Alla ricerca
di un’etica
dell’educazione
Non solo
l’individuo ha diritto al suo buon nome, ma anche le comunità godono di questo
diritto, per esempio gli ordini religiosi, le comunità ecclesiali, le nazioni e
ogni corpo organizzato di uomini. Persino i morti conservano il loro diritto
alla buona stima dei posteri, dato che ogni uomo desidera vivere nella grata
memoria dell’umanità.
Il giudizio
affrettato è un peccato grave se la materia è grave e se il giudizio viene
emesso con la piena coscienza dell’insufficienza delle prove.
Tuttavia, spesso
questa coscienza manca. Sospetti e dubbi, che non giungono ad essere giudizi
veri e propri, abitualmente, non sono peccati gravi.
Più che in molti
altri campi della vita morale, si può mancare nel campo dell’onore con cattivi
pensieri contro il proprio prossimo. Pensieri non caritatevoli sono peccati
frequenti, ai quali in genere si bada poco.
Si ha contumelia
quando una persona viene ingiustamente disonorata in sua presenza. Il disonore
priva un uomo di ciò che gli è dovuto, ed è questo un peccato di ingiustizia.
Una contumelia è un peccato grave.
La gravità del
peccato dipende dalla dignità della persona che viene disonorata e dal tipo di
parole, azioni o omissioni di cui ci si serve per esprimere la propria mancanza
di rispetto.
La riparazione di
un insulto deve essere pubblica o privata secondo che l’insulto stesso sia
stato pubblico o privato. La detrazione è la violazione ingiusta della buona
stima di un altro, facendo conoscere delle mancanze vere ma nascoste della
persona in questione.
La calunnia è
l’imputazione di difetti falsi di un altro, sapendo che essi sono falsi.
Il compito
educativo,
spetta primariamente alla famiglia, e richiede l’aiuto di tutta la società. Di
conseguenza la carità ci obbliga all’esempio di una vita buona. Nessun individuo,
poco importa il suo stato di vita, è esente da quest’obbligo,
sebbene certi
gruppi abbiano un obbligo particolarmente grave a causa del loro ufficio, come
ad esempio i preti i religiosi, i genitori, gli educatori, gli amministratori o
i pubblici ufficiali, la cui condotta può facilmente influenzare altri.
Il buon esempio non è costituito
innanzi tutto da atti individuali di natura esemplare, ma da tutto lo stile di
vita di una persona, stile di vita che si emana dalla convinzione dei valori
che professa.
Incoraggiamento
nelle difficoltà e simpatia nella sofferenza.
Parole di
incoraggiamento e di riconoscimento sono di grande importanza per i bambini,
per la gioventù, poiché non hanno ancora sufficiente capacità di valutare da
soli le proprie azioni.
Anche per gli
adulti, non di rado, l’incoraggiamento e l’approvazione costituiscono un grande
beneficio, specialmente nei momenti di depressione e di solitudine.
La correzione
fraterna
consiste nell’istruzione del prossimo circa un suo difetto in modo da allontanarlo da lui. L’intima
ragione per il dovere della correzione fraterna è la stessa per tutte le opere
di misericordia: il dovere di distogliere il prossimo dal pericolo, appena possibile,
e renderlo capace di servire il bene della comunità e di promuovere in modo
efficace la gloria di Dio (vedi: Ezechiele: La Sentinella). A volte la correzione
fraterna è richiesta anche dal diritto dovere di difendere i propri diritti o i
diritti degli altri e della comunità.
Oggetto della
correzione fraterna sono tutte le mancanze del nostro prossimo che causano
danno a lui o agli altri, in modo particolare i peccati veniali, ma anche le
imperfezioni e le mancanze di galateo.
Condizioni della
correzione fraterna.
Poiché la correzione fraterna sia obbligatoria o spesso anche semplicemente
opportuna , si devono rispettare le seguenti condizioni:
1. Il prossimo
deve avere un vero bisogno del nostro aiuto. Cioè deve essere incapace di
migliorarsi sufficientemente senza aiuto fraterno. E inoltre che non ci sia
nessuno più capace o almeno altrettanto capace che abbia voglia di aiutarlo.
2. Ci deve essere
una speranza ben fondata che la correzione consegua il suo effetto positivo. E’
per questo che non c’è abitualmente obbligo di correggere gli estranei.
