E
PROSPETTIVE
Come
ogni anno la presentazione dei Risultati INVALSI 2026 offre l’opportunità di
tracciare un bilancio del nostro sistema scolastico ed è certamente un momento
di grande importanza per orientare le scelte future. Il quadro generale che
emerge è sostanzialmente positivo e delinea una Scuola aperta all’innovazione,
capace di raccogliere le sfide della contemporaneità. Il
Presidente Roberto Ricci ne traccia un’analisi che pone interessanti
riflessioni, sia per il presente sia in una visione di lungo periodo.
Tra le
notizie più significative che emergono dagli esiti della Rilevazione del 2026
spicca l’ulteriore calo della dispersione scolastica, che diminuisce
ancora rispetto al 2025. È questo un successo collettivo frutto dell’impegno di
insegnanti e scuole, che ha permesso a un numero importante di ragazzi e
ragazze in più rispetto al passato di proseguire negli studi e di portarli a
compimento.
Riprende
un cammino positivo anche la dispersione implicita, e si riduce di quasi
un punto percentuale. Questo traguardo molto rilevante impone però una
riflessione cruciale sugli esiti di apprendimento. Trattenere un numero
maggiore di studenti e studentesse significa infatti accogliere e mettere in
condizione di permanere a Scuola chi ha maggiori difficoltà e in passato
avrebbe abbandonato il percorso di studi.
Analizzando
i diversi cicli, la Scuola secondaria di secondo grado mostra lievi
miglioramenti e quella di Primo grado appare sostanzialmente stabile.
Emerge,
tuttavia, un campanello d’allarme per la Scuola primaria, i cui esiti non
crescono. I cali che i numeri mettono in evidenza non sono rilevanti ma, come
sottolinea Ricci, il mancato aumento degli esiti deve chiamarci a
riflettere, a trovare le soluzioni metodologiche, didattiche, pedagogiche,
operative più adeguate.
Queste
misure, tuttavia, devono essere individuate funzionalmente al raggiungimento
degli obiettivi di apprendimento […] se noi non teniamo sufficientemente forte
il legame tra l’ambiente di apprendimento – che deve essere più positivo
possibile – e gli esiti di quell’apprendimento, rischiamo di perdere di vista
una delle missioni principali della scuola e forse la leva più importante per
garantire equità al sistema, ossia buoni apprendimenti per tutti e per
ciascuno.
Sul
versante delle discipline, l’Inglese conferma una tendenza positiva pluriennale
sia nella Lettura sia nell’Ascolto. È un andamento che si registra in tutti
territori e in tutti i gradi scolastici, con incrementi di oltre 10 punti
percentuali medi rispetto alle rilevazioni d’esordio per questa materia.
La vera
novità dell’anno è stata però l’estensione della rilevazione delle competenze
digitali a tutta la popolazione scolastica del Grado 10 – cioè del secondo
anno della Scuola secondaria di secondo grado – non più circoscritta alle
classi campione, come è avvenuto nel 2025. La somministrazione, benché su base
volontaria, ha registrato un’adesione elevata, con oltre il 90% delle scuole.
Gli
esiti mostrano competenze solide, in linea con i livelli intermedi europei, e
registrano una crescita significativa nel passaggio dal secondo al quinto anno
delle superiori.
Ciò
indica una scuola aperta all’innovazione e al confronto, anche con il concorso
di strumenti ed esperti esterni, per una verifica costruttiva della propria
azione formativa.
I dati a
disposizione confermano inoltre l’efficacia delle misure del PNRR orientate
alla personalizzazione della didattica per garantire a ogni allievo il
conseguimento di elevati livelli di apprendimento
Sebbene
emergano per la Scuola primaria motivi di attenzione, con luci e ombre che
certamente richiedono attenta riflessione
Abbiamo tutti ragione di essere grati alla nostra scuola e di supportarla […] nel compito di conseguire e garantire buoni ed elevati livelli di apprendimento.
INVALSI
Una
strada che i dati dicono intrapresa positivamente.
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