Cremonini:
“Vorrei che le sue canzoni venissero studiate nelle scuole insieme ai grandi
poeti italiani”
Indice
Il
messaggio agli alunni nel 2024
Il 6 agosto, a Pavana
(Pistoia), circondato dall’affetto della moglie, della figlia e dei familiari, si è spento, a 86 anni Francesco Guccini. . Inutile dire che sono tantissimi i messaggi di
cordoglio da parte di celebrità e istituzioni in onore del “Maestrone”.
La proposta è arrivata da
più parti: “Guccini va studiato nelle scuole”. Oltre a Marcello
Bramati, insegnante e giornalista, che lo ha scritto in un articolo
pubblicato su Panorama, a sostenerlo è anche il celebre
cantautore Cesare Cremonini.
Ecco cosa ha scritto
nella sua pagina Instagram: “Grazie Francesco Guccini, ma ancor di più grazie a
tutti i ragazzi e ragazze che lo hanno ascoltato studiando i suoi versi
poetici. Vorrei che le sue canzoni venissero studiate nelle scuole insieme ai
grandi poeti italiani”.
Guccini alla Maturità
C’è da ricordare una
“chicca”: Francesco Guccini è entrato ufficialmente nella
storia dell’Esame di Maturità nel giugno 2004, quando
la sua “Canzone per Piero” stata scelta dal Ministero come traccia
d’analisi della prima prova di italiano.
Ecco come aveva
commentato, come riportato da Flc Cgil: “Sono imbarazzato e un po’ anche mi
vergogno. Esser citato assieme a Cicerone e a Dante, ma via? Gli amici hanno
sempre più pretesti per prendermi in giro. E poi queste cose succedono quando
uno è morto, e io faccio ampi gesti di scongiuro. E chi è che sceglie i temi
per la maturità? Perché, se è stato il ministro Moratti, allora mi spiace
molto. La riforma che porta il suo nome a me non piace per niente”.
Le parole della famiglia
La famiglia,
“nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più
stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con
affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di
ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel
mese di settembre”.
Guccini è
stato tra i più rappresentativi e popolari cantautori italiani. Dopo il debutto
nel 1967, è iniziata una carriera lunga oltre venti album di canzoni. Fu lui a
scrivere “Dio è morto” e “La locomotiva”.
Le parole sulla scuola
Qualche anno fa Guccini
aveva parlato di scuola. “Gli studenti universitari fanno degli errori
clamorosi, per questo bisogna intervenire già dalle elementari”, aveva
dichiarato all’agenzia Dire.
Guccini che oltre ad
essere stato un docente di lingua italiana al Dickinson College a Bologna,
scuola off-campus dell’Università della Pennsylvania, ha detto: “non sono più
le elementari di una volta, quando il sistema forse era troppo feroce e
classista”.
A tal proposito, l’autore
de “L’avvelenata”, ha ricordato un particolare della propria famiglia,
un diario di una zia, la sorella di sua mamma, “che lo tenne per tutta la vita,
dove raccontava la storia della famiglia. La zia frequentava le elementari e
aveva una proprietà di linguaggio, nessun errore di sintassi, nessun errore di
ortografia. C’era un senso. Questo per dire che le elementari di una volta
insegnavano a leggere e scrivere bene. Considerando che è sparita anche la
calligrafia, dalle elementari si usciva sapendo scrivere, senza errori”.
Guccini non
aveva risparmiato nemmeno le scuole medie: “per andarci
serviva l’esame di ammissione- spiega- Bisognava sapere l’analisi logica molto
bene. Ora le medie sono obbligatorie, la maggior parte le fa e si parcheggia
li’. È un bene, ma manca la base. Si commettono errori di grammatica ridicoli,
grossolani”.
Quindi per il cantautore,
avendo delle pessime basi alle elementari e medie, si supera la maturità e si
arriva all’università con errori incredibili per ragazzi di quella età.
Per Guccini c’era
una spiegazione a ciò, ovvero un problema generale dell’istruzione italiana,
dove la figura del maestro è svilita: “il maestro elementare ormai è protetto
dal Wwf, non ne esistono più, sono come i panda. Lo stipendio è piccolo, non
c’è prestigio sociale: una volta c’era il farmacista, il maresciallo dei
carabinieri, il medico condotto e il maestro, erano personaggi all’interno
della società con notevolissima importanza. Oggi, ci sono solo maestre, che
hanno un secondo lavoro. Fanno un po’ le mamme. Prima erano feroci. Ricordo
miei compagni alle elementari che sanguinavano per le bacchettate in testa. Se
succede ora, diventa un caso da prima pagina. Erano severissime, oggi sono
troppo buone”.
Il messaggio agli alunni
nel 2024
In occasione della Giornata
della Memoria 2024 il cantante aveva inviato un video
messaggio ad una classe di una scuola che ha ricordato la Shoah cantando la
canzone “Auschwitz” del cantautore modenese.
Ecco le parole di Guccini,
riportate da La Repubblica: “Cari ragazzi della quinta elementare
di Erbusco e cara maestra Laura, io vi ringrazio molto perché mi hanno detto
che per la Giornata della memoria avete ascoltato la mia canzone ‘Auschwitz’.
Ricordiamo tutti di avere questa memoria dentro di noi. Grazie ancora”.
Il video è stato postato
sul gruppo Facebook “Sei di Erbusco se”, dove viene spiegato che gli
alunni della 5A non si sono limitati ad ascoltare il brano di Guccini, ma
l’hanno anche cantato, “splendidamente diretti dalla maestra Laura”.
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