martedì 26 maggio 2026

IRC - COR AD COR LOQUITUR

 


Don Gastaldi: l’insegnamento dell’ora di religione è confronto

Intervista a don Alberto Gastaldi, responsabile del Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica

-di Simone Baroncia

“Sant’Agostino scriveva: “L’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti [o Dio]. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te…” Lui parlava di una ricerca interiore alla quale da sempre sono legate, nell’essere umano, le grandi domande del vivere, il rapporto con Dio, con il creato e con gli altri, per cui la sete di infinito, insita in ciascuna persona, può diventare energia per promuovere pace, per rinnovare la società e per colmarne le contraddizioni”: con una citazione da ‘Le Confessioni’ di sant’Agostino papa Leone XIV aveva accolto, a fine aprile gli insegnanti di religione, che partecipavano al terzo meeting nazionale, svoltosi a fine aprile.

L’evento si era articolato in due momenti con un convegno aperto ai direttori diocesani ed ad una rappresentanza di insegnanti, con la partecipazione di circa 370 persone e l’udienza di papa Leone XIV a circa 6.000 insegnanti di religione cattolica, sul tema “Il cuore parla al cuore. L’Irc laboratorio di cultura e dialogo”, che ha ripreso la frase di san John Henry Newman (cor ad cor loquitur), proclamato patrono del mondo educativo.

Il meeting era stato aperto con un confronto tra dibattito tra il prof. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, collegatosi via web, ed il presidente della CEI, card. Matteo Zuppi: “Il Santo Padre Leone XIV ha ricordato recentemente che possiamo conoscere molto del mondo, ma ignorare la nostra vita interiore, ed in un mondo in cui si afferma sempre di più la presenza dell’intelligenza artificiale e l’isolamento dovuto all’uso di dispositivi come il cellulare, curare la propria dimensione intima appare sempre più urgente. Così come urgente è alimentare quella pace disarmata e disarmante, invocata dal papa, che deve trovare proprio nella scuola il suo primo compimento naturale”.

Uno stimolo alla spiritualità e al rapporto empatico con l’altro che è stato rilanciato dallo stesso Ministro per trasformare la scuola in un “generatore d’incontro con l’altro. In questo senso assume una decisiva importanza il ruolo dei docenti di religione cattolica. Perché la scuola ha bisogno di sapersi confrontare con le ansie, le preoccupazioni, il desiderio di trascendenza che i ragazzi spesso manifestano”. “Anche per questo”, ha concluso il Ministro Valditara, “occorre dare nuova dignità a chi svolge una funzione fondamentale che deve trovare una sponda salda sia sul versante della famiglia che su quello della società”.

L’invito finale del presidente della CEI è stato quello di “saper raccogliere il ruolo importantissimo, come persone e come docenti, di essere un capitale di relazioni. Insegnando ai ragazzi di usare i mezzi tecnologici attuali, senza esserne usati”.

Ritenendo importante tale meeting per l’educazione di studenti e studentesse abbiamo chiesto a don Alberto Gastaldi, responsabile del Servizio Nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica (IRC) e direttore dell’UNESU (Ufficio Nazionale per l’Educazione della Scuola e l’Università), di spiegarci il motivo per cui l’IRC è un laboratorio di cultura e di dialogo: 

“Come sottolineano i vescovi nella recente Nota sull’IRC, è un luogo di confronto, di convivenza e integrazione, in cui le differenze possono dialogare e crescere insieme, alimentando una cultura della pace e della fraternità. In questo senso, può essere definito un laboratorio: è uno spazio di libertà che ha il compito educativo di decostruire i pregiudizi e costruire ponti, dove si impara a riconoscere l’altro non come minaccia, ma come mistero da accogliere”.

In quale modo il cuore può parlare al cuore?

“Il cuore può parlare al cuore quando una persona riesce a comunicare in modo autentico e profondo con l’altro. Nel percorso educativo il riferimento al cuore emerge nel suo significato biblico come centro dell’esistenza umana, non solo quale sede delle emozioni come spesso viene oggi concepito. E’ il nucleo dell’interiorità da cui scaturiscono pensieri, decisioni e sentimenti per orientare la propria vita. E gli insegnanti di religione, ogni giorno, sono impegnati ad andare al cuore delle questioni e a parlare al cuore dei ragazzi”.

 Il Papa ha detto che educare richiede pazienza ed amore: a scuola ciò è possibile?

“E’ possibile, ed è doveroso, soprattutto in un tempo segnato da conflitti e linguaggi d’odio. Educare con pazienza e amore significa non imporre risposte preconfezionate, ma stare accanto agli studenti e sostenerli nella crescita. I giovani che si incontrano a scuola portano con sé domande di senso frammentate, ma profondissime. E gli insegnanti di religione sono chiamati a vivere la loro missione accompagnandoli con umiltà e competenza, ascoltando queste domande e aiutandoli nella ricerca di senso”.

Per quale motivo molti studenti scelgono l’ora di religione?

“Rispondo con le parole degli studenti, raccolte in un video realizzato in occasione del Meeting degli insegnanti di religione. Per i ragazzi non è solo una materia: ‘è l’unico momento in cui possiamo davvero riflettere su noi stessi’, durante il quale si può parlare ‘senza avere problemi di essere giudicati o discriminati per ciò che si dice’. Gli studenti apprezzano il fatto di poter affrontare tematiche diverse: il rispetto, la pace, la giustizia riparativa oltre che conoscere figure chiave della storia della Chiesa: da Gesù a don Lorenzo Milani”.

Di contro sono poco ‘attratti’ dalla celebrazione eucaristica: da cosa dipende? 

“L’insegnamento della religione cattolica è una materia scolastica che riguarda lo sviluppo della persona, aprendola alla dimensione religiosa e promuovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze, contribuendo a rispondere al bisogno di significato degli studenti. La celebrazione eucaristica riguarda invece il percorso di fede di ogni persona che si alimenta attraverso l’ascolto del Vangelo, la partecipazione ai sacramenti e le opere di carità”.

Cosa è Ora Libera’, disponibile e gratuita, che fornisce una selezione di notizie riguardanti temi d’attualità?

“Ora Libera vuole essere un luogo informale ma serio, di scambio di esperienze e di contatti, rivolto principalmente agli insegnanti di religione, ma dedicato a docenti, educatori, responsabili di associazioni che vedono nell’informazione uno strumento per riflettere e mettere in dialogo le generazioni. Si tratta di una newsletter realizzata da Avvenire in collaborazione con il Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, che ogni due settimane propone un argomento, lo analizza e lo ‘avvicina’ ai ragazzi, proponendo anche storie che spesso passano inosservate ma che hanno tanto da dire.

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