mercoledì 9 settembre 2026

STUDENTI E QUALITA' IN EUROPA

 RAPPORTO PISA

Scuola, Rapporto Pisa 2025: la preparazione degli studenti mai così giù nell'area Ocse

Scuola, Rapporto Pisa 2025: la preparazione degli studenti mai così giù nell'area Ocse

Rainews24

L'indagine Pisa 2025 ha rappresentato la più vasta valutazione mai

 realizzata, coinvolgendo 760.000 studenti in 91 paesi ed economie

Nei Paesi Ocse oltre 30 Paesi hanno partecipato all'Indagine Ocse Pisa, sono oltre 90 i Paesi partecipanti a livello internazionale tra il 2022 e il 2025. Rispetto al 2022 il rapporto evidenzia un calo rilevante degli esiti.

"Sono pochissimi i Paesi che a livello internazionale evidenziano dei miglioramenti, quasi tutti nell'Estremo Oriente - spiega il presidente di Invalsi Roberto Ricci -  e non sono tanti coloro che hanno mantenuto i loro risultati in tutti i tre gli ambiti. L'Italia è tra questi, si colloca in questo sparuto gruppo di Paesi. In generale, In Scienze e Matematica l'Italia è nella media Ocse, per lettura è sopra la media Ocse. L'indagine si focalizza in particolare sulle Scienze".

I Paesi si raggruppano in tre parti: quelli che hanno risultati superiori con media Ocse, in linea, e con esiti più bassi. I paesi che tra il 2025 e il 2022 sono migliorati, sono solo tre: Regno Unito, Turchia e Repubblica slovacca. C'è poi un folto gruppo di Paesi nella media Ocse e tra questi c'è l'Italia. Infine Slovenia, Spagna, Lettonia ed altri che hanno risultati significativamente più bassi rispetto al 2022.

Il nostro Paese si colloca tra quelli con un buon indicatore di equità, il paese non evidenzia differenze tra scuole particolarmente forti. "Nelle Scienze dobbiamo continuare a investire sui bravi su coloro che hanno risultati alti perchè sono in midura minore rispetto alla media Ocse: il 4% contro il 7%", ha proseguito Ricci. L'indagine mostra che nelle Scienze l'11% dell'esito di una prova dipende dal contesto socio economico ma "la nostra scuola mostra una capacità perequativa buona", conclude Ricci. 

L'indagine Pisa 2025 ha rappresentato la più vasta valutazione mai realizzata, coinvolgendo 760.000 studenti in 91 paesi ed economie.

“La preparazione degli studenti mai così giù nell'area Ocse”

"Il calo del livello di preparazione degli studenti trova conferma nei paesi dell'Ocse, dove i risultati medi risultano i più bassi mai registrati nell'ambito del Programma Ocse per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa) in matematica e lettura". Nell'area Ocse, precisa l'organismo internazionale con sede a Parigi, "ormai uno studente quindicenne su cinque presenta un livello insufficiente in scienze, matematica e lettura, contro il 16% del 2022".
 

Ocse: studenti a minimi storici, crollano lettura e matematica

Gli studenti dei Paesi valutati dal rapporto Pisa hanno registrato "il livello medio di rendimento più basso mai osservato", con un deterioramento particolarmente marcato nella lettura e nella matematica. 

"I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c'è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica", ha spiegato Eric Charbonnier, esperto di istruzione dell'Ocse. Secondo l'organizzazione, una variazione di 20 punti equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione.

Tra il 2015 e il 2025, nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti. In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati.

Ancora più marcato il deterioramento nella lettura: nell'ultimo decennio i risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi partecipanti. Una tendenza definita "particolarmente preoccupante" dall'organizzazione, perché la capacità di leggere e comprendere rappresenta la base di gran parte dell'apprendimento scolastico, dal risolvere un problema di algebra all'analizzare una fonte storica o interpretare un esperimento scientifico.

 Gli studenti italiani sono tra quelli più distratti dai dispositivi elettronici nel corso delle lezioni di scienze

Nel dettaglio, il 37% degli studenti italiani dichiara che i compagni sono spesso distratti dall'uso dei dispositivi digitali nella maggior parte o in tutte le lezioni di scienze: percentuale decisamente superiore alla media Ocse (28%), che colloca il nostro paese in 12esima posizione tra gli 83 paesi o economie classificate sul tema nel rapporto.

Peggio di noi figurano Uruguay, Argentina, Cile, Bulgaria, Polonia, Filippine, Australia, Nuova Zelanda, Paraguay, Costa Rica e Messico. I nostri studenti, inoltre, accusano un peggioramento delle prestazioni legato alle distrazioni tech più marcato rispetto alla media.

A livello Ocse, infatti, "gli studenti che riferiscono la presenza di distrazioni legate all'uso dei dispositivi digitali durante le lezioni di scienze conseguono un punteggio in scienze inferiore di 11 punti rispetto agli studenti che non riportano tali distrazioni, a parità di profilo socio-economico degli studenti e delle scuole», mentre in Italia questa differenza è pari a 13 punti. Questo avviene nonostante negli ultimi anni in Italia siano aumentati sensibilmente i divieti ai dispositivi elettronici a scuola.

Nel 2025 il 63% degli studenti italiani frequentava scuole in cui era in vigore tale divieto (contro una media Ocse del 49%), in aumento rispetto a quanto rilevato nell'indagine Pisa 2022 (46% contro una media Ocse del 34%).

 -Italia sopra media Ocse, il ministro Valditara: "Sistema solido"

La scuola italiana è in ripresa e scala diverse posizioni nell'ultimo rapporto Ocse Pisa. I dati evidenziano una situazione di solidità per il sistema di istruzione dell'Italia che supera significativamente per la prima volta la media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano rispetto ai dati del 2022. In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482. Di particolare importanza il risultato dell'Italia in lettura: gli studenti italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse.

"Si confermano i segnali positivi già emersi nella ultima rilevazione Invalsi", sottolinea il ministro, "la scuola italiana si è mostrata un sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud. Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle vecchi pregiudizi. Continueremo lungo la strada tracciata per potenziare le misure a supporto dei docenti e degli studenti", ha concluso Valditara. 

"Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale", commenta il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, "il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito".

"In matematica raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia", ha aggiunto Valditara, "il punteggio italiano è pari a 468 punti, a fronte di una media Ocse di 463". Anche la quota di studenti che ottiene almeno il livello di base è leggermente superiore a quella Ocse.

La rilevazione attesta pure la riduzione dei divari fra Nord e Sud del Paese.

 

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