E spesso, ormai quasi sempre, si scopre che questi comportamenti sono fortemente influenzati dalla massiccia esposizione, diurna e notturna, ai social e alle più recenti applicazioni dell’Intelligenza Artificiale Generativa.
In molti Paesi, e anche
in Italia, sono allo studio dei governi misure volte a vietare l’accesso dei
più giovani ai dispositivi connessi alla rete, soprattutto agli smartphone, ma
forte è l’opposizione di coloro, soprattutto psicologi e pedagogisti, che ritengono
che il divieto avrebbe effetti controproducenti soprattutto per giovani, come
quelli della generazione alfa – quella dei nati tra il 2012 e il 2024 –
abituati fin dalla nascita a convivere, o meglio a coesistere in un rapporto
quasi simbiotico, con schermi interattivi.
La tendenza di molti
governi è a vietare l’uso dei devices digitali a scuola fino a
una certa età: 14, 15 o 16 anni, o addirittura fino alla fine della secondaria
superiore, come stabilito in Italia dal ministro Valditara con propri atti
amministrativi, nelle more dell’approvazione della legge bipartisan ancora
ferma in Parlamento. Nessun Paese però, nemmeno l’Australia, che per
prima si è mossa fissando il limite a 16 anni, ha esteso il divieto al tempo
non scolastico degli studenti, così che la responsabilità di decidere se dare o
no uno smartphone ai figli ricade per intero sui genitori.
Particolare e più
complicata è la situazione degli USA, dove alla denuncia di The
Anxious Generation di Jonathan Haidt (marzo 2024), un vero e
proprio atto d’accusa verso le malattie mentali provocate dai social (a suo
giudizio da vietare ai ragazzi fino a 16 anni sia dentro che fuori della
scuola), non ha fatto seguito alcuna misura restrittiva a livello federale,
essendo la competenza a decidere in materia riservata ai singoli Stati, alcuni
dei quali l’hanno delegata ai distretti scolastici. Così la situazione è a
macchia di leopardo, complicata dal fatto che alcuni tribunali federali hanno
considerato il divieto illegittimo perché in contrasto con il primo emendamento
della Costituzione americana, che garantisce la libertà di pensiero e di
parola.
L’alternativa al divieto,
a questo punto, è quella di convincere (educare) i giovani a non farsi
condizionare dai social, ed è in tale direzione che va il nuovo libro di Haidt,
uscito negli USA il 30 dicembre 2025, intitolato “The Amazing Generation:
Your Guide to Fun and Freedom in Screen-Filled World”, rivolto direttamente
ai ragazzi, la “Generazione Fantastica”, invitati a riscoprire il piacere della
relazione personale, all’aperto, con i coetanei. Negli USA è subito diventato
un bestseller anche perché il volume contiene alcuni divertenti fumetti,
pensati per lettori di 9-12 anni, con piccole storie di amicizia e di
condivisione di esperienze di vita reale, non “virtuale”.
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