e la scuola,
l’educazione,
la tutela
dei diritti universali
-di Stefano Pagnifredi
Nella sua enciclica Papa
Leone XIV tratta anche il tema della scuola, dell'educazione e della tutela dei
diritti universali. Diverse sono le
riflessioni sull'argomento.
Per quanto riguarda la scuola,
vi è la denuncia, a chiare lettere, dell'insufficienza degli investimenti sui
sistemi formativi e l'educazione in generale, a tutela degli apprendimenti per
tutti. Investimenti in senso materiale ma anche nel significato di impegno a
sostenere a priori il valore di un'educazione all’umanità nel tempo della
tecnica.
<<In non pochi
Paesi>> nota Papa Leone << lo Stato non ha ancora investito le
risorse necessarie per garantire a tutti un’educazione di qualità, sia
sostenendo adeguatamente il sistema scolastico pubblico sia supportando le
istituzioni private che offrono questo servizio fondamentale.>> Il
discorso non è una citazione isolata ma costituisce un punto di partenza per richiedere
maggiori investimenti e risorse non solo sulla scuola ma sull’educazione a
principi di umanità, giustizia e pace. Un discorso che investe tutti noi
<< dobbiamo essere
fedeli alla verità, investire nell’educazione, curare le relazioni, amare la
giustizia e la pace.>> e ancora a proposito dell'IA e dell'esserci
situato afferma << Investiamo nell’educazione, che inizia da noi stessi! Abbiamo
tutti bisogno di formarci a vivere il digitale in modo umano, come parte
integrante dell’educazione alla fede e alla vita buona del Vangelo>>
Questa costante domanda
di investimento sulla scuola e sull'educazione si accompagna all'esortazione a
non restare inerti, a non accontentarsi della sola dichiarazione dei principi.
Che sarebbe una testimonianza a metà, un impegno cristiano di facciata. <<
In quest’opera siamo chiamati ad assumere un ruolo attivo, senza rifugiarci
nello spiritualismo o nei nostri piccoli mondi>> Un ruolo attivo dunque, che esclude di per sé
il far finta di non vedere, esclude - e qui si viene al tema dei diritti-il
disimpegno nei riguardi dei diritti inviolabili della persona umana ad essa
connessi, esclude l'indifferenza a come tali diritti siano tutelati e posti a
fondamento anzi dei nostri sistemi legislativi, esclude anzi la rinuncia a che
siano tutelati
<< Guardando al nostro tempo, non
possiamo ignorare che la tutela dei diritti umani è oggi esposta a due rischi
particolarmente gravi. Il primo è quello di una loro dichiarazione puramente
formale, mentre, insieme al progresso tecnologico, avanzano in modo dissimulato
o evidente violazioni della dignità umana. Il secondo, che in realtà è alla
radice del primo, è quello di non poter più riconoscere il fondamento della
loro universalità, perché si è rinunciato alla «ricerca dei fondamenti più
solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi>>.
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