o una cattiva persona?
Le belle persone sono
quelle che prendi
ad esempio
poiché rendono
il mondo un posto migliore
ma non sono infallibili"
"Le belle persone
sbagliano, ma quando lo fanno, dentro di sé hanno un sensore speciale che
le avverte del loro errore e le spinge velocemente a…”
Un'abitudine sempre più
dilagante nella moderna società consiste nel distinguere tra belle persone e
cattive persone. Si tratta, evidentemente, di un concetto molto ampio ed allo
stesso tempo effimero, a tratti impalpabile ma, nonostante tutto, capace di
influenzare le valutazioni che sempre più connotano gli individui nei loro
rapporti interpersonali.
Ed allora quando si parla
di belle persone subito la nostra mente corre al concetto di esempio. Infatti,
come sostenuto dal medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore
presso il Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università degli Studi di
Milano Alberto Pellai, "le belle persone sono spesso ritenute
esemplari". Appare necessario, pertanto, soffermarsi
proprio sulla definizione di "bella persona" e, di conseguenza, sul
valore da attribuire al concetto di "persona esemplare". Invero, tali
definizioni assumono un ruolo fondamentale soprattutto per i più giovani e per
tutti gli adolescenti in via di formazione, spesso indotti erroneamente a
ritenere che tali definizioni siano riconducibili ad un soggetto incapace di
commettere errori e, come tale, fonte di esempio per le altre persone.
A tal proposito, il noto
psicoterapeuta Pellai ritiene che "per essere esemplari e dare il buon
esempio non sia necessario essere perfetti". Non serve, cioè, essere
persone infallibili". Dunque, compito primario della scuola
attraverso gli insegnanti, nonché dei genitori, è quello di far
comprendere e trasmettere ai più giovani un concetto di bellezza basato su
valori interiori, sulla capacità di comunicare e di crescere con
consapevolezza, sull'attitudine ad evolversi attraverso la condivisione, nella
piena e perfetta coscienza che la perfezione non esiste.
Ed anzi, come afferma
Alberto Pellai, "le belle persone sbagliano, ma quando lo fanno,
dentro di sé hanno un sensore speciale che le avverte del loro errore e le
spinge velocemente a rimediare".
Dunque le belle persone
sono gli esseri umani con tutte le loro fragilità ma anche con le loro
capacità, con tutti gli errori ma anche con l'immenso bagaglio di valori e di
attitudini che li rendono in grado di rimediare, di correggere, di crescere e
migliorare.
È fondamentale, pertanto,
che ritorni di moda un concetto di bellezza che non sia sinonimo di perfezione,
ma di esempio proficuo e costruttivo per potenziare, sviluppare ed ottimizzare
la società che ci circonda: i giovanissimi, dunque, devono imparare ad amare
le proprie imperfezioni, senza alcuna paura o timore, tenendo ben a mente che
non bisogna chiedere troppo a se stessi ma occorre accettarsi, sperimentando
anche le cadute, rialzandosi, coltivando la propria felicità senza omologarsi o
uniformarsi ma imparando a differenziarsi, proprio perché ciò che ci rende
speciali è la nostra unicità e non bisogna indossare una maschera ma
valorizzare la propria essenza, non dimenticando mai che le perfezione non esiste.
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