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mercoledì 20 maggio 2020

UN PASSEROTTO


Il popolo degli uccelli è vasto, e tra di essi ce ne sono di maestosi. Il passero non appartiene certo all’assemblea dei «grandi»: pesa un nonnulla, il suo piumaggio è scialbo, il suo cinguettio discreto. Le aquile abbondano sulle bandiere dei paesi conquistatori. Il passero, invece, non incute soggezione, è buffo e grazioso, forse un tantino insolente. Il suo corpo minuscolo esulta di leggerezza e di semplicità, è una strofa viva uscita dal poema del Creato e che modula gioiosamente l’aria della libertà.                                      (Sylvie German)


Anche sul mio terrazzo cittadino i passeri si affacciano, impauriti solo dai più prepotenti merli. 
È una gioia vedere questo uccello, rivestito come un frate francescano (non per nulla in francese è chiamato moineau, da moine, «monaco»), becchettare libero, bagnarsi nelle piccole pozze d’acqua, esprimere la sua felicità di essere in vita, libero, senza preoccuparsi del domani. 
Penso così alle dolci e intense parole che gli ha dedicato la scrittrice francese Sylvie Germain nel suo libretto "Portare il peso del tempo".
Questo uccello aveva attirato anche l’attenzione di Gesù (si legga Matteo 10,29-31) che ricordava come i passeri e gli altri volatili semplici e modesti «non seminano, non mietono né ammassano nei granai, eppure il Padre celeste li nutre» (6,26). 
A noi, sempre incupiti, preoccupati del guadagno, tesi al successo, desiderosi di predominio, essi insegnano la serenità, il distacco, la gioia di vivere, l’armonia col mondo. 
Realtà queste, di cui non conosciamo più il sapore, immersi come siamo in cose sofisticate, in possessi pesanti, in piaceri spossanti. «Il passero» conclude la Germain «ci offre un’immensa lezione: come trasfigurare la povertà in festa, la vulnerabilità in grazia».

G. Ravasi, Breviario laico, Mondadori

venerdì 29 dicembre 2017

LA GRANDEZZA DELL'ESSER MODESTI

       
“La modestia è una virtù essenziale per chi vuole essere conforme a Gesù, mite e umile di cuore”; questo è l’odierno Tweet di Papa Francesco, una frase ripresa dall’Angelus del 5 novembre 2017.
          Il tema delle virtù cristiane è molto caro al Santo Padre che in varie occasioni ha sottolineato l’importanza di esprimerle nella vita quotidiana. “Noi discepoli di Gesù non dobbiamo cercare titoli di onore, di autorità o di supremazia”, ha affermato il Pontefice addolorato “vedere persone che psicologicamente vivono correndo dietro alla vanità delle onorificenze”.
        Papa Francesco invita a vivere a servizio del prossimo e essere modesti: “La modestia è essenziale per una esistenza che vuole essere conforme all’insegnamento di Gesù, il quale è mite e umile di cuore ed è venuto non per essere servito ma per servire.”
     Exemplum virtutis citato dal Santo Padre è Maria, umile e modesta, che “riconosce di essere piccola davanti a Dio, ed è contenta di essere così”.