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sabato 17 gennaio 2026

VOCI LIBERE

 

Roma, arte e lezioni

 sui media a scuola

 per prevenire

la discriminazione di genere

Una fondazione nazionale, Mus-e, e una realtà capitolina, Fondazione Media Literacy, insieme per insegnare a 130 adolescenti il rispetto e l'inclusione. Al via "Voci libere", una buona pratica contro la povertà educativa, finanziata da Roma Capitale


di Giampaolo Cerri


Far riflettere a scuola sulla parità di genere si può fare in molti modi ed è già positivo che si faccia. Spesso, se lo si fa, si ricorre al più classico dei modi ossia l’educazione frontale: l’insegnante affronta il tema, ne parla, spiega, interagisce con la classe.

Grazie alla filantropia, si vanno facendo strada anche altre modalità.

Ne arriva, in questi giorni, una testimonianza da Roma, nel XIII Municipio, che sta nel quadrante ovest del Urbe, dai quartieri Aurelio e Boccea a uscire, verso la costa. Lo stesso municipio ha selezionato infatti un progetto di Fondazione Media Literacy con Fondazione Mus-e Italia, Voci libereche coinvolgerà sette classi della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo Maria Capozzi di Roma, per un totale di oltre 130 studenti e studentesse, insieme a 12 docenti e 130 famiglie, «con l’obiettivo», spiegano le due fondazioni, «di promuovere relazioni consapevoli, inclusive e rispettose e di prevenire stereotipi, discriminazioni e dinamiche di violenza fin dalla prima adolescenza». Voci libere è pronto a partire.

Dalla danza allo storytelling per carpire le differenze

Succederà che, attraverso teatro, danza, storytelling, riscrittura delle fiabe e percorsi dedicati alle biografie femminili, i laboratori artistici, condotti in classe dalle artiste professioniste di Mus-e, offriranno a ragazzi e ragazze uno spazio di espressione, confronto e riflessione sui temi dell’identità, delle emozioni, delle relazioni e della parità di genere.

A questi si affiancherà un percorso di educazione ai media, curato da Fondazione Media Literacy, che porterà studenti e studentesse a sviluppare uno sguardo critico sui modelli culturali e comunicativi e a sperimentare direttamente strumenti di narrazione contemporanea.

«Sensibilizzare e coinvolgere i giovanissimi sulle tematiche di parità di genere e contrasto alla violenza sulle donne attraverso linguaggi artistici, espressivi e creativi», è infatti l’obiettivo del progetto educativo, avviato dall’associazione temporanea di scopo Mediamuse, costituita appunto da Fondazione Media Literacy con Fondazione Mus-e Italia e finanziato da Roma Capitale – Dipartimento Scuola, lavoro e formazione professionale, nell’ambito dell’avviso pubblico “per la promozione dell’educazione alla parità tra i generi e la prevenzione e il contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere” nelle scuole secondarie di primo grado del territorio.

«Elemento distintivo del progetto», spiegano le due fondazioni, «sarà infatti la realizzazione di podcast originali, ideati e prodotti con il supporto di giornalisti ed educatori. I podcast diventeranno uno strumento di restituzione e disseminazione del percorso, dando voce ai ragazzi e alle ragazze e contribuendo a diffondere una cultura del rispetto e dell’inclusione anche oltre il contesto scolastico».

A mettersi insieme sono infatti l’esperienza di Fondazione Media Literacy, attiva nella Capitale «nel campo dell’educazione ai media e al loro uso consapevole» e quella di Fondazione Mus-e Italia «per il contrasto della povertà educativa attraverso il linguaggio universale dell’arte».

Voci Libere, assicurano gli organizzatori, si caratterizzerà «per un approccio educativo innovativo, incentrato su metodologie didattiche non convenzionali, che coinvolgono attivamente studenti e studentesse nel processo di apprendimento e li rendono protagonisti del percorso di sensibilizzazione».

Creatività ed educazione al linguaggio

Lo sottolinea Lidia Gattina, giornalista, segretaria generale di Fondazione Media Literacy«L’educazione al linguaggio e ai media è uno strumento fondamentale per contrastare stereotipi e discriminazioni fin dalla giovane etàLa nostra esperienza, maturata negli anni nell’ambito dell’inclusione e della parità di genere, ci insegna che sviluppare consapevolezza critica significa anche promuovere una cultura inclusiva, capace di riconoscere e rispettare le differenze».

Le fa eco Laura Avagnina, coordinatrice di Fondazione Mus-e Italia a Roma: «I linguaggi artistici», spiega, «rappresentano uno strumento educativo privilegiato per favorire lo sviluppo di competenze fondamentali come empatia, resilienza, creatività, libera espressione, autostima e rispetto reciproco. Attraverso Voci Libere, le artiste di Mus-e accompagnano ragazze e ragazzi in un percorso che li valorizza nella loro unicità, al di là di ogni forma di discriminazione o pregiudizio, compreso quello di genere, incoraggiando l’espressione artistica come spazio libero da stereotipi e barriere culturali, capace di promuovere relazioni più consapevoli, inclusive e rispettose»

La scuola: «Insegnare il rispetto di genere»

Soddisfatta anche la scuola: «L’Istituto», conferma  Carla Felli, dirigente scolastica dell’I.c Capozzi, «ha colto immediatamente l’opportunità preziosa e destinato il progetto Voci Libere alle classi seconde della scuola secondaria di primo grado perché le alunne e gli alunni di 12/13 anni in fase di preadolescenza sono proprio nel giusto momento evolutivo per avere una formazione trasversale significativa sul rispetto di genere». Aggiungela dirigente, che «la società, il mondo che abitano deve essere decodificato per loro nei significati profondi ed è la scuola che deve fornire gli strumenti adeguati anche e soprattutto attraverso i linguaggi artistici del fare e non solo del sapere, proprio per arrivare ad un’interiorizzazione profonda dei principi di rispetto e inclusione».

Docenti e famiglia nel progetto

Il progetto, sottolineano gli organizzatori, «attribuisce un ruolo centrale anche al coinvolgimento del personale docente e delle famiglie, considerate parte integrante della comunità educante, attraverso momenti di formazione, informazione e restituzione condivisa territoriale, per presentare gli esiti del progetto e i contenuti realizzati dagli studenti».

l percorso si concluderà ad aprile, con un evento pubblico finale, aperto alla comunità scolastica e alla cittadinanza.

 VITA


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