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martedì 3 febbraio 2026

CRAL TOSCANA

 


 CELEBRATO A LIVORNO IL CAMBIO DEL VESCOVO DELEGATO DALLA CET ALLA GUIDA DEL LAICATO AGGREGATO TOSCANO.

 - di Sandra Cavallini

   La CRAL Toscana ha celebrato il passaggio alla guida del laicato aggregato di Toscana da Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di Pistoia e Pescia, a Mons. Bernardino Giordano, Vescovo di Grosseto e di Orbetello-Sovana-Pitigliano, nell’incontro del 17 gennaio presso il Vescovado di Livorno. Occasione di conoscenza tra gli attuali rappresentanti delle CDAL ed i responsabili o loro delegati delle aggregazioni toscane, che si è conclusa con la recita dei Vespri guidati dai Vescovi e dalla RMPP.

     La CRAL Toscana ha donato al Vescovo Mons. Simone, ringraziandolo per l’ospitalità, un testo con foto e bozzetti delle opere dello scultore Lello Scorzelli per le statue di Paolo VI; al Vescovo Bernardino il libro “Viaggio ai tempi del Giubileo” di Paola Paoletti, dell’AIMC e del RnSS; ed al Vescovo Tardelli una icona di Laura Falleni del RnSS raffigurante la Santa Madre di Do. 

    E’ stato presentato il neoeletto Consiglio di Presidenza: Michela Del Carlo (AGESC / CDAL Lucca), Massimo Guerrieri (AIMC / CDAL Pistoia); Carla Lestingi (Focolari / CDAL Firenze); tesoriere Alberto Toccafondi (UNITALSI / CDAL Prato); Segretaria Generale Sandra Cavallini (AIMC / CDAL Livorno);  Stefano  Manetti (AC, Diocesi Fiesole) delegato AC Toscana.

    Al saluto ed augurio dell’Eccellenza Mons. Simone Giusti, Vescovo della Diocesi di Livorno che ha ospitato, è seguita l’introduzione di Mons. Fausto Tardelli che ha riassunto il ruolo della CRAL Toscana in questi ultimi anni. Pienamente inserite nel cammino sinodale come coordinamento di laici aggregati nella chiesa, le consulte diocesane, regionali, e nazionale, sono una palestra di autentica sinodalità, ambiti dove si sperimenta l’essere segni di una Chiesa comunione tra i suoi Pastori ed i fedeli e con i fratelli tutti, e comunione tra carismi diversi che sanno stimarsi reciprocamente e collaborare. Ciò ha prodotto ricadute concrete ad intra ed extra della chiesa, per cui Mons. Fausto ha espresso gratitudine verso i membri della Consulta Regionale che si sono succeduti lavorando sui focus individuati nelle assemblee e nei convegni.  Certo del proseguimento del cammino avviato che porterà frutti nella  contestualizzazione degli esiti sinodali, ha espresso voti augurali assicurando ancora vicinanza.  

    Come Segretaria regionale ho condiviso quanto svolto dalla CRAL, illustrando anche i rapporti con la CNAL che fornisce contributi sia tramite i suoi organismi (assemblee e commissioni), sia tramite eventi di formazione e di confronto con le realtà locali, anche mediante collegamenti a distanza. Ho invitato a visitare il sito dellla CNAL dove sono registrati sia gli eventi nazionali, sia i contributi locali (vedi delle CDAL di Lucca, Siena e  Livorno).

     La CRALToscana ha dato vita alla CDAL di Massa Marittima e sta avviando la costituzione della CDAL di Grosseto tramite le varie aggregazioni che pure esistono, augurandosi di contribuire alla costituzione delle CDAL in tutta la Toscana.

