VATICAN NEWS

venerdì 10 aprile 2026

MINORI . CI VUOLE UN'ALLEANZA

 


Quelle 100mila storie che fanno dire a Telefono Azzurro: 

«Ci vuole un’alleanza»

«L’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro», lo ha detto Ernesto Caffo, iniziatore e presidente della storica fondazione, a conclusione della seconda edizione della Giornata nazionale dedicata proprio all'apertura all'attenzione verso i più piccoli e i loro bisogni. E propone «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione». A Milano, Roma e Palermo gli eventi principali, cui hanno preso parte tanti studenti e studentesse. Dal 1987, ascoltati e accompagnati oltre 95mila bambini e adolescenti 

-di Alessio Nisi

 Ogni «voce ascoltata è un passo concreto verso un futuro più giusto e più umano. Un bambino ascoltato sarà davvero un adulto sereno». Con questa riflessione del fondatore e presidente della Fondazione Sos Telefono AzzurroErnesto Caffo, è sceso il sipario sulla seconda edizione della Giornata nazionale dell’ascolto dei minori, promossa dal Parlamento e che Telefono azzurro ha intitolato quest’anno Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno.

Parla a ragione veduta il fondatore e presidente della storica organizzazione: proprio nell’evento centrale, quello dalla sede del Cnel a Roma, il neuropsichiatra infantile ha ripercorso anche l’impegno, dal 1987 a oggi, di Telefono Azzurro, che ha visto quasi 100mila bambini e adolescenti, 95.459 per l’esattezza, ascoltati e accompagnati nelle loro difficoltà.

Le altre città in cui si è svolta la Giornata sono state Milano, dove l’evento è stato ospitato a Palazzo Lombardia e sono intervenute anche esperienze come Fondazione Asilo Mariuccia e Fondazione Cometa, e Palermo, dove si è lavorato, nella Biblioteca dell’archivio storico comunale.

Al centro dei lavori, il valore dell’ascolto come strumento di tutela, prevenzione e crescita, in un momento in cui i dati confermano un aumento significativo del disagio psicologico tra i giovani. Un bambino ascoltato sarà un adulto sereno ha rappresentato non solo un’occasione di confronto, ma anche un esercizio concreto di partecipazione: gli studenti sono stati parte attiva del dibattito, ponendo domande dirette ai relatori e contribuendo con riflessioni e testimonianze sul proprio vissuto quotidiano.

Nelle tre città, elemento comune è stata la grande partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, esperti, studiosi e, soprattutto, studenti e studentesse tra i 12 e i 17 anni.

Un’alleanza sistemica in difesa dei minori

Un evento cerimoniale? Niente affatto. L’appuntamento è stato l’occasione per una riflessione sul tema. A tirare le somme, lo stesso Caffo. che dalle argomentazioni di esperti, istituzioni e soprattutto dai dati ha delineato le priorità operative per rendere la tutela dei minori sempre più tempestiva e vicina ai ragazzi.

La strategia futura punta su «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione. In questo modello, il digitale assume un ruolo cruciale come ponte verso l’aiuto, capace di abbassare la soglia di accesso per i più giovani utilizzando linguaggi a loro familiari e garantendo una presenza più continua nel passaggio dalla richiesta di supporto alla tutela effettiva».

L’obiettivo è trasformare l’ascolto da ricezione passiva a risposta attiva, creando un ecosistema sicuro e non giudicante dove ogni segnale di disagio possa essere accolto e trasformato in un percorso di crescita condivisa e protezione concreta.  

Prima che la sofferenza si radicalizzi

«Ascoltare non è mai un atto neutro», sottolinea sempre Caffo, «è il momento in cui il silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si radicalizzi.

Oggi più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale, relazioni e dimensione digitale, riflette ancora, «l’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro».

I dati

Si diceva, i dati. Telefono azzurro ha diffuso i numeri più recenti del Dossier 2025 del servizio di ascolto 1.96.96, che nel corso del 2025 ha registrato un quadro di forte complessità e crescita delle domande di aiuto. Il rapporto delinea un quadro critico in cui la salute mentale, le difficoltà relazionali e i rischi del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta di aiuto tra i più giovani.

Secondo il dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali (28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Aumentano, inoltre, le situazioni multidimensionali, in cui più forme di disagio si intrecciano: un caso su cinque combina disagio psicologico, fragilità relazionali e vulnerabilità online.

Il rapporto evidenzia come l’emergere di nuove forme di vulnerabilità legate all’Intelligenza Artificiale Generativa. Tra i rischi segnalati figurano la produzione di immagini e video realistici a scopo di umiliazione (come foto generate tramite intelligenza artificiale che ritraggono i minori in pose sensuali o esplicite) e l’uso di strumenti intelligenza artificiale come surrogati relazionali o supporti emotivi.

Benessere, tecnologia e nuove sfide

Rivedi la Giornata dell’ascolto di Telefono Azzurro

Durante i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni tematiche (benessere psicologico, generazioni in trasformazione e social media e intelligenza artificiale) gli studenti hanno dialogato con rappresentanti delle istituzioni, esperti di media education, psicologi, docenti e membri del mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.

Dal dibattito è emersa la sfida che le istituzioni sono chiamate ad affrontare: riconoscere i giovani non solo come destinatari di politiche, ma come protagonisti attivi nelle scelte che li riguardano. Un impegno che richiede di costruire spazi di partecipazione reale, in cui le nuove generazioni possano esprimersi e contribuire concretamente all’indirizzo delle azioni future.

Parlano le istituzioni

A Roma, dalla sede del Cnel, il presidente Renato Brunetta ha aperto i lavori sottolineando l’importanza di «una società capace di ascoltare e valorizzare la parola dei più giovani come parte integrante del processo democratico», mentre dal Senato il presidente Ignazio La Russa ha ribadito il valore dell’ascolto «come cardine della tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti». Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha poi definito l’ascolto come presupposto essenziale affinché «famiglie, scuole e istituzioni possano intercettare tempestivamente segnali di malessere o pericolo e rispondere in modo efficace alle richieste di aiuto dei ragazzi».

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