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mercoledì 1 aprile 2026

LAUDATO SI'

 


Si è tenuto lunedì 30 marzo il dialogo con Luca Doninelli su “Al cuore dell’impegno per la nostra casa comune: Dilexit Nos e Laudato Si’” in occasione dell’incontro mensile speciale degli Animatori Laudato Si’ aperto a tutti in collaborazione con Comunione e Liberazione.

 

 

 

Durante l’incontro Luca Doninelli, autore e scrittore, professore all'Università IULM di scrittura per l'arte, il teatro e il cinema, ha offerto degli spunti di riflessione sul legame tra Dilexit nos, ultima enciclica di Papa Francesco dedicata al Sacro Cuore di Gesù e l’enciclica Laudato Si. “Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode” (LS 12): ispirato da queste parole della Laudato Si’ e dalla grande enciclica del cuore sanguinante di Gesù,Doninelli, citando importanti poeti ed autori, ha declinato la riflessione su vari aspetti, incluso l’importanza della comunità e del sorreggersi insieme. Questo incontro si inserisce in un più ampio dialogo su Dilexit nos e Laudato Si’ promosso dal Movimento Laudato Si’ in Europa con realtà del mondo cattolico (quali congregazioni religiose, famiglie missionarie, università cattoliche e movimenti) che verrà raccolto in un kit online per parrocchie e comunità di fede.

Grazie per l'ascolto di tutti e per le risonanze dei partecipanti nel Dialogo con Luca Doninelli che ringraziamo moltissimo. Grazie a Giuliano Visconti del Centro Internazionale di Comunione e Liberazione per aver facilitato l'incontro con Cecilia Dall’Oglio, Global Movement Advisor e Responsabile Programmi Italia del MLS.

Grazie Animatori per tutto il vostro Amore!

Grazie a Cecilia Cinti e Lucia Ghiglione del Circolo Laudato Si’ di Ferrara Comacchio per la preghiera iniziale e per aver presentato le principali attività del Circolo, per lo spirito di servizio e collaborazione e grazie per aver recentemente celebrato con il MASCI l'inaugurazione del Bosco dell'Educazione con il carissimo Massimiliano Costa Presidente del Movimento nell’anno del lancio del progetto e tutti gli amici scout.

Grazie a Rossella Pandolfino, del Circolo Laudato Si’ Reggio Calabria, che ha presentato iniziativa dei Circoli Laudato Si’ della Calabria vista della Settimana Laudato Si’. Grazie perché dopo l'incontro nazionale ad Assisi avete continuato a custodire la "Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica, dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare", perché vi incontrate tra i Circoli della Calabria per disegnare insieme il cammino, come per la Settimana Laudato Si', con sempre nuovi compagni di strada come il carissimo Enzo Petrolino (Presidente Comunità del diaconato in Italia).

Grazie a Dio per il dono sempre nuovo della Vita in questo Movimento, grazie per averci creato così diversi e per unirci insieme!!!

Se non hai potuto partecipare all’incontro di lunedì 30 marzo, o se vuoi rivederlo, clicca qui per vedere subito la registrazione.

 

In cammino verso Tempo del Creato 2026

👉Inizia a preparare un’attività per il Tempo del Creato con la tua comunità!Visita il sito tempodelcreato.org!Sono stati appena pubblicati:

  • Video con leader religiosi ecumenici da tutto il mondo che invitano a unirsi al Tempo del Creato. Il video si apre con l’invito da Gerusalemme del Card. Pierbattista Pizzaballa (link).
  • Presentazione teologica approfondita del tema e del simbolo 2026 (link)

Advocacy

👉Scarica dal sito del Movimento Laudato Si’ (link) il “Manifesto delle Chiese del Sud del Mondo per la nostra Casa Comune. Verso la pace con il creato: un appello urgente per una transizione giusta oltre i combustibili fossili” e la nuova risorsa “Riflessione teologica cattolica sulla proposta di un’iniziativa per un Trattato sui Combustibili Fossili”.

In cammino verso la Settimana Laudato Si’ 2026

La Settimana Laudato Si’ sarà dal 17 al 24 maggio 2026 e il tema di quest’anno sarà “Dalla Speranza all’azione”

  • Organizza un evento per celebrare l’11° Anniversario della pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, magari rilanciando la “Chiamata alla responsabilità per la transizione ecologica: dai dibattiti ai dialoghi, dal dire al fare” lanciata dal Movimento Laudato Si’ lo scorso settembre ad Assisi.
  • Celebra la Settimana Laudato Si’ registrando il tuo Circolo, parrocchia, diocesi, congregazione religiosa, famiglia o semplicemente come individuo alla Piattaforma di Iniziative Laudato Si’

Formazione Animatori Laudato Si’ 2026

Le iscrizioni stanno per scadere!!

