IMPOSSIBILE.
Nei giorni scorsi alla Lumsa di Palermo si è svolta un’intensa giornata di studio e di confronto sul tema “Tecnologie, relazioni e senso dell’educare nella scuola contemporanea”.
E’ stata una
dinamica interazione tra docenti di varie università e scuole (dall’infanzia al
secondario superiore) e rappresentanti dell’AIMC nazionale e locali. Relazioni
e lavori di gruppo hanno caratterizzato la giornata.
Nel ringraziare gli organizzatori, i
relatori e i partecipanti, riportiamo la testimonianza del professore Italo
Fiorin relativa alla memoria di Alfredo Giunti e alla “scuola centro di ricerca”:
Alfredo Giunti per me è stato il
privilegio che raramente capita nella vita, incontrare insieme un Maestro e una
persona cara, e non avrei mai potuto pensare alla scuola, al suo senso, come
oggi lo intendo, se non lo avessi conosciuto.
Sento la responsabilità di far conoscere
il suo pensiero, ancora freschissimo, perché la Scuola Centro di Ricerca,
che lui aveva immaginato e proponeva, è la scuola di cui c'è bisogno oggi,
ancora più di ieri. Scriveva: "La conoscenza umana, tutta la conoscenza
umana, è nata da uno stupore iniziale (...) che prima ha incatenato
l'attenzione e poi ha messo in moto le energie intellettuali: dall'emozione
alla curiosità, dalla curiosità alla problematizzazione, all'indagine, al
raggruppamento e alla selezione dei risultati, infine alla scienza (...).
Sarebbe una scuola impossibile quella che
seguisse questo procedimento, che si servisse, cioè, dello stupore degli
alunni, per avviarli a pensare?"
È una domanda che dobbiamo far risuonare dentro di
noi".
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