sabato 15 agosto 2026

IL RIPOSO DELL'IMPERATORE

FERIAE AUGUSTI


di MARIA SAPIENZA*

Il nostro tempo è spesso attraversato da profonde contraddizioni, nate dall’esigenza contemporanea di conciliare la mondanità e tentare di decifrare a fondo il significato dei dogmi e le radici della cristianità. Tuttavia, la storia della fede non è fatta di rotture, ma di trasformazioni sublimi. Poiché la religione cattolica si è innestata nel preesistente tessuto culturale romano, è naturale che molte festività maggiori – compreso il Natale – coincidano con date già marcate in rosso nel calendario dell’antichità.

​Questo assunto è profondamente valido anche per la festività del Ferragosto. Nel 18 a.C., l’imperatore Augusto istituì le Feriae Augusti (i riposi di Augusto), un doveroso e gioioso stacco dalle fatiche dei contadini dopo le grandi fatiche della mietitura, originariamente legato ai cicli della fertilità della terra.

La Chiesa Cattolica, in questo stesso ottavo mese dell’anno, ha scelto di non cancellare quel bisogno umano di riposo, ma di elevarlo: ha sospeso la fatica delle braccia per dedicare il 15 agosto alle lodi di Maria. Dalla celebrazione del raccolto terreno, si è passati alla celebrazione del raccolto celeste. Maria viene assunta in cielo in anima e corpo – un dogma solennemente proclamato nel 1950, ma le cui radici affondano nella millenaria devozione per la “Dormizione” della Vergine.

È un messaggio incarnato di immensa speranza: ci ricorda che, nonostante le ineludibili fragilità umane, l’intera umanità è chiamata al Paradiso seguendo l’esempio di perfezione della Madonna, primizia della salvezza.

Per questo motivo, nel giorno di precetto, il lavoro si ferma, affinché lo spirito possa respirare. E non c’è luogo in cui questo respiro divino si faccia materia e visione come nella Cattedrale di Monreale.

Non è un caso, storicamente parlando, che la prima e più antica festa mariana della città risalga esattamente al 15 agosto 1176, giorno in cui il re normanno Guglielmo II inaugurò l’abbazia. In questo luogo incantato, nel giorno dell’Assunta, si assiste allo stupore della luce.

Gli architetti e i teologi che hanno eretto, con sapienza ingegneristica e astronomica, questo Duomo tutto d’oro, hanno calcolato l’esatto orientamento dell’edificio affinché fungesse da calendario liturgico solare.

Grazie a questa miracolosa “architettura di luce”, i raggi del sole sono guidati a incunearsi tra le navate fino a baciare, proprio nel culmine dell’estate, la figura della Theotokos (la Madre di Dio) posta in maestà, per poi salire verso l’immenso e rassicurante abbraccio del Cristo Pantocratore.

Non c’è dunque alcun dissidio, nessuna contraddizione, tra un giorno di festa che regala il meritato ristoro alle membra stanche e il tempo dedicato alla preghiera verso la donna senza peccato che ha partorito il Dio della salvezza. Entrambi celebrano la vita compiuta.

​Perché se il riposo antico ci riconsegna alla bellezza della terra, la luce dorata dell’Assunta ci ricorda che siamo nati per l’altezza del cielo.

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Maria Sapienza nasce a Monreale il 30 Novembre 1972. Laureata in pedagogia, scrive romanzi, poesie e testi teatrali. Vincitrice secondo premio Navarro, menzione d’onore premio Navarro, premio Paolo Amato e premio Salva la tua lingua locale.

 


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