Visualizzazione post con etichetta Badaloni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Badaloni. Mostra tutti i post

lunedì 6 aprile 2026

MARIA BADALONI

 UNA PEDAGOGISTA 

PRESTATA 

ALLA POLITICA


-         -di Zina Bianca

-          La premessa: la metafora di un’esistenza

 Il tramonto scivola nell’acqua, dolcemente lambisce sull’orizzonte il primo buio della notte, un blu profondo sconfina il cielo e il mare, immensa e superba tra la corte delle lampare avanza una maestosa, dorata, rossa, luna.

Si staglia sullo sfondo cobalto. Guardandola, la meraviglia di Ciaula, le domande del giovane Leopardi, la luna rossa di De Crescenzo affollano il cuore in un’unica sensazione di bellezza.

 Il venticello del mare raggiunge la terrazza, annodo la sciarpa e raccolgo le carte sparse sul tavolo. Lei è tra queste, emerge dal bianco della carta come prima la luna sul blu, un ovale dai tratti gentili, il microfono in mano, sembra che sappia, che abbia capito che ci interessiamo veramente a lei.

 La prima volta che l’ho vista ho pensato che fosse una delle cantanti liriche che la mia mamma straamava. Scoprirò ben presto che non era una cantante, ma che cresce nella musica e della musica farà la sua vera professione, professione che non abbandonerà mai: nell’animo sarà sempre, una sensibile, attenta, Maestra di musica.

 La musica è sicuramente la metafora di tutta la sua esistenza, la natura della musica è infatti qualcosa che riguarda intimamente l’essere umano; muove, plasma l’intelligenza emotiva, le power skills che consentono di gestire la complessità.

Maria sperimenta infatti la complessità del passaggio dall’emozione al suono – dalla nota allo strumento, allo spartito, all’orchestra – valorizzando le disarmonie, trasformandole in armonie, sinergie, linguaggi moderni pur nella fedeltà, e la complessità della gestione dei sottosistemi per un sistema superiore (l’orchestrale è sottosistema del sistema orchestra) cifra distintiva nel mondo del lavoro, nella società, nella politica.  

 Una considerazione ancora. La musica, nell’animo umano, passa dalla sensibilità del finito alla sensibilità dell’infinito, passa a quella sensazione di trascendenza che eleva: la coscienza della creazione è l’anima al cospetto di Dio.

La musica, infatti, si esprime con il suono e il suono è correlato alla vita: il primo nasce dal silenzio che lo precede e l’ultimo è correlato al silenzio che lo segue, la vita e la morte, come ci insegna il grande Daniel Barenboim. Sarà per questo che Maria Badaloni avrà un valore aggiunto alla sua fede, lei sa che l’esecuzione di uno spartito è una forza, una energia che si diffonde, supera l’umano e, in quanto tale, non può che venire da Dio.

 Il progetto

 Con questi sentimenti e la considerazione che dobbiamo a lei, insieme a Carlo Carretto, per la nascita dell’AIMC, fondata su incarico di Papa Pacelli nel 1945, il Direttivo AIMC della Provincia di Catania ha proposto alle Presidenti delle sezioni che lo compongono, e dopo ai soci tutti in assemblea da remoto, un Convegno dal tema «Maria Badaloni, la visione fondativa dell’AIMC tra memoria e futuro», con sede a Catania.

Il Convegno – mosso dalla finalità di offrire l’occasione di una giornata di studio sul pensiero, sulla azione concreta e sul cambiamento di scenario che Maria Badaloni, nel dopoguerra, in una Italia piegata dalla povertà anche educativa, riuscì ad avviare e a consolidare – è stato articolato in due sessioni: la prima sessione dedicata ai saluti, agli interventi dei relatori e moderatori, alle testimonianze dei soci, alla premiazione degli allievi e delle allieve meritevoli, al riconoscimento di merito ed eccellenza a socie di antica dedizione; la seconda sessione dedicata all’incontro dei Quadri Associativi AIMC Sicilia con la Presidente Esther Flocco.

 Gli ambiti di riflessione

Tre gli ambiti di riflessione nei quali è stato articolato il convegno:  - Maria Badaloni, una pedagogista prestata alla politica

Nell’Italia da ricostruire, con l’attività in Parlamento – Deputata dal 1948 al 1972, per cinque legislature (dalla I alla V) nelle liste della Democrazia Cristiana e con gli incarichi di Governo, Sottosegretario di Stato alla Pubblica Istruzione per un decennio, con diversi Ministri, dal 1959 al 1968 – con lungimiranza e una visione di grande apertura, mediando tra il mondo cattolico e le esigenze della Società che cambiava rapidamente, pose le basi di un sistema scolastico moderno che ci interroga ancor oggi.  

