VATICAN NEWS

lunedì 22 giugno 2026

VIETARE O EDUCARE ?

 


Il dibattito è in corso in tutto il mondo, e il dilemma si fa angoscioso quando le cronache riferiscono di casi drammatici di autosegregazione aggressiva, sfocianti in forme estreme di autolesionismo o, al contrario, di violenza indiscriminata. 

E spesso, ormai quasi sempre, si scopre che questi comportamenti sono fortemente influenzati dalla massiccia esposizione, diurna e notturna, ai social e alle più recenti applicazioni dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

In molti Paesi, e anche in Italia, sono allo studio dei governi misure volte a vietare l’accesso dei più giovani ai dispositivi connessi alla rete, soprattutto agli smartphone, ma forte è l’opposizione di coloro, soprattutto psicologi e pedagogisti, che ritengono che il divieto avrebbe effetti controproducenti soprattutto per giovani, come quelli della generazione alfa – quella dei nati tra il 2012 e il 2024 – abituati fin dalla nascita a convivere, o meglio a coesistere in un rapporto quasi simbiotico, con schermi interattivi.

La tendenza di molti governi è a vietare l’uso dei devices digitali a scuola fino a una certa età: 14, 15 o 16 anni, o addirittura fino alla fine della secondaria superiore, come stabilito in Italia dal ministro Valditara con propri atti amministrativi, nelle more dell’approvazione della legge bipartisan ancora ferma in Parlamento.  Nessun Paese però, nemmeno l’Australia, che per prima si è mossa fissando il limite a 16 anni, ha esteso il divieto al tempo non scolastico degli studenti, così che la responsabilità di decidere se dare o no uno smartphone ai figli ricade per intero sui genitori.

Particolare e più complicata è la situazione degli USA, dove alla denuncia di The Anxious Generation di Jonathan Haidt (marzo 2024), un vero e proprio atto d’accusa verso le malattie mentali provocate dai social (a suo giudizio da vietare ai ragazzi fino a 16 anni sia dentro che fuori della scuola), non ha fatto seguito alcuna misura restrittiva a livello federale, essendo la competenza a decidere in materia riservata ai singoli Stati, alcuni dei quali l’hanno delegata ai distretti scolastici. Così la situazione è a macchia di leopardo, complicata dal fatto che alcuni tribunali federali hanno considerato il divieto illegittimo perché in contrasto con il primo emendamento della Costituzione americana, che garantisce la libertà di pensiero e di parola.

L’alternativa al divieto, a questo punto, è quella di convincere (educare) i giovani a non farsi condizionare dai social, ed è in tale direzione che va il nuovo libro di Haidt, uscito negli USA il 30 dicembre 2025, intitolato “The Amazing Generation: Your Guide to Fun and Freedom in Screen-Filled World”, rivolto direttamente ai ragazzi, la “Generazione Fantastica”, invitati a riscoprire il piacere della relazione personale, all’aperto, con i coetanei. Negli USA è subito diventato un bestseller anche perché il volume contiene alcuni divertenti fumetti, pensati per lettori di 9-12 anni, con piccole storie di amicizia e di condivisione di esperienze di vita reale, non “virtuale”.

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