   Abbiamo organizzato una dozzina di incontri online con le CDAL e le aggregazioni per trovare fili rossi su cui lavorare.  Ad esempio i due grossi convegni del 2020/2021 con lo psicopedagogista Ezio Aceti (docente presso la Università di Loppiano) che hanno prodotto feedback di lavoro nelle Consulte sul Progetto Educativo Globale, e lasciato traccia anche nella scuola pubblica sul rapporto famiglia-genitori-figli all’insegna di una educazione permanente. Rilevanti adesso le richieste sulla formazione, i giovani, la educazione alla pace, l’adeguamento alla normativa sul terzo settore, l’approccio etico all’ambiente, ma soprattutto alla cura della persona all’insegna della cultura della vita (inizio e fine vita). Abbiamo inoltre organizzato tavoli di lavoro sullo "Strumento di lavoro per la fase profetica" quale contributo di questa CRAL al percorso Sinodale. Abbiamo poi accolto, durante il Giubileo della Speranza, le Aggregazioni laicali toscane presso il Santuario della Basilica Giubilare della Madonna delle Grazie a Montenero, Patrona della Toscana.

    Mons. Bernardino Giordano ha proposto di lavorare per la costruzione di una società più umana e solidale, attraverso iniziative significative verso l’unità nella diversità. A questo punto del cammino sinodale della Chiesa in Italia, è tempo di  passare a gesti concreti, e chi più del laicato associato, che ha esperienza di formazione ed impegno, è chiamato ad operare? Pertanto invita a non aver paura di uscire dalle proprie realtà associative ed ecclesiali, per fare rete, mettendo a disposizione reciprocamente risorse umane e materiali verso obiettivi comuni nella Chiesa, unico Corpo di Cristo. Agire per quanto la Chiesa e il mondo si attenda dai cristiani come testimoni credibili, anche nei momenti difficili della storia. Questa è la Chiesa in uscita! Ha quindi invitato i partecipanti ad esprimersi liberamente.

     E’ seguito un dibattito concreto e coinvolgente tramite molti interventi: la delegazione di Azione Cattolica Regionale ed alcune delegazioni Diocesane; i rappresentanti delle  Consulte delle Diocesi di Firenze, Pisa, Livorno, Pistoia, Massa Marittima/Piombino, Fiesole, Lucca, Prato; i delegati delle Diocesi di Grosseto e di Orbetello / Sovana / Pitigliano; i dirigenti regionali o loro delegati del Movimento dei Focolari, dell’Ordine Secolare francescano, del Movimento per la Vita, dei CAV, dei Centri Famiglia, dell’UCIIM, della Rete Mondiale della Preghiera del Papa, dell’AIMC, dell’AGESC, dell’ UNITALSI. Hanno inviato comunicazioni le CDAL di Arezzo / Cortona/ Sansepolcro, di Siena / Colle Val d’Elsa / Montalcino, di Montepulciano / Chiusi / Pienza, di Massa / Carrara / Pontremoli; i presidenti regionali o delegati dell’UGCI, del MASCI, del Serra Club.

     Da rilevare tra gli argomenti espressi la centralità della dimensione etica, scientifica e giuridica dell’inizio vita e del fine vita oltrechè spirituale, la centralità della famiglia, la importanza della preghiera comunitaria e personale, ritrovare l’unità tra le chiese cristiane, educazione alla pace ed alla democrazia nella scuola ed in tutti i centri di aggregazione, esperienze di sostegno alle neomamme per evitare aborti, che meriterebbero di essere diffuse così come i segni-simbolo tra cui la campana dedicata ai bambini mai nati, recentemente collocata a Sanremo e che viene proposta anche per il Santuario di Montenero.

     Un arrivederci alla Assemblea annuale di primavera dove concorderemo focus ed itinerari di lavoro della CRAL  Toscana a sostegno della chiesa tutta!  

    TOSCANA OGGI


giovedì 11 aprile 2024

90 ANNI BENE SPESI

 


Lettera aperta per festeggiare un traguardo importante per il nostro benemerito Presidente regionale,  Giovanni Bensi

 Carissimo Giovanni, una cascata di auguri per il traguardo che hai raggiunto e suggellato nel giorno della S.Pasqua!

