RAPPORTO PISA
L'indagine Pisa 2025 ha rappresentato la più vasta valutazione mai
realizzata, coinvolgendo
760.000 studenti in 91 paesi ed economie
Nei Paesi Ocse oltre 30
Paesi hanno partecipato all'Indagine Ocse Pisa, sono oltre 90 i Paesi
partecipanti a livello internazionale tra il 2022 e il 2025. Rispetto
al 2022 il rapporto evidenzia un calo rilevante degli esiti.
"Sono pochissimi i
Paesi che a livello internazionale evidenziano dei miglioramenti, quasi tutti
nell'Estremo Oriente - spiega il presidente di Invalsi Roberto Ricci - e
non sono tanti coloro che hanno mantenuto i loro risultati in tutti i tre gli
ambiti. L'Italia è tra questi, si colloca in questo sparuto gruppo di
Paesi. In generale, In Scienze e Matematica l'Italia è nella media
Ocse, per lettura è sopra la media Ocse. L'indagine si focalizza in particolare
sulle Scienze".
I Paesi si raggruppano in
tre parti: quelli che hanno risultati superiori con media Ocse, in linea, e con
esiti più bassi. I paesi che tra il 2025 e il 2022 sono migliorati,
sono solo tre: Regno Unito, Turchia e Repubblica slovacca. C'è poi un
folto gruppo di Paesi nella media Ocse e tra questi c'è l'Italia. Infine
Slovenia, Spagna, Lettonia ed altri che hanno risultati significativamente più
bassi rispetto al 2022.
Il nostro Paese si
colloca tra quelli con un buon indicatore di equità, il paese non evidenzia
differenze tra scuole particolarmente forti. "Nelle Scienze dobbiamo
continuare a investire sui bravi su coloro che hanno risultati alti perchè sono
in midura minore rispetto alla media Ocse: il 4% contro il 7%", ha
proseguito Ricci. L'indagine mostra che nelle Scienze l'11% dell'esito di una
prova dipende dal contesto socio economico ma "la nostra scuola mostra una
capacità perequativa buona", conclude Ricci.
L'indagine Pisa 2025 ha
rappresentato la più vasta valutazione mai realizzata, coinvolgendo 760.000
studenti in 91 paesi ed economie.
“La preparazione degli
studenti mai così giù nell'area Ocse”
"Il calo del livello
di preparazione degli studenti trova conferma nei paesi dell'Ocse, dove i
risultati medi risultano i più bassi mai registrati nell'ambito del Programma
Ocse per la valutazione internazionale degli studenti (Pisa) in matematica e
lettura". Nell'area Ocse, precisa l'organismo internazionale con sede a
Parigi, "ormai uno studente quindicenne su cinque presenta un livello
insufficiente in scienze, matematica e lettura, contro il 16% del 2022".
Ocse: studenti a minimi storici, crollano lettura e matematica
Gli studenti dei Paesi
valutati dal rapporto Pisa hanno registrato "il livello medio di
rendimento più basso mai osservato", con un deterioramento particolarmente
marcato nella lettura e nella matematica.
"I risultati nelle
scienze rimangono approssimativamente stabili, ma c'è un calo di oltre 20 punti
nella lettura e nella matematica", ha spiegato Eric Charbonnier, esperto
di istruzione dell'Ocse. Secondo l'organizzazione, una variazione di 20 punti
equivale approssimativamente a un anno di scolarizzazione.
Tra il 2015 e il 2025,
nei Paesi Ocse i punteggi nelle scienze sono diminuiti in media di sette punti.
In matematica la flessione raggiunge invece i 22 punti, contro gli otto
registrati nel resto dei sistemi educativi esaminati.
Ancora più marcato il
deterioramento nella lettura: nell'ultimo decennio i
risultati sono scesi di 28 punti nei Paesi Ocse e di 16 negli altri Paesi
partecipanti. Una tendenza definita "particolarmente
preoccupante" dall'organizzazione, perché la capacità di leggere e
comprendere rappresenta la base di gran parte dell'apprendimento scolastico,
dal risolvere un problema di algebra all'analizzare una fonte storica o
interpretare un esperimento scientifico.
Gli studenti italiani sono tra quelli più distratti dai dispositivi elettronici nel corso delle lezioni di scienze
Nel dettaglio, il 37%
degli studenti italiani dichiara che i compagni sono spesso distratti dall'uso
dei dispositivi digitali nella maggior parte o in tutte le lezioni di scienze:
percentuale decisamente superiore alla media Ocse (28%), che colloca il nostro
paese in 12esima posizione tra gli 83 paesi o economie classificate sul tema
nel rapporto.
Peggio di noi figurano
Uruguay, Argentina, Cile, Bulgaria, Polonia, Filippine, Australia, Nuova
Zelanda, Paraguay, Costa Rica e Messico. I nostri studenti, inoltre, accusano
un peggioramento delle prestazioni legato alle distrazioni tech più marcato
rispetto alla media.
A livello Ocse, infatti,
"gli studenti che riferiscono la presenza di distrazioni legate all'uso
dei dispositivi digitali durante le lezioni di scienze conseguono un punteggio
in scienze inferiore di 11 punti rispetto agli studenti che non riportano tali
distrazioni, a parità di profilo socio-economico degli studenti e delle
scuole», mentre in Italia questa differenza è pari a 13 punti. Questo avviene
nonostante negli ultimi anni in Italia siano aumentati sensibilmente i divieti
ai dispositivi elettronici a scuola.
Nel 2025 il 63% degli
studenti italiani frequentava scuole in cui era in vigore tale divieto (contro
una media Ocse del 49%), in aumento rispetto a quanto rilevato nell'indagine
Pisa 2022 (46% contro una media Ocse del 34%).
-Italia sopra media Ocse, il ministro Valditara: "Sistema solido"
La scuola italiana è in
ripresa e scala diverse posizioni nell'ultimo rapporto Ocse Pisa. I
dati evidenziano una situazione di solidità per il sistema di
istruzione dell'Italia che supera significativamente per la prima volta la
media Ocse in comprensione dei testi scritti (lettura) e la supera
pure in matematica come anche in scienze, dove le competenze migliorano
rispetto ai dati del 2022. In scienze, ambito principale di Pisa 2025, gli
studenti italiani raggiungono 483 punti, con la media Ocse pari a 482. Di
particolare importanza il risultato dell'Italia in lettura: gli studenti
italiani raggiungono i 474 punti, rispetto ai 461 della media Ocse.
"Si confermano i
segnali positivi già emersi nella ultima rilevazione Invalsi", sottolinea
il ministro, "la scuola italiana si è mostrata un
sistema solido. In un contesto complesso, che ha visto arretrare in modo
preoccupante diversi Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare
sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud.
Diventiamo un riferimento internazionale importante, lasciandoci alle spalle
vecchi pregiudizi. Continueremo lungo la strada tracciata per potenziare le
misure a supporto dei docenti e degli studenti", ha concluso
Valditara.
"Per la prima volta
ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale",
commenta il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara,
"il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia,
sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti
internazionali in questo ambito".
"In matematica
raggiungiamo risultati migliori di Francia, Germania, Usa e Svezia", ha
aggiunto Valditara, "il punteggio italiano è pari a 468 punti, a fronte di
una media Ocse di 463". Anche la quota di studenti che ottiene almeno il
livello di base è leggermente superiore a quella Ocse.
La rilevazione attesta
pure la riduzione dei divari fra Nord e Sud del Paese.
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