 

 

Clicca qui per vedere il programma di quest'anno per fare la differenza insieme!

Sono previste le proiezioni comunitarie a Roma, Milano, Cesena e Tricase, seguici sui social e sul canale whatsapp per vedere le ultime novità!

Se stai pensando di organizzare una proiezione nel tuo territorio faccelo sapere compilando questo modulo!

Aiutateci nella promozione! Potete condividere:

Canale whatsapp 

Iscriviti al canale whatsapp per ricevere tutti gli aggiornamenti e le comunicazioni ufficiali: ricordati di attivare le notifiche dopo la tua iscrizione per non perdere nessun aggiornamento!

 

 

Avvisi:

  • Sabato 9 Maggio si terrà a Roma, presso la sede della Pontificia Università Antonianum (Via Merulana, 124), il 22° Seminario Nazionale sulla Custodia del Creato organizzato da i due Uffici Nazionali della CEI (problemi sociali e il lavoro) (ecumenismo e dialogo interreligioso). Il tema scelto è: “Aree interne: percorsi di speranza. Comunità nel segno dell’ecologia integrale”. Iscrizioni sul sito CEI specificando di essere Animatori Laudato Si’ o Organizzazione Membro del Movimento Laudato Si’
  • Sono aperte le iscrizioni per il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale “Sfide e opportunità per rispondere alla crisi della sostenibilità” organizzato dalla Pontificia Università Gregoriana e Pontificia Università Lateranense in collaborazione con varie realtà e associazioni tra cui il Movimento Laudato Si’. Il Corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale può essere un’ottima opportunità di formazione avanzata per gli Animatori Laudato Si’. Consulta il programma provvisorio per maggiori informazioni a questo link.
  • Puoi consultare la fotografia aggiornata del Movimento Laudato Si’ in Italia a questo link.

Inoltre:

  • Puoi scaricare il libretto di preghiere del Movimento Laudato Si’ a questo link

 

giovedì 21 settembre 2023

L'ARTE DELL'ESPLORARE

«Esplorare 

significa 

pensare l'avvenire»

 Intervista. Bertrand Piccard 

 

- di Daniele Zappalà

 «La speranza in un mondo migliore si costruisce mostrando le soluzioni che esistono già. Questo significa essere realisti, ritrovando il gusto dell’azione e vincendo le paure ecologiche». In modo inedito, uno dei protagonisti dell’autunno culturale francese sarà un esploratore, lo psichiatra svizzero Bertrand Piccard, il primo uomo ad aver realizzato il giro del mondo senza scalo su un pallone, nel 1999, poi il primo su un aereo a propulsione solare, Solar Impulse, nel 2016. La Cité des Sciences inaugura la mostra “Ville de demain, une exploration en 1000+ solutions” (Le città domani, un’esplorazione in 1000 soluzioni e più, fino al 7 gennaio), curata dalla Fondazione Solar Impulse dello stesso Piccard. Erede di una celeberrima dinastia di scienziati-esploratori, «Campione del pianeta» dell’Onu, lo psichiatra si è lanciato da anni in un’inedita “impresa dei mille”, selezionando con la propria fondazione le 1000 soluzioni scientifiche e tecnologiche che permetteranno all’umanità di vincere la sfida ecologica.

 Un concetto chiave della mostra è la crescita qualitativa. Cosa significa?

 «Consiste nel cambiare narrazione su quanto stiamo vivendo. Finora, ha dominato la visione di un’ecologia costosa e che richiede sacrifici, ma non convince i leader politici ed economici. Per questo, cerco di mostrar loro che la transizione ecologica ha vantaggi non solo per l’ambiente, ma pure per lo sviluppo economico. Parlo di crescita qualitativa per opporla a quella quantitativa. Oggi, si alimenta l’economia con le quantità prodotte, il che genera spreco, inquinamento, cambiamento climatico. Ma si può fare diversamente con le nuove soluzioni efficienti che esistono, modernizzando infrastrutture, sistema energetico, costruzione edile, processi industriali».

 Le imprese potranno divenire protagoniste di questo cambiamento?

 «Possiedono la capacità per farlo. Per alcune, è una vocazione. Per altre, un po’ un obbligo. Ma tendenzialmente, sono spesso le imprese a proporre soluzioni utilizzabili, come evidenzia la mostra».

