Porgo
a tutti voi il mio augurio di una lieta e santa Pasqua, accompagnato – ve
l’assicuro – dalla mia preghiera.
Con la
Pasqua siamo chiamati, noi insegnanti cattolici, ad annunciare e a testimoniare
in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni circostanza la Risurrezione di Gesù
Crocifisso.
Cristo
Risorto viaggia con noi nella traversata della vita, ci esorta a non temere in
mezzo alla tempesta, ad avere fede in Lui, unico pane di vita, a ringraziarlo,
perché ci ha portato la salvezza. Egli è la nostra pace e ci abbandoniamo a Lui
che è sempre con noi anche in mezzo alle difficoltà personali, alla cattiveria,
agli errori delle persone, al dramma della guerra.
La consapevolezza di Gesù nel dare la vita per noi
Riflettiamo
brevemente con quali sentimenti Gesù ha affrontato la sua passione e morte, perché
noi potessimo risorgere con Lui a nuova vita.
Prima
di tutto con la sua autocoscienza di essere il Figlio di Dio e l’Inviato del
Padre, di essere Dio egli stesso: ma senza rinunciare ad essa ha svuotato per
così dire la sua divinità e si è immolato per tutti gli uomini. Con la sua
morte e con la sua risurrezione Gesù è consapevole di dare inizio alla sua
Chiesa, da lui preparata nella vita terrena con la chiamata degli apostoli e
dei primi discepoli; essa inizia il suo cammino raccogliendosi intorno a Maria.
Morendo sulla croce e risorgendo Gesù sa di manifestare il suo amore per tutti per
salvarli dal peccato, donando la vita eterna. Ognuno di noi può dire: “Il
figlio di Dio mi ha amato e dato se stesso per me” (Gal.2,20)
Rinnoviamo
l’amore per Dio
La
Pasqua è l’occasione per rinnovare il nostro amore per Gesù Cristo nelle
vicende della vita e della storia. Lo dico con le parole del nostro poeta
Dante, che ci indica quattro doni gratuiti di Dio per cui il cristiano è
stimolato ad amarlo con tutto il suo cuore.
In
primo luogo l’essere del mondo: esso esiste perché Dio lo ha voluto e lo ha
creato per noi; la contemplazione dell’universo in cui viviamo ci deve spingere
alla riconoscenza.
Poi
l’essere mio, ossia il mio stupore davanti al dono meraviglioso della mia vita,
al mistero della mia esistenza, come persona dotata di intelligenza, di volontà,
di sentimenti, di sensibilità fisica.
In
terzo luogo proprio la morte di Gesù sulla Croce, perché risorgendo ha donato a
noi a noi la sua vita immortale.
Infine
la speranza della nostra risurrezione finale, della comunione attuale ed eterna
con Dio e della risurrezione della nostra persona; la nostra vita presente è
valorizzata, già proiettata nella gloria futura.
Il
poeta Dante aggiunge poi un altro motivo personale: ha riflettuto a lungo ed è
giunto a questa “conoscenza viva” che solo Dio è il vero e sommo bene che può
riempire il cuore umano; si è liberato dagli idoli creati dalla passione umana
(il mar de l’amor torto) e si è incamminato sulla strada del vero amore.
«Tutti quei morsi (stimoli)
che posson far lo cor volgere a Dio,
a la mia caritate son concorsi:
ché l’essere del mondo e l’esser mio,
la morte ch’el (Gesù) sostenne perch’ io
viva,
e quel che spera ogne fedel com’ io,
con la predetta conoscenza viva,
tratto m’hanno del mar de l’amor torto,
e del diritto m’han posto a la riva.
(Par. XXVI, 55-63)
Ecco
pertanto il mio augurio!
La Santa Pasqua ci riempia di gioia e
di stupore per i doni gratuiti di Dio e ci stimoli ad amarlo con tutto il
cuore: l’essere del mondo, l’essere mio, la morte di Gesù perché io viva, la
speranza della nostra risurrezione e della beatitudine eterna, e la riflessione
viva e personale che Dio è il sommo bene che ci crea, ci redime e ci santifica
ci facciano uscire dal mare dell’amore distorto e ci pongano sulla riva del
diritto e giusto amore!
P. Giuseppe Oddone
Assistente nazionale AIMC
Consulente nazionale UCIIM
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