sabato 5 settembre 2026

LA CORREZIONE FRATERNA

 


Alla ricerca 

di un’etica

 dell’educazione

Non solo l’individuo ha diritto al suo buon nome, ma anche le comunità godono di questo diritto, per esempio gli ordini religiosi, le comunità ecclesiali, le nazioni e ogni corpo organizzato di uomini. Persino i morti conservano il loro diritto alla buona stima dei posteri, dato che ogni uomo desidera vivere nella grata memoria dell’umanità.

Il giudizio affrettato è un peccato grave se la materia è grave e se il giudizio viene emesso con la piena coscienza dell’insufficienza delle prove.

Tuttavia, spesso questa coscienza manca. Sospetti e dubbi, che non giungono ad essere giudizi veri e propri, abitualmente, non sono peccati gravi.

Più che in molti altri campi della vita morale, si può mancare nel campo dell’onore con cattivi pensieri contro il proprio prossimo. Pensieri non caritatevoli sono peccati frequenti, ai quali in genere si bada poco.

Si ha contumelia quando una persona viene ingiustamente disonorata in sua presenza. Il disonore priva un uomo di ciò che gli è dovuto, ed è questo un peccato di ingiustizia. Una contumelia è un peccato grave.

La gravità del peccato dipende dalla dignità della persona che viene disonorata e dal tipo di parole, azioni o omissioni di cui ci si serve per esprimere la propria mancanza di rispetto.

La riparazione di un insulto deve essere pubblica o privata secondo che l’insulto stesso sia stato pubblico o privato. La detrazione è la violazione ingiusta della buona stima di un altro, facendo conoscere delle mancanze vere ma nascoste della persona in questione.

La calunnia è l’imputazione di difetti falsi di un altro, sapendo che essi sono falsi.

Il compito educativo, spetta primariamente alla famiglia, e richiede l’aiuto di tutta la società. Di conseguenza la carità ci obbliga all’esempio di una vita buona. Nessun individuo, poco importa il suo stato di vita, è esente da quest’obbligo,

sebbene certi gruppi abbiano un obbligo particolarmente grave a causa del loro ufficio, come ad esempio i preti i religiosi, i genitori, gli educatori, gli amministratori o i pubblici ufficiali, la cui condotta può facilmente influenzare altri.

Il buon esempio non è costituito innanzi tutto da atti individuali di natura esemplare, ma da tutto lo stile di vita di una persona, stile di vita che si emana dalla convinzione dei valori che professa.

Incoraggiamento nelle difficoltà e simpatia nella sofferenza.

Parole di incoraggiamento e di riconoscimento sono di grande importanza per i bambini, per la gioventù, poiché non hanno ancora sufficiente capacità di valutare da soli le proprie azioni.

Anche per gli adulti, non di rado, l’incoraggiamento e l’approvazione costituiscono un grande beneficio, specialmente nei momenti di depressione e di solitudine.

La correzione fraterna consiste nell’istruzione del prossimo circa un suo  difetto in modo da allontanarlo da lui. L’intima ragione per il dovere della correzione fraterna è la stessa per tutte le opere di misericordia: il dovere di distogliere il prossimo dal pericolo, appena possibile, e renderlo capace di servire il bene della comunità e di promuovere in modo efficace la gloria di Dio (vedi: Ezechiele: La Sentinella). A volte la correzione fraterna è richiesta anche dal diritto dovere di difendere i propri diritti o i diritti degli altri e della comunità.

Oggetto della correzione fraterna sono tutte le mancanze del nostro prossimo che causano danno a lui o agli altri, in modo particolare i peccati veniali, ma anche le imperfezioni e le mancanze di galateo.

Condizioni della correzione fraterna. Poiché la correzione fraterna sia obbligatoria o spesso anche semplicemente opportuna , si devono rispettare le seguenti condizioni:

1. Il prossimo deve avere un vero bisogno del nostro aiuto. Cioè deve essere incapace di migliorarsi sufficientemente senza aiuto fraterno. E inoltre che non ci sia nessuno più capace o almeno altrettanto capace che abbia voglia di aiutarlo.

2. Ci deve essere una speranza ben fondata che la correzione consegua il suo effetto positivo. E’ per questo che non c’è abitualmente obbligo di correggere gli estranei.