 Nel titolo, c’è la parola “esplorazione”. Sta cominciando una nuova era di esplorazioni?

 «Lo spero ed è ciò per cui mi batto. L’esplorazione non significa solo scoprire nuovi territori. Ma è pure un atteggiamento dello spirito umano con cui ci interessiamo a ciò che non conosciamo. Per andare più in là, far meglio o diversamente. Oggi, nell’ecologia, occorre evolvere, federare, entusiasmare, mostrare le soluzioni esistenti. Superare la paura, lo scoraggiamento, la disperazione. Mostrare quanto abbiamo per avanzare: soluzioni, imprese etiche, scopritori e idee. I giovani devono scoprire i mestieri d’avvenire nella transizione ecologica ed energetica, oggi a corto di manodopera».

 Con il giro del mondo su un aereo solare, ha voluto suggerire pure che l’energia resta un orizzonte da esplorare?

 «Sì, perché cominciamo appena a comprendere il ventaglio di fonti alternative. Certo, si parla del sole e del vento. Ma ve ne sono molte altre, come l’idroelettricità fluviale per i piccoli villaggi. O la geotermia. Il 99% del globo terrestre supera i 1.000 gradi. Perché non usiamo questo calore? Sono orizzonti appassionanti, ma la tecnica non basta. Si deve coinvolgere anche la politica per far evolvere le leggi».

 C’è da stimolare pure un gusto nuovo dell’avvenire?

 «Sì. Ciò che distrugge il mondo sono le abitudini, le certezze, l’agire senza porsi buone domande. Ma oggi, le soluzioni alternative esistono. Per utilizzarle, il mondo politico deve impegnarsi. La transizione ecologica rappresenta un vantaggio per tutti, anche per finanza e industria. Non voglio promuovere il capitalismo, ma parlare ai capitalisti in una lingua che comprendono».

C’è un’inerzia da superare?

«Nei secoli, c’è sempre stato chi pensava che non si potesse fare diversamente. Chi considerava impossibile volare su un aereo, comunicare via telefono, dotare tutti di computer. Da sempre, tantissimi diffondono idee false sul futuro. Ma oggi, possiamo tornare a uno spirito pionieristico, quello dell’esplorazione, al servizio dell’ecologia, mostrando che si può fare molto meglio. Oggi, inquiniamo perché impieghiamo un modello superato. Sprechiamo tre quarti dell’energia prodotta, la metà del cibo, o il 95% dei rifiuti senza comprendere che sono risorse. Ciò rovina l’ambiente e costa carissimo. In realtà, possiamo fare molto meglio con molte meno risorse. Ma dobbiamo saper parlare ai grandi in modo nuovo. A Stati Uniti, India, Cina, Brasile».

 Molti giovani soffrono di ecoansia, spaventati dal futuro. Cosa vuol dire loro?

 «Questo: quando sfilate in strada, non scandite “problemi, problemi, problemi”, ma “soluzioni, soluzioni, soluzioni”. La vostra generazione deve spandere la voglia di usare nuove soluzioni già disponibili. L’ecoansia nasce da un senso d’impotenza. Ai giovani, abbiamo fatto credere che non si può far nulla. Invece, è il momento per fare una montagna di cose, anche scegliendo mestieri davvero d’avvenire».

 Lei ha scritto che, come esploratore, si è ispirato ai suoi sogni di bambino…

 «I bambini non si appesantiscono con abitudini e certezze. Sanno sognare. Ma quando crescono, troppo spesso, i sogni svaniscono. Occorre ritrovare la forza dei sogni. Se ho fatto il giro del mondo in pallone e con un aereo solare, o se ho creato la mia fondazione, è per lasciare spazio ai sogni. Oggi, un sogno alla portata dell’umanità è una transizione ecologica rapida ed efficace per preservare l’abitabilità del pianeta».

 Un cambiamento epocale si radica pure nella spiritualità?

 «Sì. Ma penso che non sia sempre comprensibile per tutti. Trovo che la Laudato si’ di papa Francesco sia un magnifico invito al rispetto dell’ambiente, alla compassione, all’empatia e alla solidarietà. Ma probabilmente non raggiunge tutti. Molti restano nell’egoismo, nell’individualismo, nel profitto a breve scadenza. Queste persone hanno bisogno pure di un’altra visione dell’ecologia. Un’ecologia che genera profitti, opportunità, occupazione».

 www.avvenire.it

 

sabato 19 marzo 2022

ARRIVA LA PRIMAVERA !


