunedì 20 giugno 2016

A PROPOSITO DI MALDICENZA: LA SAGGEZZA DI SOCRATE


PERCHÉ’ VUOI DIRMELO?

Nell'antica Grecia Socrate aveva una grande reputazione di saggezza. Un giorno venne qualcuno a trovare il grande filosofo, e gli disse:
- Sai cosa ho appena sentito sul tuo amico?
- Un momento - rispose Socrate. - Prima che me lo racconti, vorrei farti un test, quello dei tre setacci.
- I tre setacci?
- Ma sì, - continuò Socrate. - Prima di raccontare ogni cosa sugli altri, è bene prendere il tempo di filtrare ciò che si vorrebbe dire. Lo chiamo il test dei tre setacci. Il primo setaccio è la verità. Hai verificato se quello che mi dirai è vero?
- No... ne ho solo sentito parlare...
- Molto bene. Quindi non sai se è la verità. Continuiamo col secondo setaccio, quello della bontà. Quello che vuoi dirmi sul mio amico, è qualcosa di buono?
- Ah no! Al contrario
- Dunque, - continuò Socrate, - vuoi raccontarmi brutte cose su di lui e non sei nemmeno certo che siano vere. Forse puoi ancora passare il test, rimane il terzo setaccio, quello dell'utilità. E' utile che io sappia cosa mi avrebbe fatto questo amico?
- No, davvero.

- Allora, - concluse Socrate, - quello che volevi raccontarmi non è né vero, né buono, né utile; perché volevi dirmelo? 

sabato 18 giugno 2016

ABBIAMO BISOGNO DI LAICI CHE OSANO SOGNARE

     
   
       
 DISCORSO DI 

PAPA FRANCESCO 

AL PONTIFICIO

 CONSIGLIO 

PER I LAICI  


 " ..... In questo particolare momento storico, e nel contesto del Giubileo della Misericordia, la Chiesa è chiamata a prendere sempre più coscienza di essere «la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa» e peccatrice (Esort. ap. Evangelii gaudium, 47); di essere Chiesa in permanente uscita, «comunità evangelizzatrice [...] che sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi» (ibid., 24). 
              Vorrei proporvi, come orizzonte di riferimento per il vostro immediato futuro, un binomio che si potrebbe formulare così: “Chiesa in uscita – laicato in uscita”. Anche voi, dunque, alzate lo sguardo e guardate “fuori”, guardate ai molti “lontani” del nostro mondo, alle tante famiglie in difficoltà e bisognose di misericordia, ai tanti campi di apostolato ancora inesplorati, ai numerosi laici dal cuore buono e generoso che volentieri metterebbero a servizio del Vangelo le loro energie, il loro tempo, le loro capacità se fossero coinvolti, valorizzati e accompagnati con affetto e dedizione da parte dei pastori e delle istituzioni ecclesiastiche. 
             Abbiamo bisogno di laici ben formati, animati da una fede schietta e limpida, la cui vita è stata toccata dall’incontro personale e misericordioso con l’amore di Cristo Gesù. Abbiamo bisogno di laici che rischino, che si sporchino le mani, che non abbiano paura di sbagliare, che vadano avanti. Abbiamo bisogno di laici con visione del futuro, non chiusi nelle piccolezze della vita.
         E l’ho detto ai giovani: abbiamo bisogno di laici col sapore di esperienza della vita, che osano sognare. Oggi è il momento in cui i giovani hanno bisogno dei sogni degli anziani. In questa cultura dello scarto non abituiamoci a scartare gli anziani!               Spingiamoli, spingiamoli affinché sognino e – come dice il profeta Gioele – “abbiano sogni”, quella capacità di sognare, e diano a tutti noi la forza di nuove visioni apostoliche....."


