UNA SCUOLA
DA
SALVARE
Il Villaggio Neve Shalom Wahat
al-Salam ha lanciato un appello per salvare la classe prima di quest’anno, che
il Ministero dell’Istruzione israeliano rifiutava di approvare. Dopo 42 anni,
questo modello di scuola che forma insieme bambini arabi ed ebrei è a
rischio
Il Villaggio Neve Shalom Wahat al-Salam,
fondato nel 1972 tra Gerusalemme e Tel Aviv, è un esempio di convivenza tra
ebrei e arabi basato sull’accettazione, il rispetto reciproco e la
cooperazione. A cominciare proprio dalla scuola. Che solo dopo lunghe trattative
è stata salvata, ma la classe prima sarà totalmente a carico del Villaggio
mentre le altre classi restano pubbliche.
Sino a pochi giorni dalla riapertura della
scuola, infatti, il Ministero dell’istruzione israeliano rifiutava di approvare
la classe prima di quest’anno. Proprio per questo, la portavoce del Villaggio,
Samah Salaime, aveva lanciato un appello per chiedere il sostegno (anche
internazionale) alla battaglia della famiglie di Neve Shalom Wahat al-Salam per
salvare la loro primaria bilingue e binazionale. «Da 42 anni – scriveva Samah –
la nostra scuola forma insieme bambini arabi ed ebrei. È uno dei modelli più antichi
e importanti di istruzione bilingue e binazionale di Israele – un luogo in cui
i bambini non si limitano a imparare la convivenza, ma la vivono ogni giorno.
Non possiamo accettare una decisione amministrativa che minaccia questa
continuità educativa e, in definitiva, il futuro di un’istituzione così unica».
E aggiungeva: «Stiamo cercando di affrontare la questione con attenzione e
responsabilità, ma non possiamo ignorare il contesto più ampio in cui operano
oggi le organizzazioni che promuovono una società condivisa, la partnership
arabo-ebraica e l’educazione alla pace. Ci preoccupa il fatto che questa lotta
possa riguardare qualcosa di più del semplice numero di bambini iscritti a una
classe di prima elementare: tocca lo spazio concesso alle istituzioni che
promuovono una società condivisa e l’educazione alla pace nell’attuale clima
politico».
Il Villaggio ha portato avanto una lunga
trattativa, supportata da consulenti legali e da professionisti delle relazioni
pubbliche e dei media, lavorando attraverso i canali politici, legali, pubblici
e mediatici. «Nell’ambito di questo sforzo collettivo – precisava Samah – ho
anche mobilitato i miei consolidati contatti con membri della Knesset,
giornalisti e piattaforme mediatiche per portare la questione all’attenzione
dell’opinione pubblica del Paese e della politica e per costruire sostegno alla
nostra campagna».
Oggi finalmente è arrivata la risposta del
Ministero dell’Istruzione, che soddisfa solo in parte le richieste del
Villaggio, ma che permette almeno la continuità educativa. «Abbiamo ricevuto la
conferma ufficiale dall’autorità scolastica locale che è stata concessa
l’autorizzazione ad aprire una classe di prima elementare nella nostra scuola
bilingue e binazionale per il prossimo anno scolastico. Si tratta di un
risultato significativo, frutto di un’intensa campagna pubblica che ha
coinvolto il nostro consiglio di istituto neoeletto, la comunità scolastica e i
genitori, l’assistenza legale e l’impegno a favore dei diritti civili, il
dialogo con i membri della Knesset e un’ampia copertura mediatica».
L’approvazione consente di aprire la
classe a spese del Villaggio, il che rappresenta ora un’importante sfida
economica. «Nonostante questo, ottenere l’autorizzazione ufficiale era
essenziale per salvare la continuità della scuola e garantire che questo progetto
educativo arabo-ebraico unico nel suo genere possa continuare a crescere».
La portavoce del Villaggio ringrazia
«tutti coloro che hanno sostenuto, incoraggiato e sono stati accanto alla
scuola nel corso di questa campagna. La determinazione della comunità ha fatto
davvero la differenza. Ora possiamo concentrare le nostre energie sulla
preparazione del nuovo anno scolastico e continuare a rafforzare la qualità, i
valori e la sostenibilità a lungo termine della scuola. Grazie per averci
sostenuto e per aver creduto nell’importanza di un’istruzione condivisa,
bilingue e binazionale, specialmente in questo momento difficile».
Per maggiori informazioni e per
contribuire alla campagna a sostegno della scuola primaria del Villaggio, è
possibile contattare l’Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat
al-Salam: it@nswas.info
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