 90 anni di una vita ricca di passione politica, di testimonianza associativa e di grande spessore culturale. 

Con profonda stima e sincera ammirazione per quanto hai fatto, vogliamo rendere omaggio al tuo animo poetico e gentile, ma anche alla tua "inossidabile" ironia che ha allietato ogni nostro incontro.

 Per noi Aimc Toscana, ma anche per l'AIMC nazionale, sei stato sempre guida sicura e fedele ai valori su cui fondiamo le nostre scelte di vita. 

Presenza equilibrata ed illuminata, hai saputo costantemente gestire anche situazioni interne più spinose e conflittuali, invitandoci a porre lo sguardo in alto, verso la realizzazione di un bene più grande che nutre l’anima e dà valore alle nostre opere. 

Un augurio perciò speciale a te, Giovanni, con un profondo ringraziamento per quanto hai donato con amore alla nostra Associazione, alla scuola e alla comunità. 

Auguri di cuore un abbraccio grande grande e buona vita insieme alla tua Teresa

AIMC TOSCANA

mercoledì 11 novembre 2020

EDUCARE, UN ATTO DI AMORE

Il convegno della Consulta 

delle aggregazioni laicali della Toscana

"Educare è sempre un atto di speranza". Così afferma papa Francesco nel videomessaggio dello scorso 15 ottobre, dove invita tutte le persone a aderire al Patto di Educazione mondiale. Proprio l’educazione è stato il tema del convegno della Consulta regionale delle aggregazioni laicali della Toscana, l’organismo che riunisce associazioni e movimenti ecclesiali. L’incontro doveva tenersi presso il seminario di Massa Marittima il 7 novembre, ma invece si è svolto online per la prevenzione della diffusione del Covid-19. 

 di Adele Anichini

Il convegno, dal titolo «Le comunità educanti e la centralità della persona. Per un patto educativo globale», ha visto vari interventi, tra cui quello principale dello psicopedagogista Ezio Aceti, direttore di centri di ascolto per le famiglie e i giovani, docente all’Istituto universitario Sophia di Loppiano e formatore per docenti, enti e per la Cei. 

«La pandemia in atto non ci ha permesso di incontrarci come era nostro desiderio. volentieri vi avremmo accolto in questa terra di Maremma, ma non mancherà occasione di avervi presto tra di noi» ha detto nel suo saluto mons. Carlo Ciattini, vescovo di Massa Marittima e Piombino, delegato della Conferenza episcopale toscana per la tutela dei minori. «Davanti all’aver tralasciato un’autentica e robusta educazione a servire la vita e custodire l’uomo - continua il vescovo - il laico nella Chiesa è chiamato a realizzare sempre più e sempre meglio il suo essere testimone della carità di Cristo. Testimonianza come prima ed efficace proposta educativa da vivere nella famiglia e nelle diverse professioni». A fronte di una «dispersione» dei cristiani, «sempre meno vivaci nella fede perché disorientati e demotivati», non mancano comunque, ha ricordato Ciattini, «iniziative esemplari di tanti uomini e donne che, come singoli o in associazioni, si caricano della fatica della vita di tanti poveri e abbandonati». Ha ricordato quindi le parole del cardinale Prosper Grech, durante il conclave che avrebbe eletto Papa Francesco: «La brace della fede devota è tenuta viva da milioni di fedeli semplici che sono lontani da essere chiamati teologi, ma i quali, dall’intimità delle loro preghiere, riflessioni e devozioni, possono dare profondi consigli ai loro pastori». Questo dunque l’invito di monsignor Ciattini ai laici: continuare a essere «preziosi consiglieri, amici e non di rado momento di consolazione dei vostri pastori».
In apertura del convegno anche gli interventi di Sandra Cavallini, presidente regionale della Consulta, e del vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, delegato della Conferenza episcopale toscana per il laicato che ha sottolineato l’importanza del tema scelto per questo incontro: «Sicuramente oggi ci troviamo davanti a una vera e propria catastrofe educativa, accresciuta anche dall’avvento della pandemia, che ha fortemente rallentato gli obiettivi proposti da papa Francesco nella formulazione del patto educativo globale». Se, dunque, educare è un atto di speranza, la crisi attuale che ci colpisce non è solo una crisi educativa, ma anche e soprattutto una crisi di speranza. Compito delle aggregazioni laicali, sempre a servizio della chiesa locale, è allora proprio quello di divenire luogo solido su cui far poggiare la speranza, perché sia possibile un vero processo educativo. Per farlo, ha sottolineato Tardelli, occorre far partire la missione educativa dalla centralità della persona. Infatti, il primo momento educativo è quello in cui riusciamo a vedere davvero l’altro.