mercoledì 8 giugno 2016

L'ETICA DELL'INSEGNANTE


Pubblicato in Scuola Italiana Moderna - giugno 2016

VARI MODI PER ... CONCUPISCERE

 I MILLE VOLTI

 DELLA LA CONCUPISCENZA

Il prete che mi ha confessato qualche giorno fa, mi ha aperto una bella traccia di riflessione, che vorrei condividere qui. Parlando delle forme di "seduzione" del maligno ha detto: "Anche chi cerca una santità in modi, tempi e forme che non sono di Dio vive nella concupiscenza". Mi ha colpito. Di solito la concupiscenza è connessa al solo campo sessuale, così come la teologia da parecchi secoli ci ha abituato a fare. E mi ha spinto ad una riflessione a più largo raggio.
E allora sono andato a vedere la radice. Il senso originario del termine concupiscenza, indica il desiderio di un bene, talmente intenso da destabilizzare l'equilibrio interno della persona e provocare in lui la spinta irrefrenabile di possederlo, di afferrarlo, di avere per sé quel bene. Indica perciò una forma esistenziale, un modo di rapportarsi della persona intera nei confronti del "bene" della vita e del desiderio di essa, in tutte le sue dimensioni. Una sorta di "bulimia della vita". Perciò è legittimo parlare di concupiscenza in varie dimensioni dell'uomo, come la Bibbia stessa riconosce. (Rm 7,7 e in Gc 1, 14-15).
Quella suggerita dal mio confessore si potrebbe definire come una "concupiscenza spirituale". Uno sforzo puramente umano per cercare di raggiungere la santità di Dio attraverso la sola volontà umana; di decidere tempi, modi e forme dell'essere come Dio. È evidente che questo, appartiene alla logica della carne, cioè dell'uomo che confida solo in sé stesso e nelle proprie forze.
Forma che, subdolamente, serpeggia anche nel mondo cattolico nella ....


Regno Unito: GARANTIRE A TUTTI UN'EDUCAZIONE DI QUALITÀ'

UK : EDUCATION EXCELLENCE EVERYWHERE - EDUCACIÓN DE EXCELENCIA EN TODAS PARTES - ÉDUCATION EXCELLENCE PARTOUT

«L'éducation peut changer la vie et, pour moi, est une question de justice sociale que les chances d'apprentissage est donné à chaque enfant, où qu'ils vivent et quelle que soit leur origine sociale".

"La educación puede cambiar la vida y, para mí, es una cuestión de justicia social que las posibilidades de aprendizaje se da a cada niño, dondequiera que vivan y sea cual sea su condición social".

"Bildung kann Leben verändern und, zu mir, ist eine Frage der sozialen Gerechtigkeit, dass die Chancen für das Lernen für jedes Kind gegeben wird, wo auch immer sie und unabhängig von ihrer sozialen Herkunft leben können".

“L’educazione può cambiare la vita e, per me, è questione di giustizia sociale il fatto che la possibilità di istruirsi sia data a ciascun bambino, ovunque egli viva e qualunque sia la sua provenienza sociale”. .....

NO ALLE STRAGI!

PROSEGUONO LE STRAGI

 NEL CANALE DI SICILIA!


Ancora una volta le nostre vite sono scosse dalle notizie e dalle immagini che arrivano dal Canale di Sicilia: tre stragi in tre giorni (una cadenza mai verificata prima) ha messo fine alla vita di tanti uomini, donne e bambini che scappavano da realtà di guerre e persecuzioni. Sono 2444 le persone morte e scomparse nel mare Mediterraneo dal 1 gennaio 2016. La morte di tantissime persone non dipende solo dagli aguzzini sanguinari (trafficanti, scafisti), ma soprattutto è la conseguenza di una politica europea ipocrita e immorale.
 
Purtroppo l’UE, piuttosto che inviare una vera missione internazionale di soccorso, lascia che i singoli paesi, come la Gran Bretagna, inviino navi da guerra per “bloccare” le partenze verso l'Europa. Una missione immorale e giuridicamente priva di base legale, ma premiata dal consenso elettorale. Anni di denunce, morti, violenze e vite mercificate in ogni loro aspetto hanno chiarito come il governo europeo della mobilità non sia affatto basato sulla tutela dei diritti fondamentali ma su ben precisi calcoli economici e politici.
 
Per questo diciamo:
• no al dilagare dell’indifferenza verso stragi ormai quotidiane, alle morti in Siria o al bombardamento degli ospedali in diverse parti del mondo;
• no alle soluzioni basate sulla repressione, attraverso misure che vanno dalla detenzione al respingimento, ma anche con i piani di creazione di una polizia di frontiera europea (Migration compact);
• no al millantato afflato umanitario verso gli immigrati del governo italiano, usato come merce di scambio per negoziare condizioni fiscali più favorevoli con la Commissione Europea e per ottenere finanziamenti ed agevolazioni;
• no all’innalzamento dei muri che costringono tantissimi a consegnarsi ai trafficanti di essere umani che vivono periodi felici agevolati da una politica cieca;
• no al sistema di profitto che gira intorno all’immigrazione e che ha raggiunto livelli di complessità e stratificazione molto alti, un meccanismo ben rodato in molto settori economici.

Chiediamo l’apertura dei canali umanitari con meccanismi d’entrata reali e sicuri per le persone che emigrano da paesi terzi, unico strumento per evitare questa ecatombe. Per questo è importante prendere posizione contro le politiche di chiusura dell’Europa. Nelle nostre mani c’è sempre la possibilità di proteggere la vita e di realizzare una società accogliente, segnata da relazioni giuste e rispettose.
 
Commissione Migrantes

Segretariato Missione - Missionari Comboniani