  - L’istruzione come ascensore sociale

Maria Badaloni si interessò a tutti gli ambiti delle politiche educative con un triplice obiettivo: garantire il diritto alla formazione del minore, in particolare con la lotta all’analfabetismo (oggi povertà educativa e relazionale) che definirà violazione dei diritti umani; garantire la qualità̀ dell’Insegnamento ed anche la stabilità giuridica e salariale, la libertà di insegnamento del Docente; garantire i luoghi dell’apprendimento con investimenti per l’edilizia scolastica, attrezzature educative e didattiche.         

 

 - La Pedagogia strumento di Pace

L’esperienza dell’insegnamento fu la guida della sua visione della Scuola: uno spettro a 360 gradi affinché l’istruzione non fosse un destino designato e affinché il valore del sapere, della cultura, fossero patrimonio di tutti, e garanzia del riconoscimento dei diritti naturali ed inalienabili della persona.

Il Convegno

Nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, “testimone” della storia dell’Ateneo più antico della Sicilia (1434), sotto gli affreschi del soffitto di Giovanni Battista Chiari nel XVIII secolo, tra raffinati stucchi, marmi e velluti, ha avuto luogo la Prima Sessione del Convegno.

Dopo i saluti istituzionali e il ringraziamento al Magnifico Rettore, prof. Enrico Foti, per la benevola concessione dell’Aula Magna, ampio spazio è stato dato alla lettura dei saluti augurali.

S.E. Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania, nell’augurare la buona riuscita dei lavori, ha ricordato la vocazione formativa e la storia dell’AIMC che a partire dai suoi fondatori “ha avuto ed ha personalità che nel campo della educazione hanno contagiato positivamente i territori di tutta Italia, anche quelli più periferici, assicurando formazione dei docenti, cura della persona, attenzione ai cambiamenti della scuola”. Mons Renna sottolineando come la Badaloni abbia “espresso, anche nell’ambito politico, un modo di prendersi cura dell’istruzione coniugando fede cristiana e cura del bene comune, con sapienza e grande equilibrio”, ha augurato all’AIMC di “continuare a lungo in questa missione di costruzione della cittadinanza, del diritto, del più autentico umanesimo”.

S.E. Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone, nell’affidare i lavori del Convegno all’intercessione della Vergine Maria, Sede della Sapienza, ha sottolineato la preziosità della occasione che il Convegno offre per riscoprire   Maria Badaloni, figura significativa tra i cattolici del Novecento, evidenziando che la memoria della fondazione  non è soltanto un ricordo storico, ma una sorgente viva di ispirazione per il presente e per il futuro della scuola e della società in Italia. Oggi, in un contesto culturale profondamente mutato ma non meno problematico, la sua visione continua ad interpellarci: educare significa custodire la memoria e al tempo stesso accogliere le sfide e aprire strade nuove, formare coscienze libere e responsabili, capaci di dialogo, di senso critico, capaci di promuovere la speranza”.

Ne abbiamo parlato con....

Sapientemente moderati, con naturale autorevolezza e brillante capacità di andare al cuore dei concetti, da S.E. Mons Antonino Raspanti, Presidente CESi, Vescovo di Acireale e Vescovo delle sezioni AIMC di Acireale e Giarre, i relatori hanno offerto spunti illuminanti di conoscenza e riflessione di altissimo livello, a partire dai temi proposti:

Esther Flocco: “Custodire per innovare: la visione di Maria Badaloni nella missione dell’AIMC”.

Mirzia Bianca:Maria Pia Badaloni: la dignità della missione del docente e l’educazione all’universalità dei diritti umani”.

Arianna Rotondo: “Oltre le dicotomie: cristianesimo e impegno politico nel progetto educativo di Maria Badaloni.

Giovanni Burtone:L’articolo 34 della Costituzione è stato il vero motore della crescita del Paese: l’impegno parlamentare di Maria Badaloni”.

Giuseppe Desideri: “AIMC e Scuola della Repubblica, due storie intrecciate”.

