domenica 6 dicembre 2020

NATALI DI GUERRA

 Pagine 

di un’insopprimibile

 umanità


di Luigi Sanlorenzo 

Me ne hanno raccontati tanti di giorni di Natale degli anni di guerra. Di molti ho visto immagini, letto libri, ascoltato testimonianze. Non immaginavo di viverne uno anch’io, nato negli anni in cui in Italia scoppiarono la pace e un benessere economico reale, fatto di cose concrete e non dalla ricchezza effimera di titoli derivati e di speculazioni finanziarie.

Da qualche giorno quei racconti, quelle emozioni, mi tornano alla memoria, sollecitati da immagini, notizie, espressioni e scene di varia umanità a cui mi capita di assistere. Oggi ci viene rimproverato di essere stati cicale anziché formiche, pur sapendo che non è vero, perché nonostante i salari più bassi d’Europa, gli italiani hanno comunque risparmiato in altro modo, investendo soprattutto nella casa e sugli studi dei figli, non immaginando che proprio l’una e gli altri sarebbero stati i primi bersagli di ogni semplicistica manovra fiscale a cui si vorrebbe ora aggiungere una tassa patrimoniale.

Altrove sono stati sperperati denari e risorse di ogni genere, in complicità inconfessabili tra politica, finanza, grande impresa e tra questa e, sovente, la criminalità organizzata, pronta a fornire capitali sporchi cui una ridicola legge sull’antiriciclaggio non ha mai fatto neanche il solletico, stante l’assoluta mancanza di ogni etica da parte degli intermediari finanziari, ligi al precetto “pecunia non olet”.

Sarà un Natale di guerra quello che ci apprestiamo a celebrare tra pochi giorni? Molti sono portati a ritenerlo. Tuttavia, anche al fine di ristabilire le giuste proporzioni, trovo istruttivo ricordare due altre occasioni in cui tale espressione può più essere appropriata.

Ypres, Fiandre. Nel dicembre di poco più di cento anni fa, il primo della Grande Guerra, soldati inglesi e tedeschi uscirono dalle trincee e tra canti natalizi e nostalgia di casa si abbracciarono e si scambiarono piccoli doni. Dopo un secolo, di quella che fu definita “la tregua censurata” è stato reso pubblico recentemente un episodio del conflitto che mise l’Europa a ferro e fuoco, segnando la fine della Bella Epoque e l’inizio della storia più tormentata del Vecchio Continente.

Bruce Bairnsfather, testimone degli avvenimenti, scrisse: “Non dimenticherò quello strano e unico giorno di Natale per niente al mondo… Notai un ufficiale tedesco, una specie di tenente credo, ed essendo io un po’ collezionista gli dissi che avevo perso la testa per alcuni dei suoi bottoni [della divisa] … Presi la mia tronchesina e, con pochi abili colpi, tagliai un paio dei suoi bottoni e me li misi in tasca. Poi gli diedi due dei miei bottoni in cambio… Da ultimo vidi uno dei miei mitraglieri, che nella vita civile era una sorta di barbiere amatoriale, intento a tagliare i capelli innaturalmente lunghi di un docile “Boche” che rimase pazientemente inginocchiato a terra mentre la macchinetta si insinuava dietro il suo collo”….

 Continua: NATALI DI GUERRA




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