Laudato si’:

 una guida alla lettura

Arriva la primavera 2022. Nel darle il benvenuto, desideriamo riproporre la guida alla lettura della già famosa enciclica di Papa Francesco.
La primavera che ritorna a rifiorire la terra, (nonostante i gravi problemi di conflitti, pandemie, crisi ambientale ed economico-sociale che ci opprimono), simo invitati a ritrovare speranza, una speranza non statica, ma che suscita in ciascuno e in ogni comunità, un intelligente, competente, etico e generoso impegno per costruire un futuro migliore. Il futuro, infatti, dipende da noi. 

Il Creatore ci ha dato e ci dona sapienza, saggezza, coraggio e competenza per fare del nostro meglio. Gratitudine, lungimiranza, interazione, coraggio sono punti forti del nostro cammino.  Allora, diamoci da fare!  gp

Un'Enciclica sull'ambiente e, ancora più in profondità, sul senso dell'esistenza e sui valori alla base della vita sociale. Si può definire così, in estrema sintesi, la seconda, attesissima Enciclica di papa Francesco, Laudato si'. Il documento prende il nome dalla nota invocazione di san Francesco d'Assisi, che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, «è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» (1).

Questa terra, maltrattata e saccheggiata, oggi si lamenta; con essa, tanti dei suoi abitanti. Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti e ciascuno a una «conversione ecologica», secondo l’espressione di san Giovanni Paolo II, cioè a «cambiare rotta», assumendo la bellezza e la responsabilità di un impegno per la «cura della casa comune».

Nel testo ci sono denunce molto dure, contro gli egoismi e la miopia alla base di una certa concezione dello sviluppo e contro i danni che ne derivano per l'essere umano e per l'ambiente, ma lo sguardo del Pontefice sembra illuminato anzitutto dalla speranza. «L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune» (13); «l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente» (58); «non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi». (205).

Un altro tratto distintivo dell'Enciclica è certamente la costante attenzione a entrare in dialogo con tutti, non solo con i fedeli cattolici. Il dialogo percorre tutto il testo, e nel capitolo 5 diventa lo strumento per affrontare e risolvere i problemi. Tanto che, in non pochi passaggi, il Papa assume esplicitamente il contributo sui temi ambientali offerto da cristiani non cattolici (in particolare il Patriarca ecumenico Bartolomeo I), da altre religioni e da scienziati, filosofi e associazioni che hanno «arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni» (7).

L’itinerario dell’Enciclica è tracciato nel n. 15 e si snoda in sei capitoli, di cui di seguito offriamo una sintesi. A dare unitarietà al tutto sono alcuni assi tematici che percorrono il documento papale, affrontati da una varietà di prospettive diverse: «l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita» (16).

Capitolo primo – Quello che sta accadendo alla nostra casa

Il punto di partenza è un ascolto della situazione a partire dalle migliori acquisizioni scientifiche in materia ambientale oggi disponibili. Esse ci consentono di ascoltare il grido della creazione e di «trasformare in sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare» (19).

Così, il primo capitolo insiste su alcuni aspetti della crisi ecologica maggiormente urgenti e preoccupanti: i mutamenti climatici, definiti «una delle principali sfide attuali per l'umanità», il cui impatto ricade sui più poveri; la questione dell'acqua, «un diritto umano essenziale (...), condizione per l'esercizio degli altri diritti umani» (30); la tutela della biodiversità, necessaria quando l'intervento umano si pone a servizio della finanza e del consumismo e «fa sì che la terra in cui viviamo diventi meno ricca e bella, sempre più limitata e grigia» (34); il debito ecologico, un problema reale che chiama in causa la responsabilità del Nord del mondo nei confronti del Sud.

Nel complesso, di fronte ai drammi connessi a queste problematiche, papa Francesco si mostra profondamente colpito dalla «debolezza delle reazioni»: nonostante non manchino esempi positivi (58), egli segnala «un certo intorpidimento e una spensierata irresponsabilità» (59). Mancano una cultura adeguata (53) e la disponibilità a cambiare stili di vita, produzione e consumo (59).

Capitolo secondo – Il Vangelo della creazione

Le problematiche presentate nel capitolo precedente vengono qui rilette alla luce delle Sacre Scritture, con un rilievo particolare dato al racconto della creazione. Esso suggerisce «che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Secondo la Bibbia, queste tre relazioni vitali sono rotte, non solo fuori, ma anche dentro di noi. Questa rottura è il peccato» (66).

