Religione cattolica a scuola: oltre l’80% degli studenti sceglie l’Irc in un contesto di pluralismo religioso e migrazioni.
La Conferenza Episcopale
Italiana ha pubblicato la nota pastorale “L’insegnamento
della religione cattolica: laboratorio di cultura e dialogo”, approvata
dall’81ª Assemblea Generale svolta ad Assisi dal 17 al 20 novembre scorso.
Il documento esce a
quarant’anni dalla firma dell’Intesa che dava attuazione all’Accordo di
revisione del Concordato lateranense in materia di insegnamento della
religione cattolica e a trentaquattro anni dalla prima nota pastorale
del 1991. Il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e
presidente della Cei, ha firmato la presentazione del testo che colloca
l’Irc “in un contesto attraversato da mutamenti rapidi: flussi
migratori, pluralismo religioso, secolarizzazione crescente, intelligenza
artificiale”. La nota si propone di “fare il punto della situazione
e richiamare l’attenzione sull’Irc, volendo evidenziare e rilanciare il suo
servizio alla scuola” secondo quanto dichiarato nella presentazione
ufficiale. Il documento conferma “la validità di una presenza
scolastica che rispetta la libertà di coscienza di tutti e assicura un
fondamentale servizio educativo”.
L’apertura al dialogo
interreligioso e la dimensione culturale dell’Irc
La nota pastorale si
articola in quattro capitoli che descrivono il “cambiamento d’epoca”, la natura
istituzionale dell’Irc, la figura dell’insegnante di religione e i
rapporti con la comunità ecclesiale. L’Irc “ha saputo aprirsi al
confronto e al dialogo proprio grazie all’identità che la contraddistingue, che
ne valorizza la portata culturale e formativa” secondo il testo della
Cei. Il documento evidenzia come l’insegnamento “ha saputo trasformarsi
e rinnovarsi, rispondendo negli anni alle domande della scuola e della società
italiana”. La Conferenza Episcopale cita come esempio di apertura le schede
per conoscere l’Ebraismo e l’Islam, predisposte dagli uffici della Segreteria
Generale “rispettivamente con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
e il Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica, in vista della
redazione dei libri scolastici e della formazione degli insegnanti di religione“.
Papa Leone XIV ha affermato il 27 ottobre 2025, all’apertura del Giubileo del
mondo educativo, che “chi studia si eleva, allarga i propri orizzonti e
le proprie prospettive, per recuperare uno sguardo che non si fissa solo in
basso, ma è capace di guardare in alto: verso Dio, verso gli altri, verso il
mistero della vita”.
Le criticità
organizzative e i segnali di vitalità del servizio scolastico
Il numero di avvalentisi
dell’Irc supera l’80% a livello nazionale secondo i dati riportati nella nota
pastorale. Il documento “non trascura le difficoltà presenti
soprattutto nella gestione organizzativa e nell’applicazione della normativa
specifica da parte delle scuole”. La Cei sottolinea che “continua
a far pensare la possibilità offerta agli alunni più grandi di poter uscire da
scuola privandosi di un’occasione formativa quale l’Irc o l’attività
alternativa”. I segnali di vitalità risultano superiori alle criticità
e mostrano come “l’Irc si confermi uno strumento di arricchimento culturale, di
attenzione educativa, di dialogo sincero con tutte le istanze provenienti dal
mondo contemporaneo”. La nota definisce l’insegnamento della religione
cattolica “un segno importante di quelle alleanze educative tra
famiglia, scuola e comunità ecclesiale”. Il cardinale Zuppi ha
precisato che “ogni componente della comunità ecclesiale locale deve
impegnarsi per la piena realizzazione di questo servizio che è parte integrante
della piena promozione culturale dell’uomo e del bene del paese”. La
consultazione che ha preceduto l’approvazione del documento ha coinvolto tutte
le diocesi italiane.

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