lunedì 30 marzo 2026

INTELLIGENZA ARTIFICIALE - FORMAZIONE




 Snodi formativi sull’Intelligenza Artificiale: un’opportunità per le scuole,
 ma serve progettazione (e rapidità)

L’Avviso del Ministero dell’Istruzione e del Merito del 27 marzo 2026 apre una nuova opportunità per le scuole: attivare snodi formativi territoriali sull’intelligenza artificiale, con risorse fino a 50.000 euro per istituto. Una misura che si colloca nel quadro del PNRR e che punta a rafforzare le competenze del personale scolastico sulla transizione digitale, con un focus specifico sull’uso consapevole e didatticamente efficace dell’IA.
Va precisato che non c’è obbligo per le scuole di partecipare. E’ una scelta da parte delle istituzioni scolastiche statali, delle Regioni e province autonome e delle paritarie non commerciali presentare una proposta progettuale. Ma non è un Avviso “semplice”: accanto alle opportunità, presenta vincoli e condizioni che richiedono una progettazione attenta e una capacità organizzativa non banale. È qui che si gioca la partita. Non finanzia semplicemente corsi, ma chiede alle scuole di costruire veri e propri dispositivi di formazione diffusa, capaci di incidere sul territorio e sulle pratiche didattiche.
Fino a 50.000 euro per istituto, dunque, ma a fronte di un impianto che richiede equilibrio tra formazione teorica e sperimentazione concreta. Non a caso, almeno il 50% delle attività deve essere dedicato a laboratori sul campo, con docenti impegnati a progettare e testare l’uso dell’IA in classe. Un segnale chiaro: il Ministero punta a una trasformazione reale, non solo a un aggiornamento formale.

Alcuni aspetti sono decisivi per la riuscita del progetto:

  • Target minimo: almeno 50 partecipanti che conseguano l’attestato finale
  • Frequenza obbligatoria: almeno il 70% delle ore
  • Piattaforma: tutte le attività devono essere gestite su Scuola Futura
  • Procedura: a sportello (le proposte saranno finanziate in base all’ordine cronologico di presentazione)
La formazione erogata “deve essere realizzata in coerenza con il quadro di riferimento europeo sulle competenze digitali dei cittadini, DigComp 3.0, e, per i docenti, anche con il quadro di riferimento europeo per gli educatori, DigCompEdu”.
Per coloro che si vogliono candidare come formatori (vengono riconosciuti 122 euro l’ora) sono richieste “competenze documentate circa la tematica del percorso”. In questo senso possono tornare molto utili le certificazioni DigComp Edu e DigComp 2.2 rilasciate da ente accreditato da ACCREDIA (l’Ente unico nazionale di accreditamento posto sotto la vigilanza del MIMIT), pubblicate sul registro pubblico di quest’ultima (per saperne di più).

Ma non basta correre: serve arrivare con una proposta già solida, coerente con i vincoli e sostenibile nella realizzazione.

Alcune mosse sono fondamentali già nei prossimi giorni:


  1. Verificare la fattibilità interna: disponibilità del personale, capacità organizzativa, presenza di referenti.
  2. Costruire (o attivare) una rete territoriale: coinvolgere altre scuole fin da subito per garantire il numero minimo di partecipanti.
  3. Definire un impianto progettuale solido: con equilibrio tra formazione e laboratori e attenzione alla sostenibilità.
  4. Pianificare il reclutamento dei partecipanti: è una condizione di successo (per la quale è importante poter raggiungere capillarmente personale interessato dislocato sul territorio regionale).
  5. Prepararsi rapidamente alla candidatura: con documentazione già pronta e coerente con l’Avviso.


 

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