Chiarito che l'essere umano non è e non può ritenersi padrone dell'universo, il Papa spiega che questo «non significa equiparare tutti gli esseri viventi e toglier[gli] quel valore peculiare» che lo caratterizza; e «nemmeno comporta una divinizzazione della terra, che ci priverebbe della chiamata a collaborare con essa e a proteggere la sua fragilità» (90).

Conclude il capitolo il cuore della rivelazione cristiana: «Gesù terreno» con la «sua relazione tanto concreta e amorevole con il mondo» è «risorto e glorioso, presente in tutto il creato con la sua signoria universale» (100).

Capitolo terzo – La radice umana della crisi ecologica

Dopo una panoramica dei «sintomi» della situazione attuale, e dopo un inquadramento del problema a livello biblico-teologico, l'Enciclica affronta le cause profonde della crisi ecologica, in dialogo con la filosofia e le scienze umane.

Questo capitolo si apre con alcune riflessioni su apporto, limiti e rischi della tecnologia. Essa, dice Francesco, dà «a coloro che detengono la conoscenza e soprattutto il potere economico per sfruttarla un dominio impressionante sull’insieme del genere umano e del mondo intero» (104). E sono proprio le logiche di dominio tecnocratico che portano a distruggere la natura e a sfruttare le persone e le popolazioni più deboli.

Alla radice si diagnostica nell’epoca moderna un eccesso di antropocentrismo (116): nel proprio rapporto con l'ambiente e con i suoi simili, l’essere umano assume una posizione autoreferenziale, centrata esclusivamente su di sé e sul proprio potere. Ne deriva una logica «usa e getta» che giustifica ogni tipo di scarto, ambientale o umano che sia, che tratta l'altro e la natura come semplice oggetto e conduce a innumerevoli forme di dominio.

Con queste premesse l’Enciclica affronta due problemi cruciali per il mondo di oggi: il lavoro (124-129) e i limiti del progresso scientifico, con chiaro riferimento agli OGM (132-136), su cui Francesco invoca un dibattito responsabile e ampio.

Capitolo quarto – Un’ecologia integrale

Arriviamo qui al cuore della Laudato si': l’ecologia integrale come nuovo paradigma di giustizia; un’ecologia «che integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda» (15). È questa una prospettiva che mette in gioco anche una ecologia delle istituzioni: «Se tutto è in relazione, anche lo stato di salute delle istituzioni di una società comporta conseguenze per l’ambiente e per la qualità della vita umana: “Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica provoca danni ambientali”» (142).C’è un legame tra questioni ambientali e questioni sociali e umane che non può mai essere spezzato, e il Papa lo fa capire con numerosi esempi. A sua volta, l'ecologia integrale «è inseparabile dalla nozione di bene comune» (156), da intendersi in maniera concreta, da concretizzare nella vita quotidiana in scelte solidali guidate da «una opzione preferenziale per i più poveri» (158) e dal desiderio di lasciare un mondo sostenibile alle prossime generazioni.

Capitolo quinto – Alcune linee di orientamento e di azione

Che cosa posso fare io? E che cosa chiedere alle istituzioni internazionali? Le analisi e le denunce, infatti, non bastano: ci vogliono proposte «di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale» (15). La Chiesa, chiarisce Francesco, non pretende di definire le questioni scientifiche, né di sostituirsi alla politica, ma [io] invito ad un dibattito onesto e trasparente, perché le necessità particolari o le ideologie non ledano il bene comune» (188).

E proprio nel nome di questo bene comune, auspicando un accordo sui regimi di governance e sulla protezione dell'ambiente, il Papa non esita a formulare un giudizio severo sui Vertici mondiali sull’ambiente degli ultimi anni: «Non hanno risposto alle aspettative perché, per mancanza di decisione politica, non hanno raggiunto accordi ambientali globali realmente significativi ed efficaci» (166). Aggiungendo: «L’ambiente è uno di quei beni che i meccanismi del mercato non sono in grado di difendere o di promuovere adeguatamente» (190).

Capitolo sesto – Educazione e spiritualità ecologica

Nel capitolo finale l'Enciclica va al cuore della conversione ecologica, invitando a cambiamenti radicali negli stili di vita - individuali, familiari, collettivi -, nei percorsi educativi, nelle dinamiche massmediatiche.

