La
prima relazione al Parlamento del Garante per i diritti delle persone con
disabilità fotografa un fenomeno preoccupante: in un solo anno, all’Autorità
sono arrivate milletrecento segnalazioni di ingiustizie.
-di CHIARA DI BENEDETTO
Milletrecento: è questo il numero di segnalazioni ricevute in un solo anno dall’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità (Agndd). Episodi di discriminazione, disfunzioni sistemiche della pubblica amministrazione, inaccessibilità degli edifici pubblici: le ingiustizie sperimentate e riportate dalle persone con disabilità riguardano gli ambiti più disparati della vita nel nostro Paese. È quanto emerge dalla prima relazione presentata in Parlamento dall’Autorità garante, organo istituito nel 2024 con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone con disabilità e di contrastare i fenomeni di discriminazione.
«
Il numero delle segnalazioni pervenute – ha spiegato il presidente
dell’Autorità, Maurizio Borgo – non è un mero indicatore quantitativo. È
piuttosto un indicatore democratico: misura la domanda di tutela che attraversa
il Paese e ci ha permesso di fare una prima “diagnosi”». Grazie a una
segnalazione fatta a Roma dalla madre di uno studente con disturbo dello
spettro autistico grave, che ha denunciato l'impossibilità di garantire la
continuità terapeutica al proprio figlio in orario scolastico a causa della
mancata autorizzazione all’accesso del medico da parte di tutti i genitori
della classe, il Garante è potuto intervenire adottando la sua prima
raccomandazione. Borgo ha spiegato che molte delle segnalazioni riguardavano il
mondo della scuola: «Sono emerse evidenti difformità sul territorio: la
discriminazione nelle scuole è un fenomeno ancora attuale ». Così come
l’inaccessibilità dei trasporti, le irregolarità negli istituti per le persone
con disabilità, la mancanza di dati omogenei che incide negativamente sulla
programmazione delle politiche per i disabili: « Il 2026 dovrà essere un anno
di accelerazione: ci aspettano ancora sfide e scelte coraggiose - ha spiegato
-. Potremo dire di avercela fatta solo quando riusciremo a cambiare lo sguardo
delle persone sulla disabilità».
La discriminazione, a volte sottile o nascosta ma sistematica, è quindi ancora un tarlo del vivere comune. Aniello Capuano, giovane Alfiere della Repubblica, intervenendo in qualità di rappresentate delle persone disabili, ha lanciato un appello affinché il rispetto diventi «il fondamento » di una società equa: «Tempo fa sono andato a vedere gli allenamenti della mia squadra del cuore - ha raccontato - e non mi hanno fatto entrare perché accettavano solo sei persone con disabilità, e solo se in sedia a rotelle. Siamo una grande comunità che chiede semplicemente che i propri diritti vengano rispettati».
Nel
corso dell’anno passato, l’Autorità è intervenuta a sostegno di alcuni
“accomodamenti ragionevoli”, ovvero quelle modifiche o quei piccoli adattamenti
alle legge introdotti dall’Onu per prevenire le discriminazioni delle
persone con disabilità. Si va dal riconoscimento del diritto ai parcheggi per
disabili allo sviluppo di nuovi modelli abitativi inclusivi, fino alla
promozione del lavoro agile. Misure che, secondo Borghi, segnano soltanto
l’inizio del lavoro dell’Autorità: « Bisogna rafforzare i poteri e gli
strumenti operativi dell’Autorità garante ed è necessario un potenziamento
della dotazione finanziaria e organica».
In
questi 12 mesi l’Agndd ha avuto un ruolo centrale anche nelle attività di
monitoraggio sul territorio, attraverso visite negli istituti che ospitano
persone con disabilità e grazie alla collaborazione con i Nas dei Carabinieri: «Per
quanto riguarda le strutture, stiamo elaborando delle linee guida nazionali,
anche al fine di contrastare il fenomeno dell’istituzionalizzazione impropria,
che è ancora diffuso», ha spiegato il presidente dell’Autorità.
La
ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, dopo essersi congratulata con
i componenti dell’Agndd per il lavoro svolto, ha rimarcato: « Non bastano solo
le leggi o solo le risorse. Non è sufficiente. È importante che ci sia la
spinta di ogni persona a portare avanti questo nuovo sguardo, a vedere nelle
persone con disabilità le potenzialità e non i limiti, a non fermarsi all’assistenzialismo».
Parole simili a quelle scritte dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana,
nel messaggio inviato per l’occasione: «Nessuna riforma sarà sufficiente se non
verrà accompagnata da un cambio di mentalità. Il percorso verso la piena
inclusione deve fondarsi sul riconoscimento della disabilità come
risorsa».
Tempo
fa sono andato a vedere gli allenamenti della mia squadra del cuore - ha
raccontato - e non mi hanno fatto entrare perché accettavano solo sei persone
con disabilità, e solo se in sedia a rotelle. Siamo una grande comunità che
chiede semplicemente che i propri diritti vengano rispettati».
Nel
corso dell’anno passato, l’Autorità è intervenuta a sostegno di alcuni
“accomodamenti ragionevoli”, ovvero quelle modifiche o quei piccoli adattamenti
alle legge introdotti dall’Onu per prevenire le discriminazioni delle
persone con disabilità. Si va dal riconoscimento del diritto ai parcheggi per
disabili allo sviluppo di nuovi modelli abitativi inclusivi, fino alla
promozione del lavoro agile. Misure che, secondo Borghi, segnano soltanto
l’inizio del lavoro dell’Autorità: «Bisogna rafforzare i poteri e gli strumenti
operativi dell’Autorità garante ed è necessario un potenziamento della
dotazione finanziaria e organica».
In
questi 12 mesi l’Agndd ha avuto un ruolo centrale anche nelle attività di
monitoraggio sul territorio, attraverso visite negli istituti che ospitano
persone con disabilità e grazie alla collaborazione con i Nas dei Carabinieri:
« Per quanto riguarda le strutture, stiamo elaborando delle linee guida
nazionali, anche al fine di contrastare il fenomeno dell’istituzionalizzazione
impropria, che è ancora diffuso», ha spiegato il presidente dell’Autorità.
La
ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, dopo essersi congratulata con
i componenti dell’Agndd per il lavoro svolto, ha rimarcato: « Non bastano solo
le leggi o solo le risorse. Non è sufficiente. È importante che ci sia la
spinta di ogni persona a portare avanti questo nuovo sguardo, a vedere nelle
persone con disabilità le potenzialità e non i limiti, a non fermarsi all’assistenzialismo».
Parole simili a quelle scritte dal presidente della Camera, Lorenzo Fontana,
nel messaggio inviato per l’occasione: « Nessuna riforma sarà sufficiente se
non verrà accompagnata da un cambio di mentalità. Il percorso verso la piena
inclusione deve fondarsi sul riconoscimento della disabilità come
risorsa».
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