«Ci vuole un’alleanza»
«L’ascolto rappresenta un presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro», lo ha detto Ernesto Caffo, iniziatore e presidente della storica fondazione, a conclusione della seconda edizione della Giornata nazionale dedicata proprio all'apertura all'attenzione verso i più piccoli e i loro bisogni. E propone «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie, scuola, aziende e mondo della comunicazione». A Milano, Roma e Palermo gli eventi principali, cui hanno preso parte tanti studenti e studentesse. Dal 1987, ascoltati e accompagnati oltre 95mila bambini e adolescenti
-di Alessio Nisi
Parla
a ragione veduta il fondatore e presidente della storica organizzazione:
proprio nell’evento centrale, quello dalla sede del Cnel a Roma, il
neuropsichiatra infantile ha ripercorso anche l’impegno, dal 1987 a oggi, di
Telefono Azzurro, che ha visto quasi 100mila bambini e adolescenti, 95.459 per
l’esattezza, ascoltati e accompagnati nelle loro difficoltà.
Le
altre città in cui si è svolta la Giornata sono state Milano,
dove l’evento è stato ospitato a Palazzo Lombardia e sono intervenute anche
esperienze come Fondazione
Asilo Mariuccia e Fondazione Cometa, e Palermo, dove si è lavorato, nella
Biblioteca dell’archivio storico comunale.
Al
centro dei lavori, il valore dell’ascolto come strumento di tutela, prevenzione
e crescita, in un momento in cui i dati confermano un aumento
significativo del disagio psicologico tra i giovani. Un bambino
ascoltato sarà un adulto sereno ha rappresentato non solo
un’occasione di confronto, ma anche un esercizio concreto di
partecipazione: gli studenti sono stati parte attiva del dibattito,
ponendo domande dirette ai relatori e contribuendo con riflessioni e
testimonianze sul proprio vissuto quotidiano.
Nelle
tre città, elemento comune è stata la grande partecipazione di rappresentanti
delle istituzioni, esperti, studiosi e, soprattutto, studenti e studentesse tra
i 12 e i 17 anni.
Un’alleanza
sistemica in difesa dei minori
Un
evento cerimoniale? Niente affatto. L’appuntamento è stato l’occasione per una
riflessione sul tema. A tirare le somme, lo stesso Caffo. che dalle
argomentazioni di esperti, istituzioni e soprattutto dai dati ha delineato le
priorità operative per rendere la tutela dei minori sempre più tempestiva
e vicina ai ragazzi.
La
strategia futura punta su «un’alleanza sistemica tra istituzioni, famiglie,
scuola, aziende e mondo della comunicazione. In questo modello, il digitale
assume un ruolo cruciale come ponte verso l’aiuto, capace
di abbassare la soglia di accesso per i più giovani utilizzando linguaggi a
loro familiari e garantendo una presenza più continua nel passaggio dalla
richiesta di supporto alla tutela effettiva».
L’obiettivo
è trasformare l’ascolto da ricezione passiva a risposta
attiva, creando un ecosistema sicuro e non giudicante dove ogni segnale di
disagio possa essere accolto e trasformato in un percorso di crescita condivisa
e protezione concreta.
Prima
che la sofferenza si radicalizzi
«Ascoltare
non è mai un atto neutro», sottolinea sempre Caffo, «è il momento in cui il
silenzio diventa parola e il disagio può finalmente emergere. Riconoscere
bambini e adolescenti come soggetti di diritto e di ascolto significa offrire
loro uno spazio reale in cui essere compresi prima che la sofferenza si
radicalizzi.
Oggi
più che mai, di fronte a un disagio sempre più complesso tra salute mentale,
relazioni e dimensione digitale, riflette ancora, «l’ascolto rappresenta un
presidio essenziale di tutela, prevenzione e costruzione del futuro».
I
dati
Si
diceva, i dati. Telefono azzurro ha diffuso i numeri più recenti del Dossier
2025 del servizio di ascolto 1.96.96, che nel corso del 2025 ha registrato
un quadro di forte complessità e crescita delle domande di aiuto. Il rapporto
delinea un quadro critico in cui la salute mentale, le difficoltà relazionali e
i rischi del mondo digitale rappresentano i principali motori della richiesta
di aiuto tra i più giovani.
Secondo
il dossier, quasi l’88% dei casi gestiti dal servizio si concentra su
quattro aree chiave: salute mentale (35,3%), difficoltà relazionali
(28,5%), abuso e violenza (18,2%) e rischi legati a Internet (6,1%). Aumentano,
inoltre, le situazioni multidimensionali, in cui più forme di disagio si
intrecciano: un caso su cinque combina disagio psicologico, fragilità
relazionali e vulnerabilità online.
Il
rapporto evidenzia come l’emergere di nuove forme di vulnerabilità legate all’Intelligenza
Artificiale Generativa. Tra i rischi segnalati figurano la produzione
di immagini e video realistici a scopo di umiliazione (come foto generate
tramite intelligenza artificiale che ritraggono i minori in pose sensuali o
esplicite) e l’uso di strumenti intelligenza artificiale come surrogati
relazionali o supporti emotivi.
Benessere,
tecnologia e nuove sfide
Rivedi
la Giornata dell’ascolto di Telefono Azzurro
Durante
i dibattiti di Roma, Milano e Palermo, articolati in tre sessioni
tematiche (benessere psicologico, generazioni in trasformazione e
social media e intelligenza artificiale) gli studenti hanno dialogato con rappresentanti
delle istituzioni, esperti di media education, psicologi, docenti e membri del
mondo associativo. Tra i temi affrontati, il rapporto tra salute mentale e
vita digitale, le transizioni generazionali e la necessità di contrastare il
rischio di isolamento, sfiducia e solitudine nei più giovani.
Dal
dibattito è emersa la sfida che le istituzioni sono chiamate ad affrontare:
riconoscere i giovani non solo come destinatari di politiche, ma come
protagonisti attivi nelle scelte che li riguardano. Un impegno che
richiede di costruire spazi di partecipazione reale, in cui le nuove
generazioni possano esprimersi e contribuire concretamente all’indirizzo delle
azioni future.
Parlano
le istituzioni
A
Roma, dalla sede del Cnel, il presidente Renato Brunetta ha
aperto i lavori sottolineando l’importanza di «una società capace di
ascoltare e valorizzare la parola dei più giovani come parte integrante del
processo democratico», mentre dal Senato il presidente Ignazio La
Russa ha ribadito il valore dell’ascolto «come cardine della
tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti». Il presidente della
Camera, Lorenzo Fontana, ha poi definito l’ascolto
come presupposto essenziale affinché «famiglie, scuole e istituzioni
possano intercettare tempestivamente segnali di malessere o pericolo e
rispondere in modo efficace alle richieste di aiuto dei ragazzi».
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