«Un’ecologia integrale è fatta anche di semplici gesti quotidiani nei quali spezziamo la logica della violenza, dello sfruttamento, dell’egoismo» (230). Tutto ciò sarà più semplice ponendosi in un atteggiamento di sobrietà e a partire da uno sguardo contemplativo che viene dalla fede: «Per il credente, il mondo non si contempla dal di fuori ma dal di dentro, riconoscendo i legami con i quali il Padre ci ha unito a tutti gli esseri» (220).

I santi ci accompagnano in questo cammino. San Francesco, più volte citato, è «l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia» (10), modello di come «sono inseparabili la preoccupazione per la natura, la giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore. Ma l’enciclica ricorda anche san Benedetto, santa Teresa di Lisieux e il beato Charles de Foucauld.

L'Enciclica termina con due preghiere, una offerta alla condivisione con tutti coloro che credono in «un Dio creatore onnipotente» (246), e l’altra proposta a coloro che professano la fede in Gesù Cristo, ritmata dal ritornello «Laudato si’».

 Aggiornamenti Sociali

SPECIALE ENCICLICA




giovedì 10 giugno 2021

NECESSARIA UNA TRANSIZIONE ECOLOGICA


 Cei, avviare una transizione ecologica 

che modifichi gli stili di vita

Per la prossima Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, la richiesta dei vescovi italiani è che si avvii un processo che salvaguardi la terra e i poveri. L’invito è adottare un modello di sviluppo incentrato sulla fraternità tra i popoli

-        -di Francesca Sabatinelli – CV

“Occorre contrastare, presto ed efficacemente, quel degrado socio-ambientale che si intreccia con i drammatici fenomeni pandemici di questi anni”. È forte e urgente l’indicazione che arriva dai vescovi italiani, contenuta nel messaggio per la 16ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, che si svolgerà il 1° settembre prossimo, a poche settimane dalla 49ma settimana sociale dei cattolici italiani, a Taranto, dal 21 al 24 ottobre 2021 dal tema: “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro e futuro. #tuttoèconnesso”. 

Necessaria una trasformazione dello stile di vita

In un’epoca “piena di contraddizioni e di opportunità”, scrivono i presuli, “la strada che conduce a Taranto richiede a tutti un supplemento di coinvolgimento perché sia un percorso di Chiesa che intende camminare insieme e con stile sinodale”. I vescovi citano l’Instrumentum laboris dell’appuntamento di ottobre: 65 pagine e sette capitoli che toccano diversi argomenti di stretta attualità: “Il cambiamento climatico continua ad avanzare con danni che sono sempre più grandi e insostenibili”. Il tempo, è l’avvertimento, è poco, si rende necessaria “una vera transizione ecologica che arrivi a modificare alcuni presupposti di fondo del nostro modello di sviluppo”. Una transizione, si spiega, “che trasformi in profondità la nostra forma di vita, per realizzare a molti livelli quella conversione ecologica cui invita il VI capitolo dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco”.

Il grido della terra e dei popoli ci interpella

La sollecitazione dei vescovi è a riprendere il cammino cercando un diverso modo di essere, “animato da amore per la terra e per le creature che la abitano”, segnato dal discernimento, da importanti decisioni e, soprattutto, dalla fiducia nell’avvenire. “Nella transizione ecologica – si legge – si deve abbandonare un modello di sviluppo consumistico che accresce le ingiustizie e le disuguaglianze, per adottarne uno incentrato sulla fraternità tra i popoli. Il grido della terra e il grido dei poveri ci interpellano”. I vescovi si impegnano ad “accompagnare e incoraggiare” i cambiamenti necessari, ma perché sia giusta, la transizione ecologica deve essere anche “ecumenica e interreligiosa”, con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali in un unico progetto comune, per evitare il fallimento che ne conseguirebbe curando solo l’interesse individuale o di gruppo. Allo stesso tempo, tale transizione giusta, non deve penalizzare, soprattutto sul piano del lavoro, “i soggetti che rischiano di subire più direttamente il cambiamento”.

La Laudato sì, bussola al servizio della società

La transizione ecologica, in definitiva, “presuppone un nuovo patto sociale, anche in Italia”. Per realizzare il cambiamento in stile sinodale, serve dunque un discernimento attento e aperto al futuro. Il percorso che si sta avviando verso la Settimana sociale di Taranto, concludono i vescovi, “sia accolto da tutta la Chiesa che è in Italia, perché si rafforzi il suo impegno educativo a far diventare la Laudato si’ la bussola di un servizio alla società e al Paese”.