Nella sua relazione, Ezio Aceti ha ricordato che la pandemia ha congelato le relazioni interpersonali, cancellando qualsiasi possibilità di abbracci, carezze e mani protese e si porta dietro una lunga scia di paura, soprattutto dei rapporti stretti. In tale clima, diventa difficilissimo educare. A ciò si aggiunge il forte sentimentalismo che caratterizza il nostro presente. In un mondo tutto basato sui sentimenti e sulle emozioni, in cui l’importante è fare prima di tutto ciò che ci sentiamo dentro, è sempre più complicato accettare di diventare grandi. La prima causa di diseducazione sono, infatti, proprio gli adulti, che spesso si comportano allo stesso modo dei giovani.

I ragazzi e i bambini di oggi sono quotidianamente circondati da stimoli esterni che, a lungo andare, fanno perdere loro di vista l’essenziale e smarrire i punti di riferimento. Così, la forte crisi educativa che ci troviamo a vivere si riflette in ogni ambito della società: nei rapporti tra figli e genitori, tra studenti e insegnanti, tra istituzioni e cittadini, nelle varie comunità ecclesiali. Questo genera lamentale e scoraggiamento, rassegnazione e tristezza, ma è proprio in questi momenti che il cristiano può e deve provare a cambiare le cose, mettendo in circolo la gioia pura che dovrebbe contraddistinguerlo.
«È il villaggio che educa. - afferma Aceti - siamo tutti figli di un unico Padre e tutti fratelli fra di noi, perciò è necessario toccare con mano il conflitto, cercando un elemento che possa unire le varie comunità. Perché questo avvenga è necessario cambiare il nostro vecchio modo di vedere il mondo ed eliminare i pregiudizi». Il pedagogista è passato quindi a illustrare il compito della Chiesa e delle associazioni laicali: riuscire a vedere nel prossimo il lato positivo, parlarne bene, metterne in mostra i pregi. Infatti, per educare serve proprio ammalarsi di positivo, esattamente come faceva don Bosco con i suoi ragazzi. «Dobbiamo sempre ricordarci - continua Aceti - che tutti noi siamo fatti a immagine di Dio e quindi siamo programmati per l’amore, per costruire relazioni, per rapportarci con l’altro». L’amore è vera fonte di gioia e vero strumento educativo perché permette di vedere il buono in chi ci sta accanto, di perdonarlo e perdonarci quando si sbaglia, donandoci la possibilità di ricominciare, di fare meglio, di fare di più.

Il professor Aceti individua, alla fine della sua presentazione, cinque punti fondamentali che costituiscono il patto educativo: prendere atto dei pensieri dell’altro, vedere e sviluppare il positivo dell’altro, essere degni d’affetto, coltivare l’amore, manifestare una gioia piena, perché l’amore è pieno.

Risultano esemplificative dell’importante ruolo educativo, cui la Chiesa e le associazioni laicali sono chiamate, le parole della presidente della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, Maddalena Pievaioli: «Come laici associati abbiamo il compito di essere sale ovunque ci troviamo, perché si crei, rinasca, cresca una reale umanità».

 

Toscana oggi