IL RITORNO
DEL LATINO
A SCUOLA
Sulla Gazzetta Ufficiale
è pubblicato il decreto che introduce le nuove Indicazioni Nazionali per il
curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione.
Il
provvedimento sostituisce integralmente le Indicazioni del 2012 ed
entrerà in vigore l’11 febbraio 2026. Le scuole dell’infanzia, primarie e
secondarie di primo grado dovranno adottare i nuovi curricoli a partire dall’anno
scolastico 2026/2027, con un’implementazione graduale che inizierà dalle
classi prime. Il testo rappresenta una revisione complessiva dell’assetto
formativo del primo ciclo e introduce elementi di novità significativi
nell’offerta didattica nazionale.
Reintroduzione del latino
come disciplina curricolare opzionale
Le nuove Indicazioni
reintroducono l’insegnamento del latino nella scuola
secondaria di primo grado con modalità curricolare ma opzionale, a partire
dalla seconda media. La disciplina sarà denominata “Latino per l’educazione
linguistica” e prevederà un’ora aggiuntiva settimanale.
Giuseppe Valditara,
Ministro dell’Istruzione e del Merito, ha definito il latino “una
straordinaria palestra di logica” che serve a “potenziare il
ragionamento” e migliorare la comprensione delle regole grammaticali e
sintattiche della lingua italiana.
Il percorso didattico si
propone di consolidare le regole grammaticali, arricchire il lessico e
sviluppare l’educazione al ragionamento ordinato attraverso il confronto
lessicale tra latino, italiano e lingue straniere moderne.
L’approccio prevede
l’utilizzo di vocabolari digitali per l’analisi etimologica e
attività laboratoriali per la comprensione di frasi e testi latini semplici. Le
famiglie potranno scegliere se inserire questa disciplina nel percorso
formativo dei propri figli.
Il Ministero sottolinea
che attualmente meno del 40% degli studenti italiani ha accesso allo studio del
latino, limitato principalmente ai licei classico, scientifico tradizionale,
linguistico e delle scienze umane.
Competenze attese e
consenso delle famiglie
Il testo ministeriale
indica le competenze attese al termine della classe terza. Gli
studenti dovranno comprendere l’importanza del latino per raggiungere una piena
consapevolezza nella lettura e nella scrittura dell’italiano, riconoscere
l’origine latina di parole italiane appartenenti a registri linguistici
differenti e comprendere i primi elementi della lingua e della cultura latina.
Le competenze includono
la consapevolezza della centralità del latino nella tradizione culturale
italiana, con riferimento alla funzione della lingua classica nella produzione
di testi e documenti con valenza storico-letteraria e giuridica, compresi quelli
presenti nel patrimonio culturale nazionale. Il percorso formativo prevede il
confronto interlinguistico con altre lingue flessive e connessioni
interdisciplinari con le discipline STEM e l’educazione
civica.
Nei mesi scorsi, un
sondaggio commissionato dal Ministero su un campione di 1.200 genitori ha
rilevato che 6 genitori su 10 apprezzano il ritorno del latino alle
medie, con il 63% che valuta positivamente la proposta e il 21% che la
giudica molto positivamente. L’indagine evidenzia che quasi il 90% dei genitori
ritiene indispensabile il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche
nella riforma.
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