 Un pubblico fortemente coinvolto ha seguito dentro un mood di ascolto ed attenzione.

 Testimonianza e premiazione

Festosi e commoventi i momenti delle Testimonianze di Cecilia Belfiore e Giovanni Perrone, delle premiazioni degli allievi (Giovanna Giordano I.C. S.G. Bosco, Ct; Elena Catania, Liceo Sc. Ettore Majorana, Ct; Antonio Buono, Liceo Sc. Ettore Majorana, Ct; Allievi 4^ A, B e C, I.C. Guglielmino-Rossi, Acicatena, Ct; Aurora Zotaj, I.C Paolo Vasta, Acireale, Ct; Allievi delle 3^ E, F, H, I del Liceo S.U. M. Amari di Riposto; Allievi Classe 1^B, I.C. “Galilei Mazzini” di Grammichele, Ct.), del bel video di Giovanni Perrone, dell’Attestato di Eccellenza alla socia Cecilia Belfiore e attestato di merito alla socia Maria Torrisi.

 Seconda Sessione

Nei locali della bellissima sede della Comunità di Sant’Egidio, si è svolto il caloroso incontro di tutti i soci, pervenuti dalle varie Province della Sicilia, con la Presidente Nazionale Esther Flocco e la partecipazione della Presidente Regionale Marina Ciurcina.

Un incontro importante, uno scambio umano di conoscenza, testimonianze e riflessioni, progetti per ritrovarsi.

 Nell’andar via, la Presidente Nazionale Esther Flocco, la Presidente Provinciale Zina Bianca del Direttivo Nazionale e tutti i convenuti hanno inviato un saluto di ringraziamento al prof. Emiliano Abramo, Comunità Sant’Egidio – assente per improvvisi motivi di salute – per la generosa collaborazione alla organizzazione del Convegno.

 Abbracci, promesse di ritrovarsi, di invio delle foto… commozione che chiude il convegno.

Appuntamento alla pubblicazione degli Atti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica 1 marzo 2026

MARIA BADALONI E L'AIMC

 


Maria Badaloni: la visione fondativa dell’AIMC, 
tra memoria e futuro"

Report del Convegno  dell'AIMC Sicilia



-di Maria Torrisi*


Si è svolto ieri 28 febbraio 2026, presso la prestigiosa Aula Magna del Rettorato dell'Università di Catania, il convegno di Studi dedicato alla figura di Maria Badaloni, - fondatrice e dirigente della Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) insieme a Carlo Carretto, - organizzato da AIMC Provincia di Catania, con le sezioni di Catania, Acireale, Giarre, Grammichele, in collaborazione con l’AIMC Nazionale, l’Università di Catania, la Comunità di Sant’Egidio, la Fondazione “Ilaria e Lucia” e la Fondazione Onlus AIMC.

Il convegno ha offerto un’articolata riflessione sulla sua eredità culturale, pedagogica e istituzionale, mettendo in dialogo memoria storica e prospettiva futura nella missione dell’AIMC.

I lavori sono stati aperti dalla presidente provinciale, Zina Bianca, con i saluti istituzionali e la lettura dei messaggi di Mons. Calogero Peri, Vescovo di Caltagirone e di Mons. Luigi Renna, Arcivescovo di Catania. È stato espresso apprezzamento per la collaborazione tra le realtà territoriali e per la sede accademica di svolgimento del convegno, segno di un’associazione capace di abitare i luoghi del pensiero e del confronto culturale.

La presidente AIMC Nazione Esther Flocco, nel suo intervento “Custodire per innovare: la visione di Maria Badaloni nella missione dell’AIMC”, ha sviluppato il tema del binomio custodire–innovare come chiave interpretativa dell’intero convegno. Custodire non significa conservare in modo statico, ma esercitare un atto di fedeltà e discernimento, innovare non vuol dire inseguire metodologie superficiali, ma rinnovare atteggiamento pedagogico e competenza professionale per rispondere ai mutamenti del tempo.

Solo una memoria viva può generare futuro. L’eredità di Badaloni è stata descritta come patrimonio non solo dell’AIMC, ma dell’intera nazione, una proposta culturale e civile che continua a interrogare la scuola di oggi. L’associazione è stata definita comunità di ricerca, laboratorio di pensiero e comunità di responsabilità, chiamata a presidiare la formazione e a promuovere una cultura che metta al centro la persona e la crescita integrale.

