nell'istruzione di poveri
e migranti
per favorire l'integrazione
Nel suo discorso ai
membri della "Association of Jesuit Colleges and Universities", Leone
XIV rileva una “tangibile e crescente fame di Dio” tra i giovani ed esorta gli
atenei al confronto con i grandi pensatori del passato e del presente: così si
può educare “con l’esempio, e non solo con la teoria”
-
di Edoardo Giribaldi – Città del
Vaticano
Negli ambienti scolastici
si impara e si cresce attraverso le storie. E spesso le esperienze e le
prospettive che più arricchiscono non provengono dai percorsi più lineari, ma
da chi quei luoghi di apprendimento li trova quasi sempre preclusi: immigrati,
rifugiati, persone segnate dalla povertà. Papa Leone XIV, incontrando questa
mattina, 25 giugno, i membri della Association of Jesuit Colleges and
Universities, traccia la via per un investimento dalle enormi potenzialità:
offrire alle categorie più svantaggiate la possibilità di "beneficiare di
un percorso di studi avanzato”. Un gesto che non è solo inclusione, ma scambio
reciproco di doni. Esse potranno così "integrarsi più pienamente nelle
società nelle quali vivono oltre che ad arricchire la comunità degli studenti
nel suo complesso”, composta da giovani nei quali si avverte una “tangibile e
crescente fame di Dio".
Le sfide dei “cambiamenti
epocali” odierni
L’udienza si tiene nella
Sala del Concistoro e affronta le numerose sfide degli attuali “cambiamenti
epocali”. Una società, quella in cui operano le università, che il Papa
descrive come sempre più secolarizzata, nella quale molti "cercano di
eliminare ogni menzione di Dio dalla sfera pubblica e dalla cultura popolare”.
La politica non risponde al grido degli emarginati, i giovani non sanno più
sperare, l’ambiente naturale è degradato da interessi particolari e cresce la
consapevolezza del possibile impatto dannoso dell’intelligenza
artificiale. Un quadro complesso che, tuttavia, può essere affrontato
attraverso l’applicazione delle quattro Preferenze apostoliche universali della
Compagnia di Gesù, confermate da Papa Francesco nel 2019. Leone XIV le analizza
alla luce delle sfide attuali dell’istruzione superiore.
Chi studia, cerca Dio
La prima, “indicare il
cammino verso Dio mediante gli Esercizi spirituali e il discernimento”, si
armonizza con l’impegno accademico, come già evidenziato dal Vescovo di Roma
durante la visita
pastorale all’università “Sapienza”.
Chi conduce ricerche, chi
si dedica agli studi e chi cerca la verità, in definitiva sta cercando Dio, che
se ne renda conto o meno.
È attraverso la comunità
accademica, quindi, che i giovani possono dare risposta alla loro “crescente
fame di Dio”, poiché molti di essi, come rimarcato durante la veglia
di preghiera a Barcellona nel recente viaggio apostolico in Spagna,
stanno riscoprendo la fede cristiana, talvolta dopo essersi allontanati da Dio.
In tal modo, i membri
delle vostre comunità accademiche potrebbero riuscire ad avere un incontro
personale con nostro Signore e cercare liberamente di servirlo nella loro vita
quotidiana.
Offrire strumenti per il cambiamento
La seconda Preferenza,
“camminare insieme ai poveri e agli esclusi del mondo”, si inserisce
nell’ambito di un’istruzione che non può risparmiarsi sull’insegnamento delle
ingiustizie subite da chi vive ai margini della società. Portarle alla luce
significa offrire alle nuove generazioni strumenti efficaci per promuovere un
cambiamento sistemico, fondato sulla solidarietà e sul bene comune.
È anche importante
offrire agli immigrati, ai rifugiati e a quanti hanno uno status socioeconomico
più basso opportunità per beneficiare di un percorso di studi avanzato. In tal
modo, riusciranno a integrarsi più pienamente nelle società nelle quali vivono
oltre che ad arricchire la comunità degli studenti nel suo complesso con le
loro esperienze e prospettive diverse.
La terza Preferenza,
“accompagnare i giovani nella creazione di un futuro di speranza”, richiama il
ruolo degli atenei nel coltivare l’idealismo e l’entusiasmo degli studenti,
tipico degli inizi del loro percorso accademico. Questo slancio deve essere lasciato
libero di fiorire attraverso il confronto critico con il pensiero di grandi
studiosi del passato e del presente, per “portare un senso di speranza e la
promessa di ciò che potrebbe cambiare in meglio”.
Vi invito a continuare a
promuovere quel senso di speranza tra i membri delle vostre comunità attraverso
opportunità di dialogo, servizio e preghiera, ricordando sempre che la
risurrezione di Cristo è la fonte ultima della nostra speranza e che con Lui tutto
è possibile.
Preservare ambiente e
umanità
Infine, il quarto valore,
la collaborazione nella cura del creato. Il Pontefice incoraggia a perseverare
in questa direzione, costruendo comunità che siano esempi di sostenibilità
ecologica, semplicità e gratitudine per i doni di Dio, educando attraverso
l’esempio oltre che con l’insegnamento teorico. A tutto ciò si aggiunge
un'ultima riflessione sull’impatto dell’intelligenza artificiale, che, come
indicato nell’enciclica Magnifica
humanitas, apre orizzonti nuovi e ancora in parte imprevedibili. Le
università hanno quindi il compito cruciale di affrontarne la natura
ambivalente, rilanciando i principi della Dottrina sociale della Chiesa,
affinché restino “aderenti all'oggi ed efficaci” di fronte alla rivoluzione
digitale.
LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE IN INGLESE DI PAPA LEONE XIV
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