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giovedì 4 febbraio 2021

LA FRATELLANZA E' LA NUOVA FRONTIERA DELL'UOMO

 Nel suo intervento in occasione della celebrazione virtuale per la prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana, Francesco ringrazia il Grande Imam Al-Tayyeb, lo sceicco Bin Zayed e il giudice Salam: oggi non c’è tempo per l’indifferenza, "o siamo fratelli o ci distruggiamo" perché un "mondo senza fratelli è un mondo di nemici"

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 Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

 Grazie “per aver scommesso sulla fratellanza, perché oggi la fratellanza è la nuova frontiera dell’umanità. "O siano fratelli o ci distruggiamo a vicenda”. L’intervento di Papa Francesco in occasione della celebrazione “virtuale” per la prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana e della presentazione dei vincitori del primo Premio Zayed 2021 per la Fratellanza Umana - assegnato a Latifa Ibn Ziaten e ad António Guterres - è pieno di gratitudine per i “compagni di cammino” nel percorso avviato due anni fa ad Abu Dhabi, con il documento sulla Fratellanza umana. Ma il Papa non nasconde anche i rischi di scegliere l’altro cammino, quello dell’indifferenza, “forma molto sottile di inimicizia”.

Grazie al Grande Imam: "fratello, amico, compagno di rischi"

Francesco, in spagnolo, ringrazia prima di tutto il Grande Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyeb, accanto a lui nella celebrazione trasmessa in streaming, chiamandolo “mio fratello, mio amico, mio compagno di sfide e di rischi nella lotta per la fratellanza”. Lo ringrazia “per la compagnia nel cammino per la riflessione e la redazione” del documento, realizzato per “affermare la fratellanza” da “sorelle e fratelli”.

Il primo desiderio di fratellanza diventato "vera fratellanza"

“La sua testimonianza – confida il Pontefice rivolto sempre al Grande Imam - mi ha aiutato molto perché è stata una testimonianza coraggiosa”. Non era “un compito facile – ammette poi - ma con lei abbiamo potuto farlo insieme, e aiutarci reciprocamente”. Così, prosegue con entusiasmo Papa Francesco “quel primo desiderio di fratellanza si è consolidato in vera fratellanza. Grazie fratello, grazie”.

Grazie allo Sceicco bin Zayed e al giudice Salam 

Il Papa ringrazia poi lo Sceicco Mohammed bin Zayed, principe ereditario di  Abu Dhabi, “per tutti gli sforzi compiuti perché si potesse procedere in questo cammino” e per aver “creduto nel progetto”. Infine ringrazia anche il moderatore della celebrazione, il giudice Abdel Salam, segretario del Comitato superiore per la Fratellanza umana, chiamandolo “l’enfant terrible” di “tutto questo progetto” e definendolo “amico, lavoratore, pieno d’idee, che ci ha aiutati ad andare avanti”.

No al disinteresse: "O siamo fratelli, o crolla tutto"

Il grazie finale è a tutti e tre i suoi "compagni di cammino", e a chi “ha scommesso sulla fratellanza” la “nuova frontiera dell’umanità”, perché “o siano fratelli o ci distruggiamo a vicenda”.  Oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani. Con la distanza, con la non-curanza, col disinteresse. O siamo fratelli, permettetemi, o crolla tutto. È la frontiera. La frontiera sulla quale dobbiamo costruire; è la sfida del nostro secolo, è la sfida del nostro tempo.

Fratellanza è anche fermezza nelle proprie convinzioni

Fratellanza, prosegue Francesco, “vuol dire mano tesa”, “rispetto”. Vuol dire “ascoltare con il cuore aperto” e “fermezza nelle proprie convinzioni. Perché non c’è vera fratellanza se si negoziano le proprie convinzioni”. Siamo fratelli, nati da uno stesso padre. Con culture e tradizioni diverse, ma tutti fratelli. E rispettando le nostre culture e tradizioni diverse, le nostre cittadinanze differenti, bisogna costruire questa fratellanza. Non negoziandola.

O siamo fratelli o siamo nemici

Questo, spiega il Pontefice, “è il momento dell’ascolto”, “dell’accettazione sincera”, “ della certezza che un mondo senza fratelli è un mondo di nemici”. Voglio sottolinearlo: non possiamo dire o fratelli o non fratelli. Diciamolo bene, o fratelli o nemici. Perché l’indifferenza è una forma molto sottile d’inimicizia.  Non c’è bisogno di una guerra per essere nemici. Basta essere indifferenti. Basta questa tecnica – è diventata una tecnica – questo atteggiamento di guardare dall’altra parte, non curandosi dell’altro, come se non esistesse.

Grazie a Guterres "per gli sforzi per la pace"

E conclude con un nuovo grazie al “caro fratello Grande Imam”: “per il tuo aiuto”, “per la tua testimonianza” e “per questo cammino che abbiamo fatto insieme”. Dopo la presentazione del primo dei vincitori del Premio Zayed per la Fratellanza Umana, il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, Papa Francesco si congratula con lui, presente alla celebrazione “virtuale” e lo ringrazia “per tutti gli sforzi che compie per la pace.  Una pace - aggiunge - che si può ottenere solo con un cuore fraterno”.