 

Mirzia Bianca, Prof.ssa ordinaria di Diritto civile e di Diritto di Famiglia della Sapienza, Università di Roma, con il suo intervento “Maria Pia Badaloni: la dignità della missione del docente e l’educazione all’universalità dei diritti umani”, ha messo al centro la figura dell’insegnante. Per la Badaloni, ha ricordato Mirzia Bianca, la funzione del docente era “la più grande cosa nell’ordine della Provvidenza”. Tale citazione pronunciata nel contesto della Camera dei deputati, da Maria Badaloni, intende esprimere il valore sociale e morale della funzione docente, una vocazione che unisce responsabilità educativa e impegno civile.

L’educazione primaria è stata presentata come fondamento dell’emancipazione democratica, perché alfabetizzazione e diritti sono inseparabili. È stato evidenziato il contributo di Badaloni nell’attuazione dei principi della Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare dell’articolo 34, sancendo il diritto all’istruzione come strumento per rendere effettiva la dignità della persona e l’universalità dei diritti umani. La riflessione ha toccato anche le sfide attuali, tra cui l’educazione ai sentimenti per contrastare la violenza di genere, l’educazione digitale come accompagnamento critico e responsabile all’uso delle tecnologie e la formazione di cittadini consapevoli e costruttori di democrazia.

 

Arianna Rotondo, Prof.ssa associata di Storia del cristianesimo e delle chiese presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, con l’intervento “Oltre le dicotomie: cristianesimo e impegno politico nel progetto educativo di Maria Badaloni”, ha approfondito la radice teologica della visione badaloniana. La fede, ha sottolineato, non si trasforma in un programma politico, ma offre criteri di giudizio per abitare responsabilmente la storia. Il riferimento al Concilio Vaticano II ha mostrato come la Chiesa viva una tensione dinamica tra tradizione e rinnovamento.

Il laico cristiano non è figura di secondo ordine né può rifugiarsi in principi astratti: è chiamato a confrontarsi con le strutture sociali e politiche. È stato richiamato l’umanesimo di Jacques Maritain, secondo cui la fede non fornisce soluzioni precostituite, ma orienta l’agire nella libertà e nella responsabilità. La pedagogia di Badaloni è stata così presentata come cristiana e insieme aperta al pluralismo, emancipatrice sul piano del ruolo del docente e liberatrice sul piano culturale.

 

L' On. Giovanni Burtone, nel suo intervento “L’articolo 34 della Costituzione è stato il vero motore della crescita del Paese: l’impegno parlamentare di Maria Badaloni”, ha evidenziato il contributo parlamentare di Maria Badaloni alla costruzione della scuola repubblicana. In un Paese segnato dall’analfabetismo e dalla mancanza di strutture scolastiche, l’impegno politico di Badaloni si è intrecciato con la sua identità di insegnante. La scuola è stata il vero motore della crescita democratica ed economica dell’Italia.

Il parallelo con Tina Anselmi ha messo in luce il ruolo delle donne nella costruzione della Repubblica, una presenza radicata in una visione morale e civile capace di incidere nella storia.

Giuseppe Desideri, Presidente della Fondazione AIMC, con l’intervento “AIMC e Scuola della Repubblica, due storie intrecciate”, ha offerto una ricostruzione storica puntuale. L’AIMC è stata protagonista nella scuola popolare del dopoguerra, contribuendo alla lotta contro l’analfabetismo e promuovendo una visione inclusiva dell’istruzione.

Le principali riforme, dalla scuola media unica del 1962 all’inserimento degli alunni con disabilità (L. 118/1971), fino al tempo pieno (L. 820/1971), hanno visto l’associazione come luogo di elaborazione pedagogica e culturale. Le politiche scolastiche, in più occasioni, maturavano nel confronto interno all’AIMC, segno della significativa incidenza nella vita istituzionale del Paese.

 

Il Vescovo Raspanti ha invitato a riflettere sul presente: la società è cambiata e, sebbene oggi non si tratti di ricostruire il Paese come nel dopoguerra, emerge una necessità di visione che sembra mancare. Le analisi della realtà attuale ci sono, ma non si vede una direzione chiara, e siamo un po’ “nel guado”.

Raspanti ha ricordato le radici storiche: all’indomani della guerra non c’erano scuole né insegnanti, e furono donne, suore e istituti come il Sacro Cuore a rispondere con due grandi direttive: aiutare i poveri ed educare. La Chiesa, allora come oggi, ha avuto a cuore la scuola, e la visione di Badaloni ci invita a iniziare a formare oggi quella stessa capacità di orientamento e responsabilità.