3. La correzione
deve essere possibile senza sacrifici personali sproporzionati. Ma una certa
quantità di coraggio e di sforzo fa parte di quasi tutte le correzioni e deve
perciò essere accettata come parte integrante dell’obbligo.
Il giusto modo
della correzione.
La correzione fraterna deve avere il suo motivo in una preoccupazione sincera
per il bene del prossimo e nello zelo della gloria e per il regno di Dio.
1. Il modo della
correzione dovrebbe essere contraddistinto da modestia, prudenza e benevolenza.
Per quanto è possibile la correzione o l’ammonizione dovrebbe essere effettuata
in modo sereno e gentile.
Il retto ordine
della correzione.
Alla domanda su chi tra coloro che sono vicini ad una persona abbia l’obbligo
di esercitare per primo la correzione si deve rispondere che sono coloro che
sono più vicini a lei nell’ordine dell’amore.
Le azioni di una
persona devono essere vere. Esse devono essere in accordo con i principi cui si
ispira e con la fede che professa. La veridicità nella condotta significa che
una persona agisce e vive in conformità con i suoi pensieri e le sue parole.
La veracità nelle
parole richiede che, tutto quello che viene affermato attraverso la parola
esteriore, sia in armonia con i pensieri interni e con la coscienza della
persona.
La veracità nelle
parole è una richiesta della giustizia, del rispetto e dell’amore. La bugia
consiste in un’affermazione verbale che contraddice la convinzione interiore. La
bugia è peccato grave solo se è gravemente dannosa nei confronti del prossimo o
se causa un grande disonore nei confronti di Dio.
La semplice
promessa è un’offerta gratuita per la quale una persona, si obbliga a fare
qualcosa per colui nei confronti del quale essa viene fatta. Se la promessa
viene accettata, essa costituisce un obbligo di fedeltà. Ordinariamente
l’obbligo di adempire la promessa non è grave. Infatti, nelle promesse
unilaterali, abitualmente né colui che promette intende legarsi sotto forma
grave né l’attesa di colui al quale viene fatta la promessa è così grande da
dare origine ad un obbligo grave. Ma se colui che promette dovesse dare
un’assicurazione ferma in materia grave e colui che riceve la promessa
intraprendesse, proprio basandosi sulla promessa stessa, un’azione che gli
sarebbe danno, se la promessa non fosse adempiuta l’obbligo di questo sarebbe
grave.
Si distinguono tre
tipi di segreti: Il
segreto naturale, il segreto promesso, il segreto commesso. Il segreto naturale
è così detto perché il suo obbligo viene immediatamente dalla legge naturale.
Non occorre alcuna convenzione o accordo per far sì che esso obblighi. La
sollecitudine fraterna e la natura della comunione fra gli uomini richiedono il
segreto. Esso riguarda tutti quei fatti nascosti la cui rivelazione, per la
loro stessa natura, procurerebbe offesa o dispiacere ad una terza persona.
Un segreto
promesso è il segreto che si è promesso di mantenere, dopo aver ricevuto la
notizia della cosa, anche se a prescindere della promessa non ci sarebbe
l’obbligo del segreto. Se la promessa riguarda un segreto che è al tempo stesso
un segreto naturale., l’obbligo del segreto è duplice,
provenendo dalla
carità o dalla giustizia e dalla fedeltà alla promessa. Una promessa di segreto
in materie che sono inutili o illegittime non obbliga. Il segreto affidato o
commesso è quel segreto che riguarda una notizia che si ottiene solo a
condizione che la si conservi segreta. Ci si assicura del segreto ancora prima
di ricevere la notizia riguardante il segreto.
La grande
importanza del segreto, per il bene dell’individuo e per il bene della comunità,
c’impedisce di rivelare segreti salvo che non ci sia una ragione sufficiente
per farlo. Più il segreto è importante, più grave deve essere la ragione per
farlo.
L’obbligo di
mantenere un segreto cessa se l’interessato permette di rivelarlo; se la
materia ha cessato di essere segreta a motivo dello svelamento fatto da altri;
se una ragione sufficiente giustifica la sua rivelazione.
Una ragione
sufficiente per svelare un segreto naturale consiste nel fatto di poter così
evitare un inconveniente abbastanza grave a se stessi o ad una persona.
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