Vatican News

MESSAGGIO DELLA CEI



sabato 27 marzo 2021

LA VIA CRUCIS "LAUDATO SI' "


In preparazione alla Pasqua,

 la Via Crucis Laudato si’

Rileggere la devozione quaresimale della Via Crucis alla luce dell’enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune. Un’iniziativa nata dalla collaborazione, la condivisione e la consapevolezza personale: un percorso che include esperienze e riflessioni generate dalla necessità di pregare durante il lockdown per la pandemia. Un lavoro a più mani del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima e di Cube Radio, l’emittente radiofonica ufficiale dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona

-Asia Galvani* - Venezia


Il periodo di lockdown ha provocato in molti una sensazione di solitudine, di abbandono e di allontanamento dal gruppo di riferimento. La presenza dell’altro è stata troppo spesso mediata da uno schermo. Proprio durante i mesi più duri del 2020 è nata così, dalla base del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (Gccm), l’idea di elaborare una Via Crucis che potesse collegare le quattordici stazioni della pratica liturgica con l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. L’intuizione centrale era ripercorrere il cammino di Cristo verso la sua morte in Croce e poi la Risurrezione per restituire uno spiraglio di speranza nel futuro. È nata così la “Via Crucis Laudato si’”.

La Via Crucis alla luce della Laudato si’

Il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima ha riletto la pratica liturgica della Via Crucis alla luce della Laudato si’ già durante la Quaresima 2020. L’opera è nata spontaneamente dal basso, dal bisogno collettivo di pregare e di affidarsi al Signore per avere la speranza di superare la situazione critica che il virus ha creato a livello planetario già dal marzo dello scorso anno. “C'è stato grande coinvolgimento sia a livello di scrittura delle meditazioni sia di fruizione - testimonia Antonio Caschetto, coordinatore dei Circoli Laudato si’ in Italia - e il frutto di questo impegno è stato il gran numero di persone che hanno partecipato in diretta, attraverso la rete, alla pratica liturgica della Via Crucis. È l'inizio di un cammino comune che tutt'oggi prosegue, un cammino nato sul solco di quello di Cristo, che con la Croce sulle spalle ci ha donato la salvezza”.

Le meditazioni della Via Crucis ispirate alla Laudato si’ hanno preso forma grazie alla collaborazione tra numerosi team. Fondamentale è stata la sinergia tra il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima italiano e quello africano, supportata dal gruppo che cura la comunicazione per il Movimento e da molti animatori e rappresentanti dei vari circoli italiani.

Le meditazioni legate alle singole stazioni sono state collegate con i temi della Laudato si’ e con il vissuto del momento particolare della pandemia che ha portato a riflettere sulla fragilità e sulle sofferenze dell’intero pianeta. Le lacrime asciugate dalla Veronica, ad esempio, sono state accostate a quelle del popolo siriano, alle lacrime dei poveri. La morte di Cristo in Croce ha portato a riflettere anche sulle tante morti provocate dal coronavirus che ha messo in ginocchio il mondo.

Antonio Caschetto lavora da Assisi alla formazione di Animatori Laudato si’ e, oltre ad essere Coordinatore dei programmi italiani del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, fa parte di un team internazionale di “Eco spiritualità”. Grazie all’esperienza maturata in questo ambito ha potuto contribuire a coordinare la stesura delle meditazioni della Via Crucis. Lo scopo dell’iniziativa si armonizza bene con uno degli inviti principali del Papa nella Laudato si’: «prendere dolorosa coscienza, osare trasformare in sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare» (19). Dunque proprio la scelta di “trasformare in dolorosa coscienza anche il nostro peccato nei confronti del Pianeta - testimonia Caschetto - ci spinge maggiormente ad ascoltare il grido della terra e dei poveri”.

La relazione uomo-creato durante la pandemia

La lettura della Laudato si’ nel tempo della pandemia ha restituito prospettive inedite che rivelano ancora una volta l’attualità e l’emergenza dei temi proposti dall'enciclica. La stigmatizzazione, nella Via Crucis curata dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, di pratiche economiche e sociali inique e il richiamare l’attenzione verso i poveri e le diverse fragilità che caratterizzano l’essere umano sono tutti aspetti che possono aiutare a riattivare la consapevolezza, nella speranza che si possa comprendere quanto anche un piccolo gesto  individuale può portare ad un cambiamento a livello planetario.