 

I momenti finali del convegno hanno celebrato la memoria vivente dell’AIMC: la premiazione di Cecilia Maria Belfiore, socia storica, per lunghi anni presidente della sezione AIMC di Giarre e per due mandati Presidente AIMC Regione Sicilia, la cui narrazione ha incantato ed emozionato la platea, con il suo stile elegante, eloquente ed accattivante, rappresenta un modello esemplare di fedeltà e dedizione all'associazione.

L'altra testimonianza video di Giovanni Perrone, Consigliere Speciale dell’Unione Mondiale Insegnanti Cattolici - UMEC-WUCT, altro socio di lunga appartenenza, già presidente AIMC Regione Sicilia per tantissimi anni fino al 2013, ha espresso  la sua gratitudine all'associazione rimarcando la feconda traccia lasciata nel tempo dall'associazione nelle persone, nella scuola e nella società italiana, augurando un cammino di speranza all'insegna della ricerca, del dialogo, della valorizzazione, facendo interagire memoria e futuro, per essere “pellegrini di speranza", in un mondo che cambia rapidamente. Umiltà, competenza, relazionalità positiva, spirito di servizio e gioiosa operosità, comunità sono tratti caratteristici di un’associazione in cammino.

In chiusura, la Presidente AIMC Regione Sicilia, Marina Ciurcina, ha salutato i presenti, rivolgendo i complimenti per l’iniziativa promossa, e sottolineando il ruolo delle scuole come spazi di crescita e partecipazione.

A conclusione del convegno, sono stati premiati studenti e intere classi di scuole della provincia che si sono distinti nella partecipazione a iniziative promosse nelle diverse sezioni territoriali, testimoniando l’impegno e la creatività delle nuove generazioni. Un traguardo che porta anche la firma discreta ma decisiva dei docenti, che con passione, dedizione e cura guidano i ragazzi a scoprire e valorizzare i propri talenti; dei Dirigenti “visionari”, capaci di guardare oltre l’ordinario e di credere nella formazione come investimento sul futuro, aprendosi con fiducia alle proposte educative – come quelle dell’AIMC – e dei presidenti e soci delle realtà presenti in tutto il territorio nazionale, che con generosità e spirito di servizio fanno da raccordo tra le comunità locali e gli indirizzi nazionali, costruendo reti e opportunità per una scuola viva e partecipata, sempre orientata al bisogno primario del benessere degli studenti, fondamento autentico di ogni efficace percorso educativo.

Un sentito ringraziamento alla nostra straordinaria Presidente  Zina Bianca, cuore pulsante e mente creativa e organizzativa dell’intero iter del convegno: un instancabile vulcano di idee e progetti che prendono forma in risultati sempre impeccabili!

*Presidente AIMC - sezione di Giarre

 


giovedì 11 luglio 2024

MARIA BADALONI, AL SERVIZIO DELL'EDUCAZIONE


NEL GRATO RICORDO 

DEL SUO IMPEGNO

 ASSOCIATIVO, 

SOCIALE E POLITICO

Maria Badaloni nacque a Roma il 16 dicembre 1903. Dal 1927 al 1946 fu insegnante elementare nel quartiere romano di S. Lorenzo. Laureata in Pedagogia, fin dalla giovinezza fece parte della Gioventù femminile di Azione cattolica, della quale divenne dirigente diocesana e nazionale. Fu impegnata, in particolare, nella Sezione maestri di Azione cattolica, che dopo lo scioglimento dell'Associazione magistrale «Tommaseo» nel 1930 aveva raccolto le forze magistrali cattoliche.

 Subito dopo il 1943, la B. partecipò alle iniziative del mondo cattolico che portarono alla fondazione di svariati sodalizi come le ACLI (Associazioni cristiane lavoratori italiani), il CIF (Centro italiano femminile) e il SINASCEL (Sindacato nazionale scuola elementare), di cui fu vicesegretario nazionale fino al 1947. Il suo nome è tuttavia associato soprattutto alla fondazione, intrapresa insieme a Carlo Carretto tra il 1944 e il 1945, dell'AIMC, Associazione italiana maestri cattolici, di cui divenne presidente nazionale nell'ottobre 1946, carica tenuta fino al 1971.