3. La correzione deve essere possibile senza sacrifici personali sproporzionati. Ma una certa quantità di coraggio e di sforzo fa parte di quasi tutte le correzioni e deve perciò essere accettata come parte integrante dell’obbligo.

Il giusto modo della correzione. La correzione fraterna deve avere il suo motivo in una preoccupazione sincera per il bene del prossimo e nello zelo della gloria e per il regno di Dio.

1. Il modo della correzione dovrebbe essere contraddistinto da modestia, prudenza e benevolenza. Per quanto è possibile la correzione o l’ammonizione dovrebbe essere effettuata in modo sereno e gentile.

Il retto ordine della correzione. Alla domanda su chi tra coloro che sono vicini ad una persona abbia l’obbligo di esercitare per primo la correzione si deve rispondere che sono coloro che sono più vicini a lei nell’ordine dell’amore.

Le azioni di una persona devono essere vere. Esse devono essere in accordo con i principi cui si ispira e con la fede che professa. La veridicità nella condotta significa che una persona agisce e vive in conformità con i suoi pensieri e le sue parole.

La veracità nelle parole richiede che, tutto quello che viene affermato attraverso la parola esteriore, sia in armonia con i pensieri interni e con la coscienza della persona.

La veracità nelle parole è una richiesta della giustizia, del rispetto e dell’amore. La bugia consiste in un’affermazione verbale che contraddice la convinzione interiore. La bugia è peccato grave solo se è gravemente dannosa nei confronti del prossimo o se causa un grande disonore nei confronti di Dio.

La semplice promessa è un’offerta gratuita per la quale una persona, si obbliga a fare qualcosa per colui nei confronti del quale essa viene fatta. Se la promessa viene accettata, essa costituisce un obbligo di fedeltà. Ordinariamente l’obbligo di adempire la promessa non è grave. Infatti, nelle promesse unilaterali, abitualmente né colui che promette intende legarsi sotto forma grave né l’attesa di colui al quale viene fatta la promessa è così grande da dare origine ad un obbligo grave. Ma se colui che promette dovesse dare un’assicurazione ferma in materia grave e colui che riceve la promessa intraprendesse, proprio basandosi sulla promessa stessa, un’azione che gli sarebbe danno, se la promessa non fosse adempiuta l’obbligo di questo sarebbe grave.

Si distinguono tre tipi di segreti: Il segreto naturale, il segreto promesso, il segreto commesso. Il segreto naturale è così detto perché il suo obbligo viene immediatamente dalla legge naturale. Non occorre alcuna convenzione o accordo per far sì che esso obblighi. La sollecitudine fraterna e la natura della comunione fra gli uomini richiedono il segreto. Esso riguarda tutti quei fatti nascosti la cui rivelazione, per la loro stessa natura, procurerebbe offesa o dispiacere ad una terza persona.

Un segreto promesso è il segreto che si è promesso di mantenere, dopo aver ricevuto la notizia della cosa, anche se a prescindere della promessa non ci sarebbe l’obbligo del segreto. Se la promessa riguarda un segreto che è al tempo stesso un segreto naturale., l’obbligo del segreto è duplice,

provenendo dalla carità o dalla giustizia e dalla fedeltà alla promessa. Una promessa di segreto in materie che sono inutili o illegittime non obbliga. Il segreto affidato o commesso è quel segreto che riguarda una notizia che si ottiene solo a condizione che la si conservi segreta. Ci si assicura del segreto ancora prima di ricevere la notizia riguardante il segreto.

La grande importanza del segreto, per il bene dell’individuo e per il bene della comunità, c’impedisce di rivelare segreti salvo che non ci sia una ragione sufficiente per farlo. Più il segreto è importante, più grave deve essere la ragione per farlo.

L’obbligo di mantenere un segreto cessa se l’interessato permette di rivelarlo; se la materia ha cessato di essere segreta a motivo dello svelamento fatto da altri; se una ragione sufficiente giustifica la sua rivelazione.

Una ragione sufficiente per svelare un segreto naturale consiste nel fatto di poter così evitare un inconveniente abbastanza grave a se stessi o ad una persona.

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