traccia la rotta
per il prossimo
quinquennio
Fede, comunità e missione
sono le assi portanti del documento finale "Radicati e costruiti in
Cristo", approvato a conclusione dell’Assemblea generale della Conferenza
episcopale italiana. Tra le novità: il parere favorevole dei vescovi ad elevare
il Beato Rosario Livatino a patrono dei magistrati, un gruppo di studio per
affrontare gli abusi di potere. Rilanciato l’appello per la pace in Medio
Oriente, Ucraina e nelle aree di conflitti dimenticati
-di Cecilia Seppia
– Città del Vaticano
Non esiste una Chiesa
senza l’audacia e il coraggio di testimoniare, senza l’impegno a custodire,
alimentare e trasmettere la fede, come esperienza viva ed edificante, che
coinvolge tutti: laici e consacrati, giovani e anziani, poveri e abbienti,
famiglie e comunità fino all’intera struttura nazionale che deve essere sempre
più al servizio della comunione e dell’incontro. Soprattutto, non esiste una
Chiesa che non guardi al Vangelo come priorità assoluta. L’82ª Assemblea
generale della Conferenza episcopale italiana, svoltasi in Vaticano dal 25 al
28 maggio 2026, sotto la guida del cardinale Matteo Maria Zuppi, si è chiusa
con la definizione delle linee guida per il futuro della famiglia ecclesiale in
Italia. Al centro dei lavori, che hanno visto la partecipazione di oltre
duecento tra presuli, rappresentanti di istituti secolari e aggregazioni
laicali, l'intervento conclusivo di Papa Leone XIV fondato sull'urgenza di
"riportare al centro il Vangelo" e sul "coraggio
dell'essenziale" all'interno delle comunità parrocchiali chiamate, senza
troppi fronzoli e sovrastrutture, ad accogliere, a formare, a rispondere alle
sfide quotidiane.
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Il
Papa alla CEI: la Chiesa non si misura coi numeri, la forza è la logica della
piccolezza
Quattro assi portanti
Con l’approvazione del
documento “Radicati e costruiti in Cristo”. Linee di
orientamento per l’attuazione del documento di sintesi del Cammino sinodale
delle Chiese che sono in Italia, i vescovi assumono dunque, per il
prossimo quinquennio, l’impegno a riportare al centro il dono della fede che
illumina scelte radicali e dà linfa a tutto il tessuto sociale oltre che
ecclesiale. Riconnessione tra vita quotidiana e Vangelo, rilancio della vita
comunitaria come testimonianza concreta della fede contro l'individualismo
dilagante; promozione della corresponsabilità e dei ministeri laicali, verifica
e adeguamento delle strutture ecclesiali territoriali, sono le assi su cui si
snoda il documento, approvato a larga maggioranza, che sul fronte meramente
amministrativo, ribadisce la necessità di trasparenza e rendicontazione per
l’intera gestione economica, non solo per i fondi dell’8x1000, attraverso
l'adozione del “bilancio di missione”.
Terre di missione
Nel rinnovare lo slancio
missionario e l’aderenza più profonda al Vangelo, non con l’intento di
difendere recinti, i vescovi indicano dunque come terra di missione
l’attenzione alla famiglia, alla cura dei presbiteri, alla dimensione
vocazionale, alla formazione, alla pace e alla non violenza,
all’accompagnamento delle fragilità e alla questione educativa proponendo anche
esperienze e buone pratiche. E’ iniziata ad esempio la raccolta dei dati sui
percorsi di Iniziazione cristiana nelle Diocesi italiane e in altre Chiese
europee, e si lavora alla costituzione di un centro per il censimento di
esperienze sui temi della pace. Inoltre, in vista della Giornata Mondiale della
Gioventù di Seul 2027, sono stati attivati processi per valorizzare il
protagonismo giovanile attraverso i social media. Per la tutela di minori e
adulti vulnerabili è stato costituito un gruppo di studio per elaborare
strumenti volti a prevenire e affrontare abusi di potere e di coscienza nelle
comunità ecclesiali.
La pace non è un'opzione
I vescovi non mancano di
lanciare un nuovo, accorato appello per la pace in Medio Oriente, Ucraina e in
tutte le aree colpite dai conflitti dimenticati, richiamando l’invito di Papa
Leone a lavorare con pazienza e determinazione per una pace “disarmata e
disarmante” e promuovendo percorsi non superficiali di riconciliazione, dialogo
e opposizione alla logica della forza: “Per le Chiese in Italia – si legge nel
comunicato finale - la pace non è un’opzione ma una responsabilità da assumere
con coraggio”.
Livatino, patrono dei
magistrati
I vescovi hanno espresso
anche parere favorevole unanime per elevare il Beato Rosario Livatino, martire
della giustizia e della fede, a Patrono dei magistrati italiani
riconoscendo l’esemplarità e l’attualità del suo messaggio come testimone “che
la legalità non è un insieme di norme, ma uno stile di vita, e quindi un
possibile cammino di santità”. Dopo il placet dei vescovi la richiesta passa
ora al Dicastero Vaticano per la conferma definitiva. Adempimenti
giuridico-amministrativi, come l’approvazione del bilancio consuntivo della Cei
per il 2025 e nomine chiudono il comunicato finale insieme ai prossimi
appuntamenti comunitari che vedranno la Chiesa italiana impegnata nella
preparazione della GMG di Seul e del XXVIII Congresso Eucaristico Nazionale di
Orvieto, entrambi previsti per il 2027.
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