 Impegnata politicamente nella Democrazia cristiana, alle elezioni politiche del 1953 venne eletta alla Camera dei deputati per la circoscrizione del Lazio, poi riconfermata ininterrottamente fino al 1972, quando decise di non ricandidarsi per favorire «un avvicendamento favorevole all'avvento di nuove energie». Componente della commissione istruzione della Camera dei deputati, dal 15 dicembre 1959 al 12 dicembre 1968 ricoprì l'incarico di sottosegretario alla P.I. con delega ai problemi legislativi e amministrativi della scuola elementare e di quella materna.

 L'impegno della B. sia come fondatrice e presidente dell'AIMC, sia come parlamentare e sottosegretario, fu innanzitutto rivolto a portare a compimento la battaglia contro l'analfabetismo, a risanare le precarie condizioni della scuola elementare del dopoguerra, a migliorare lo stato giuridico ed economico dei maestri e la loro preparazione professionale e culturale.

 Convinta che l'AIMC dovesse assumere la configurazione di organizzazione cattolica ed operare in stretto collegamento con le autorità ecclesiastiche, difese la presenza e il ruolo della scuola cattolica sia come risorsa istituzionale per garantire, sviluppare e diffondere la cultura nella società, sia come presupposto per il riconoscimento dei diritti naturali della persona e dei genitori. In linea con i princìpi sanciti dalla Costituzione, la B. e la stessa AIMC sostennero lo sviluppo, non di un sistema scolastico non statale parallelo e concorrenziale a quello statale, ma di un «sistema integrato» di istituzioni scolastiche dello Stato e della comunità, equamente finanziate.

 Fin dal primo congresso nazionale dell'AIMC (1946), la B. aveva avanzato e poi fortemente difeso la proposta di istituire per i ragazzi dagli 11 ai 14 anni, accanto alla scuola media e alla scuola di avviamento professionale, una scuola post elementare a carattere popolare e pre-professionale, da affidare ai maestri elementari. Tale proposta, avversata dall'UCIIM e dal suo presidente, Gesualdo Nosengo, nasceva non tanto da una concezione socialmente conservatrice, ma da una visione realistica dell'istruzione in Italia, dove era ancora alto il tasso di evasione dall'obbligo soprattutto da parte dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni.

 Nonostante il diretto coinvolgimento nella vita parlamentare e in quella governativa, la B. mantenne una propria autonomia di giudizio ed un'attenzione non solo verso le esigenze della scuola elementare e della classe magistrale nello specifico, ma anche e soprattutto verso le prospettive di rinnovamento del sistema scolastico in una dimensione sociale, democratica e partecipativa. L'ultimo suo impegno politico si svolse in margine allo stato economico e giuridico del personale della scuola e all'istituzione degli organi collegiali di partecipazione democratica al governo della scuola (1973-1974).

 Oltre a numerosi scritti sulla stampa associativa e alle relazioni presentate nei congressi dell'AIMC, lascia due libri, Vocazione secolare e impegno professionale (1980) e Impegno secolare e impegno sociale e politico (1981) nei quali compie una riflessione della sua esperienza di credente, di donna di scuola e di donna impegnata nella vita pubblica. La B. morì a Roma il 26 maggio 1994.

 [Redi Sante Di Pol]

 Fonti e bibliografia: le carte della B. sono conservate presso la sede dell'AIMC, Roma.

EP, app., cc. 121-123, necrologio in «Il Maestro», 1994, n. 6.

R. Sani, Le associazioni degli insegnanti cattolici nel secondo dopoguerra. 1944-1958, Brescia, La Scuola, 1990, ad indicem; A. Gaudio, La politica scolastica dei cattolici. 1943-1953. Dai programmi all'azione di governo, Brescia, La Scuola, 1991, pp. 46-47, 49-50, 52, 145, 148, 150-153 e 161; L. Pazzaglia, L'Aimc nella storia del movimento cattolico, in AIMC, 50 anni al servizio della scuola e del Paese, Edizioni AIMC, Roma, 1997, pp. 92-136; R.S. Di Pol, Vite parallele: Gesualdo Nosengo e Maria Badaloni, in L. Corradini (ed.), Laicato cattolico, educazione e scuola in Gesualdo Nosengo, Leumann, Elledici, 2008, pp. 209-223.

 dbe.editricebibliografica.it/cgi-bin/dbe/Scheda?131