La meditazione dell’ultima stazione si focalizza, in particolare, sulla relazione dell’uomo con il creato, percezione che è mutata in maniera significativa a seguito del periodo di confinamento tra le mura domestiche. Dalla sofferenza emerge pure un chiaro segnale di speranza: “Questa epidemia è un vero e proprio macigno. Ne dobbiamo prendere atto e allo stesso tempo - si legge nella meditazione - dobbiamo trarre forza da questo momento di difficoltà, affinché anche per noi questo epilogo sia in realtà un nuovo inizio”. L’anno difficile appena trascorso da tutti può trasformarsi in un prezioso insegnamento anche a livello di consapevolezza ambientale, una sfida che può fare evolvere e maturare il genere umano anche rispetto alla cura della casa comune. È necessario tornare a guardare la natura come un’alleata e non come una minaccia, per questo l'itinerario liturgico a seguito della Croce di Cristo curato dal Movimento Cattolico Mondiale per il Clima propone un cammino di riconciliazione con se stessi e con quanto ci circonda, uomini e ambiente.

I crimini contro la natura

Le azioni umane che danneggiano il pianeta si rivelano, in molti casi, veri e propri crimini anche a livello giuridico. Lo sottolinea il professor Marco Monzani, giurista, criminologo e docente universitario, che commenta così la prima stazione della Via Crucis: “L’indifferenza di Pilato che segna il nostro tempo di fronte a crimini ed ingiustizie causati da una economia estrattivista, che sta danneggiando la nostra casa comune ed i nostri fratelli e sorelle, è il frutto del timore di andare contro corrente, di schierarsi tra gli ultimi e con gli ultimi, perché schierarsi costa molto. E così Pilato con il suo silenzio consegna l’innocente e lo consegna ad altri perché sia crocifisso”.

Il criminologo evidenzia, ad esempio, come l’appropriazione clandestina degli elementi naturali di cui vivono tribù indigene da parte di multinazionali sia un crimine gravissimo. Monzani nel saggio “Madre terra è stanca”, scritto a quattro mani con Emilio C. Viano e dedicato proprio al tema dei crimini contro il nostro pianeta, ha messo in evidenza come “le vittime di scelte ambientali volute o provocate dall'uomo sono ancora poco riconosciute come tali dall'opinione pubblica e dalle agenzie di controllo formale e quasi per nulla considerate dalle scelte politiche. La società, per come è organizzata oggi, non va a ricercare le vittime. Devono essere le vittime stesse a richiamare l'attenzione in merito ad un problema che la società non riesce ad affrontare da sola”.

Marco Monzani, che è anche presidente dell’Associazione Italiana di Criminologia (Aic) e componente del Board of Directors della International Society of Criminology (Isc), si augura che possa esserci presto un cambiamento, affinché siano rispettati e supportati i più deboli che hanno bisogno di essere difesi, non attaccati, “affinché madre terra possa divenire un luogo di tutti e per tutti anche in vista del bene di coloro che verranno dopo di noi”.

 Un giovane in ogni stazione

Cube Radio, emittente ufficiale dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona (Iusve), ha collaborato con il Movimento Cattolico Mondiale per il Clima nella creazione di una particolare Via Crucis digitale per la Quaresima 2021, aggiungendo alle meditazioni e ai testi delle quattordici stazioni una serie di grafiche adatte alla condivisione sui social network. “Con questo servizio ci auguriamo di aver offerto a tanti giovani - spiega il direttore dello Iusve, don Nicola Giacopini - un’opportunità in più per riflettere e pregare durante questa Quaresima, così segnata dalle restrizioni dell’emergenza sanitaria”.

Il legno della Croce e il germoglio verde

In ogni stazione è stato inserito un giovane in abiti contemporanei, segno della partecipazione in prima persona alla sofferenza di Cristo e della vicinanza ai più fragili. “Ogni volta che compare il legno della Croce - spiega Marica Padoan, coordinatrice del team grafico di Cube Radio - c’è anche un germoglio verde, segno di speranza nella Risurrezione, ma anche riferimento al Libro di Ezechiele e al Vangelo di Luca: «se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?»”. Il gruppo di lavoro legato all’emittente accademica dello Iusve ha sviluppato il progetto digitale in collaborazione con alcuni docenti che hanno supportato il team nella cura della coerenza grafica e di quella pastorale: Luca Chiavegato, Federico Gottardo e Carlo Meneghetti oltre al responsabile della comunicazione integrata, Michele Lunardi.

La Via Crucis è stata pubblicata sui social di Cube Radio e sul sito del Settore Ecologia e Creato del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale della Santa Sede.

*Cube Radio - Istituto Universitario Salesiano Venezia e Verona

 

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