VATICAN NEWS

martedì 25 agosto 2026

NEVE SHALOM WAHAT

 

    UNA SCUOLA 

DA 

SALVARE

Il Villaggio Neve Shalom Wahat al-Salam ha lanciato un appello per salvare la classe prima di quest’anno, che il Ministero dell’Istruzione israeliano rifiutava di approvare. Dopo 42 anni, questo modello di scuola che forma insieme bambini arabi ed ebrei è a rischio

Il Villaggio Neve Shalom Wahat al-Salam, fondato nel 1972 tra Gerusalemme e Tel Aviv, è un esempio di convivenza tra ebrei e arabi basato sull’accettazione, il rispetto reciproco e la cooperazione. A cominciare proprio dalla scuola. Che solo dopo lunghe trattative è stata salvata, ma la classe prima sarà totalmente a carico del Villaggio mentre le altre classi restano pubbliche.

Sino a pochi giorni dalla riapertura della scuola, infatti, il Ministero dell’istruzione israeliano rifiutava di approvare la classe prima di quest’anno. Proprio per questo, la portavoce del Villaggio, Samah Salaime, aveva lanciato un appello per chiedere il sostegno (anche internazionale) alla battaglia della famiglie di Neve Shalom Wahat al-Salam per salvare la loro primaria bilingue e binazionale. «Da 42 anni – scriveva Samah – la nostra scuola forma insieme bambini arabi ed ebrei. È uno dei modelli più antichi e importanti di istruzione bilingue e binazionale di Israele – un luogo in cui i bambini non si limitano a imparare la convivenza, ma la vivono ogni giorno. Non possiamo accettare una decisione amministrativa che minaccia questa continuità educativa e, in definitiva, il futuro di un’istituzione così unica». E aggiungeva: «Stiamo cercando di affrontare la questione con attenzione e responsabilità, ma non possiamo ignorare il contesto più ampio in cui operano oggi le organizzazioni che promuovono una società condivisa, la partnership arabo-ebraica e l’educazione alla pace. Ci preoccupa il fatto che questa lotta possa riguardare qualcosa di più del semplice numero di bambini iscritti a una classe di prima elementare: tocca lo spazio concesso alle istituzioni che promuovono una società condivisa e l’educazione alla pace nell’attuale clima politico».

Il Villaggio ha portato avanto una lunga trattativa, supportata da consulenti legali e da professionisti delle relazioni pubbliche e dei media, lavorando attraverso i canali politici, legali, pubblici e mediatici. «Nell’ambito di questo sforzo collettivo – precisava Samah – ho anche mobilitato i miei consolidati contatti con membri della Knesset, giornalisti e piattaforme mediatiche per portare la questione all’attenzione dell’opinione pubblica del Paese e della politica e per costruire sostegno alla nostra campagna».

Oggi finalmente è arrivata la risposta del Ministero dell’Istruzione, che soddisfa solo in parte le richieste del Villaggio, ma che permette almeno la continuità educativa. «Abbiamo ricevuto la conferma ufficiale dall’autorità scolastica locale che è stata concessa l’autorizzazione ad aprire una classe di prima elementare nella nostra scuola bilingue e binazionale per il prossimo anno scolastico. Si tratta di un risultato significativo, frutto di un’intensa campagna pubblica che ha coinvolto il nostro consiglio di istituto neoeletto, la comunità scolastica e i genitori, l’assistenza legale e l’impegno a favore dei diritti civili, il dialogo con i membri della Knesset e un’ampia copertura mediatica».

L’approvazione consente di aprire la classe a spese del Villaggio, il che rappresenta ora un’importante sfida economica. «Nonostante questo, ottenere l’autorizzazione ufficiale era essenziale per salvare la continuità della scuola e garantire che questo progetto educativo arabo-ebraico unico nel suo genere possa continuare a crescere».

La portavoce del Villaggio ringrazia «tutti coloro che hanno sostenuto, incoraggiato e sono stati accanto alla scuola nel corso di questa campagna. La determinazione della comunità ha fatto davvero la differenza. Ora possiamo concentrare le nostre energie sulla preparazione del nuovo anno scolastico e continuare a rafforzare la qualità, i valori e la sostenibilità a lungo termine della scuola. Grazie per averci sostenuto e per aver creduto nell’importanza di un’istruzione condivisa, bilingue e binazionale, specialmente in questo momento difficile».

Per maggiori informazioni e per contribuire alla campagna a sostegno della scuola primaria del Villaggio, è possibile contattare l’Associazione italiana amici di Neve Shalom Wahat al-Salam: it@nswas.info

 

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