FERIAE AUGUSTI
di MARIA SAPIENZA*
Il
nostro tempo è spesso attraversato da profonde contraddizioni, nate
dall’esigenza contemporanea di conciliare la mondanità e tentare di decifrare a
fondo il significato dei dogmi e le radici della cristianità. Tuttavia, la
storia della fede non è fatta di rotture, ma di trasformazioni sublimi. Poiché
la religione cattolica si è innestata nel preesistente tessuto culturale
romano, è naturale che molte festività maggiori – compreso il Natale –
coincidano con date già marcate in rosso nel calendario dell’antichità.
Questo assunto è
profondamente valido anche per la festività del Ferragosto. Nel 18 a.C.,
l’imperatore Augusto istituì le Feriae Augusti (i riposi di Augusto), un
doveroso e gioioso stacco dalle fatiche dei contadini dopo le grandi fatiche
della mietitura, originariamente legato ai cicli della fertilità della terra.
La Chiesa Cattolica, in
questo stesso ottavo mese dell’anno, ha scelto di non cancellare quel bisogno
umano di riposo, ma di elevarlo: ha sospeso la fatica delle braccia per
dedicare il 15 agosto alle lodi di Maria. Dalla celebrazione del raccolto
terreno, si è passati alla celebrazione del raccolto celeste. Maria viene
assunta in cielo in anima e corpo – un dogma solennemente proclamato nel 1950,
ma le cui radici affondano nella millenaria devozione per la “Dormizione” della
Vergine.
È un messaggio incarnato
di immensa speranza: ci ricorda che, nonostante le ineludibili fragilità umane,
l’intera umanità è chiamata al Paradiso seguendo l’esempio di perfezione della
Madonna, primizia della salvezza.
Per questo motivo, nel
giorno di precetto, il lavoro si ferma, affinché lo spirito possa respirare. E
non c’è luogo in cui questo respiro divino si faccia materia e visione come
nella Cattedrale di Monreale.
Non è un caso,
storicamente parlando, che la prima e più antica festa mariana della città
risalga esattamente al 15 agosto 1176, giorno in cui il re normanno Guglielmo
II inaugurò l’abbazia. In questo luogo incantato, nel giorno dell’Assunta, si
assiste allo stupore della luce.
Gli architetti e i
teologi che hanno eretto, con sapienza ingegneristica e astronomica, questo
Duomo tutto d’oro, hanno calcolato l’esatto orientamento dell’edificio affinché
fungesse da calendario liturgico solare.
Grazie a questa
miracolosa “architettura di luce”, i raggi del sole sono guidati a incunearsi
tra le navate fino a baciare, proprio nel culmine dell’estate, la figura della
Theotokos (la Madre di Dio) posta in maestà, per poi salire verso l’immenso e
rassicurante abbraccio del Cristo Pantocratore.
Non c’è dunque alcun
dissidio, nessuna contraddizione, tra un giorno di festa che regala il meritato
ristoro alle membra stanche e il tempo dedicato alla preghiera verso la donna
senza peccato che ha partorito il Dio della salvezza. Entrambi celebrano la
vita compiuta.
Perché se il riposo
antico ci riconsegna alla bellezza della terra, la luce dorata dell’Assunta ci
ricorda che siamo nati per l’altezza del cielo.
Maria Sapienza nasce a
Monreale il 30 Novembre 1972. Laureata in pedagogia, scrive romanzi, poesie e
testi teatrali. Vincitrice secondo premio Navarro, menzione d’onore premio
Navarro, premio Paolo Amato e premio Salva la tua lingua locale.
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