A Latifa: attraverso il dolore, riesci a dire "siamo tutti fratelli"

Infine dopo la presentazione e le parole della seconda premiata, il Papa si rivolge a Latifa Ibn Ziaten, capace di trasformare, nelle periferie e nelle carceri francesi, il dolore per la morte violenta del figlio nell’esperienza di essere una “seconda madre” per tanti giovani, prevenendo radicalismi. Sottolinea che “le tue ultime parole non sono dette per sentito dire o per convenzione, ‘siamo tutti fratelli’. Sono una convinzione”. Una convinzione, spiega il Pontefice, “plasmata nel dolore, nelle tue ferite”.  Hai dedicato la tua vita al sorriso, hai dedicato la tua vita alla mancanza di risentimento e, attraverso il dolore di perdere un figlio – solamente una madre sa cosa vuol dire perdere un figlio – attraverso questo dolore, sei riuscita a dire “siamo tutti fratelli”, e a seminare parole di amore.

Grazie per la testimonianza all'umanità: impari da te 

Le ultime parole di Francesco nelle celebrazione sono di ringraziamento a Latifa “per la tua testimonianza”, e “di essere madre di tuo figlio, di tanti ragazzi e ragazze, di essere madre oggi di questa umanità che ti sta ascoltando e che impara da te: o il cammino della fratellanza, o fratelli, o perdiamo tutto”.

Vatican News

 Leggi: MESSAGGIO DEL SANTO PADRE


 

martedì 2 febbraio 2021

FRATELLANZA UMANA. LA GIORNATA INTERNAZIONALE

Il Santo Padre commemorerà la Giornata Internazionale della Fratellanza Umana con il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, in un incontro virtuale il 4 febbraio, data istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per questa occasione. L’evento si terrà ad Abu Dhabi, alla presenza dello Sceicco Mohammed Bin Zayed

 

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

 La celebrazione della prima Giornata Internazionale della Fratellanza Umana, istituita il 21 dicembre 2020 dalle Nazioni Unite e in ricordo della firma del Documento sulla Fratellanza umana per la Pace mondiale e la Convivenza comune, sarà in una modalità virtuale con la partecipazione di Papa Francesco che di quel testo fu il firmatario e l’anima, insieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Un documento pensato e scritto quasi in un anno e mezzo.

Papa e Grande Imam: storica Dichiarazione su pace, libertà e diritti donne

La giornata del 4 febbraio

Giovedì 4 febbraio si terrà l’evento virtuale, trasmesso in streaming in diverse lingue dalle ore 14.30 (ora di Roma) 13.30 (GMT) da Vatican News e diffuso da Vatican Media. Organizzata dallo Sceicco Mohammed Bin Zayed ad Abu Dhabi, all’iniziativa prenderanno parte sia il Pontefice che il Grande Imam di Al- Azhar ma anche il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, e altre importanti personalità. Nello stesso giorno sarà assegnato il Premio Zayed per la Fratellanza Umana che si ispira al Documento sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi. A selezionare i vincitori è stata una giuria indipendente scelta dall’Alto Comitato per la Fratellanza Umana, istituito pochi mesi dopo la firma del 4 febbraio 2019, che premierà chi si è distinto per l’impegno permanente a favore della fraternità umana.

Papa: la Dichiarazione che ho firmato con il Grande Imam applica il Concilio

Un presente di pace

“Questa celebrazione risponde al chiaro invito rivolto da Papa Francesco a tutta l’umanità a costruire un presente di pace nell’incontro con l’altro”: così il cardinale Miguel Ángel Ayuso Guixot, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. “Nell’ottobre 2020,- ha aggiunto - tale invito divenne ancora più ineludibile con l'Enciclica Fratelli tutti. Questi incontri sono un modo per realizzare un’amicizia sociale autentica, come ci ha chiesto il Santo Padre”.

Scarica la Time line (in inglese)

La Fraternità Umana nel Pontificato di Papa Francesco

Le iniziative dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana

Nel comunicato del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, si ricostruiscono le principali tappe per arrivare all’evento di giovedì prossimo. Dal viaggio del Papa negli Emirati Arabi Uniti nel 2019 e quindi la firma del Documento sulla Fratellanza Umana fino alla creazione dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana che ha in programma di istituire una Casa Famiglia Abramitica, con una sinagoga, una chiesa e una moschea, sull’Isola Saadiyat ad Abu Dhabi.

Il bivio dell’umanità

Nell’illustrare l’Enciclica Fratelli tutti di Papa Francesco, il 4 ottobre 2020 nella Conferenza tenutasi nell’Aula Nuova del Sinodo, in Vaticano, il segretario generale dell'Alto Comitato per la Fratellanza Umana, il giudice Mohamed Mahmoud Abdel Salam, aveva spiegato che “in questa fase decisiva della storia dell’umanità, ci troviamo ad un bivio: da una parte, la fratellanza universale nella quale l'umanità gioisce, e dall'altra parte, una estrema povertà che aumenterà le sofferenze e le privazioni dei popoli”.

Aprirsi all’altro

Papa Francesco ha esortato la Santa Sede a partecipare alla celebrazione della Giornata Internazionale della Fratellanza Umana sotto la guida del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Nel video del Papa, nel mese di gennaio, “Al servizio della Fraternità Umana”, Francesco aveva ribadito l’importanza di concentrarsi su ciò che è essenziale alla fede di tutte le fedi: adorare Dio ed amare il prossimo. “La fratellanza – spiegava - ci induce ad aprirci al Padre di tutti e a vedere nell'altro un fratello, una sorella, a condividere la vita, a sostenerci reciprocamente, ad amare, a conoscere”.

Vatican News